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No Tav. La Val Susa più determinata che mai

Bussoleno 24 gennaio 2014: la sala del polivalente è gremitissima. Politici e amministratori si stringono al movimento. E il movimento rilancia.

di Davide Amerio 

Sul palco sono presenti sindaci e amministratori dei comuni No Tav della Valle: Villarfocchiardo, Venaus, Avigliana, Chiusa S. Michele, S. Ambrogio, Rivalta, San Didero, Vaie, Bruzolo, Rivalta.

Accanto a loro partecipano rappresentanti del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno, di Spinta dal Bass e dei Giovani No Tav; hanno aderito alla serata Ivan della Valle (M5S) e Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista). Sono giunti i saluti di Marco Scibona (M5S) e Giorgio Airaudo (SEL) impossibilitati a partecipare a causa di precedenti impegni in altre assemblee.

Sandro Plano ha introdotto il dibattito.

CAM00586bLa serata ha voluto rappresentare un momento di riflessione del movimento alla luce degli avvenimenti degli ultimi mesi (arresti, tribunali, condanne) e sui continui attacchi che subisce quotidianamente su diversi fronti (Procura, politici, media, Ff.Oo.).

L’applicazione degli articoli 280, 280 bis, 270 e 270 sexies consentono alla Procura di Torino di configurare ogni azione di sabotaggio condotta dai No Tav come terrorismo. In particolare il 270 sexies, nato sull’onda emotiva degli attentati di Al Quaeda a Madrid recita: Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto”.

È evidente ormai che l’applicazione di questo articolo ai No Tav è strumentale e politico e tende a creare un precedente pericoloso: chiunque contesti le scelte governative è classificabile come sovversivo e terrorista.

Un giudice ha scritto nella sentenza, racconta Alberto Perino, che se non si fa la Torino-Lione si blocca tutto il trasporto ferroviario europeo. Una affermazione senza senso logico né realistico che denota come chi “giudica” le vicende della lotta No Tav sia completamente impreparato sulla materia trattata.

CAM00584bLa lotta No Tav non ha nulla di sovversivo. Sono 24 anni che ci battiamo – incalza Perino – abbiamo percorso tutte le strade legali, superato tutte le barricate di carta che ci hanno opposto e nessuno si è preso il disturbo di discutere con noi della questione Tav. In modo non violento resistiamo e ci opponiamo mettendoci di traverso con le nostre persone. Ci sono 525 persone indagate dalla procura per i motivi più disparati; tra questi ci sono circa 37 minori che saranno interrogati dal tribunale (minorile) perché hanno partecipato a una distribuzione di volantini. Perino ricorda i 9 procedimenti a suo carico tra i quali figura l’accusa di aggressione a 3 (dicasi 3!) carabinieri che avrebbe picchiato e mandato all’ospedale. Vale la pena qui ricordare che Alberto fu animatore del G.V.A.N. (Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta) insieme a don Giuseppe Viglongo e Achille Croce; tutta la sua attività No Tav è stata ispirata ai principi della non violenza.

La lotta No Tav è opposizione non solo al treno ma è il rifiuto di una che vuole devastare il territorio (220 mila mq per i cantieri) e sperpera denaro pubblico. Ricorda Sandro Plano come il buco di qualche decina di metri del cantiere della Maddalena viene celebrato come lo “sviluppo” dei trasporti in Italia, mentre Ltf continua a fare ciò che vuole nella presentazione dei progetti che vengono resi pubblici a pochi giorni dai termini delle scadenze per poter porre in atto le osservazioni sulle conseguenze ambientali.

Nel mezzo di una crisi complessiva del paese questo Stato vuole spendere 104 milioni di euro per spostare l’autoporto di Susa e il centro di Guida Sicura nelle zone di San Didero e Avigliana; Comuni che si oppongono allo spostamento nei loro territori.

CAM00585La Regione Piemonte si è adoperata in questi anni per distruggere la Comunità Montana e, ammette Plano, ci sono riusciti. Hanno tentato in tutti i modi di dividere i Comuni per evitare pericolose adesioni alla lotta No Tav. Ma gli amministratori, nella maggioranza, non hanno ceduto. Non vogliamo il treno e non vogliamo compensazioni. C’è chi si accontenta di quattro soldi per fare qualche rotonda, qualche fontana o per rifare qualche ponte. Quello che i sindaci No Tav vogliono è fermare lo spreco di territorio e di denaro pubblico e costruire una comunità fondata su altri principi e valori.

Tutti i sindaci sono concordi su questo punto. Molte cose si possono e si devono fare per realizzare le attese dei cittadini che si sono anche espressi chiaramente con dei referendum: gestione pubblica dell’acqua, risanamento delle scuole, gestione differenziata dei rifiuti. Basta con la confusione tra le grandi opere e i servizi per i cittadini.

Siamo di fronte ad un vero caos nella gestione dei Comuni, stigmatizza Emilio Chioberto, sindaco di Villarfocchiardo. Subiamo pressione di ogni tipo da parte dello Stato: sui bilanci, sui costi della politica e sugli sprechi quando un sindaco prende qualche centinaio di euro al mese e molti lavorano gratuitamente.

CAM00580Il Comune di Avigliana, afferma il sindaco Angelo Patrizio, potrebbe far partire lavori per un milione di euro (con conseguente creazione di posti di lavoro), ma siamo bloccati dal patto di stabilità che è una vera “incaprettatura”; basterebbe dire che il patto lo si controlla ogni tre anni anziché uno. In quella legge si ribadisce l’importanza di agire per realizzare piccole opere ma, contemporaneamente, proprio i media ci attaccano perché ci opponiamo agli sprechi delle grandi opere. Stiamo lottando contro un sistema che ci vuole schiacciare; se la gente non trova lavoro sarà facile preda delle false promesse come le compensazioni. Dobbiamo far conoscere a tutti gli italiani cosa sta realmente succedendo qui in valle.

Stiamo lavorando per costruire un’associazione tra i Comuni della valle, annuncia Plano, che raccolga l’eredità del ricco patrimonio di conoscenze per la difesa del territorio. Se fallirà il progetto della “Società dei Comuni” prevista dalle nuove leggi, agiremo con l’associazione che ha già un nome evocativo: Arfai, lo spirito del ghiaccio nella tradizione degli Elfi.

La volontà di non piegarsi agli attacchi ingiuriosi della politica romana è forte e quanto mai viva nel movimento. Ne sono consapevoli tutti in sala e numerosi sono gli applausi che interrompono gli interventi. La manifestazione di questa forza si è chiaramente espressa nei gesti di solidarietà che espressi in pochi giorni per sostenere la raccolta fondi a favore dei condannati dal Tribunale di Torino a pagare un risarcimento di 200mila euro a Ltf (Alberto Perino, Loredana Bellone, Giorgio Vair). In soli tre giorni sono stati raccolti oltre 60mila euro. La raccolta fondi verrà estesa in tutta Italia grazie al sostegno dei movimenti di lotta. Paolo Ferrero ha assicurato che Rifondazione comunista sarà partecipe di questa iniziativa. In questo modo il movimento si prepara a contrastare gli attacchi “finanziari” ai No Tav da parte dello Stato e della Procura che “si illudono di piegare il movimento agendo con multe e copiosi risarcimenti per danni per lo più inesistenti”. Solidarietà ai condannati è stata espressa da tutti gli amministratori presenti a nome delle rispettive comunità.

“Siamo tutti responsabili” ribadisce Plano, ciascuno nel proprio ruolo, amministratori, cittadini e militanti e la solidarietà tra di noi non deve mai a mancare. Principio questo sottolineato anche da Perino: non dobbiamo smettere di stimarci l’un l’altro, soprattutto quando tentano di dividerci. Siamo persone che hanno lottato insieme guardandosi sempre negli occhi.

Le azioni giudiziarie, le accuse di terrorismo sono l’atto estremo di un sistema che ha tentato di convincere, senza avere argomentazioni, i cittadini della , afferma Francesco Richetto in rappresentanza dei Comitati di Lotta Popolare. Non esistono giustificazioni logiche alla costruzione del Tav, “è solamente una volontà di speculatori che vogliono occupare e distruggere il nostro territorio. Ci opponiamo con forza anche se paghiamo un costo molto alto: le nostre stesse vite lavorative subiscono dei contraccolpi”.

Mentre in politica si ruba, anche a colpi di mutande, ribadisce Maurizio Piccione (Spinta dal Bass), “qui in valle siamo sotto un attacco giudiziario senza senso e facciamo i conti con gli spiccioli per pagare le multe. La nostra forza è l’unità della valle. Hanno paura di questa compattezza e il banco di prova per tutti noi saranno le prossime elezioni amministrative dove dovremo dimostrare l’unità del territorio”.

Nel dibattito non poteva mancare il riferimento alla politica nazionale. La questione della legge elettorale con l’accordo tra Renzi e Berlusconi è parte integrante di questo sistema che tenta di escludere sempre di più i cittadini dalla possibilità di scegliere i propri amministratori. Questa legge è peggio del Porcellum, conferma senza esitazioni Ivan Della Valle, tutte le osservazioni fatte dalla Corte Costituzionale sono state ignorate. In questi giorni ci siamo opposti (come M5S) in Parlamento, anche fisicamente ma pacificamente, per impedire la votazione del decreto che svende la Banca d’Italia. Continua incessante il gioco di inserire articoli su qualsiasi argomento (per esempio Tav, Expo) in decreti che si riferiscono ad altro; in questo modo distribuiscono soldi a pioggia senza controllo. Le proposte per aprire cantieri utili e con spese decisamente inferiori, per esempio a favore dell’edilizia scolastica, vengono sistematicamente ignorati.

Ancora più grave, sottolinea Paolo Ferrero, è che l’obiettivo della legge elettorale è quello di esautorare le minoranze che attraverso gli sbarramenti verranno cancellate. Rimane il premio di maggioranza e non ci sono le preferenze. Questa legge permetterà a chi prende il 20% dei voti di presentarsi al ballottaggio e guadagnare un premio di maggioranza che gli consentirà di sovrastare tutte le altre forze politiche. È una legge peggiore di quella del listone unico ai tempi del fascismo: con la legge Renzi-Berlusconi, Giacomo Matteotti non avrebbe potuto essere ucciso, il suo partito socialista non sarebbe nemmeno entrato in Parlamento.

L’analisi del sistema elettorale conduce inevitabilmente a sottolineare ancora l’importanza della prossima tornata di elezioni amministrative. E’ fondamentale che si crei una condizione di unità tra movimenti, gruppi politici e cittadini. Le differenze di visione vanno accantonate, ribadisce Ferrero, occorre presentarsi e vincere in tutti i comuni della valle perché sappiamo che la maggioranza dei cittadini è No Tav. Dobbiamo essere consapevoli che i risultati elettorali verranno letti, all’esterno, come un referendum sul Tav. Lo Stato e gli speculatori con i politici loro amici faranno di tutto per intralciare queste elezioni e la presentazione di liste unitarie, sopratutto in quei comuni che risultano strategici come Susa.

In chiusura di serata Plano ribadisce l’importanza delle osservazioni poste durante la partecipata assemblea. Chiosando sul discorso dei finanziamenti ricorda che lo Stato ha messo a disposizione di ottomila comuni 100milioni di euro, meno della spesa prevista per lo spostamento dell’autoporto di Susa e questi finanziamenti sono stati distribuiti con una “gara” via internet: chi cliccava più velocemente, da una determinata ora, otteneva il finanziamento. Così solo 100 comuni lo hanno ottenuto. Un vero paradosso. La lotta No Tav è rivolta anche a modificare queste assurdità.

Plano conclude in modo perentorio:

È inutile che cerchino di trasferire questa protesta in una questione di ordine pubblico. Ci sono miriadi di proteste in Italia e questo è un sintomo di malessere profondo e non credo che questo malessere profondo lo si possa risolvere a manganellate e chi applaude a questi sistemi repressivi credo non si possa definire di sinistra. Il movimento No Tav non combatte per il proprio portafoglio ma combatte per un’idea di società diversa e noi vediamo che dei politici (e la cosa ci indigna profondamente) e delle persone che chiaramente rubano, pescati con le mani nel sacco, sono lì che pontificano sui nostri comportamenti, sono quelli che chiedono il nostro commissariamento, che chiedono la nostra espulsione dai partiti. Questo deve essere stigmatizzato: signori voi siete i ladri! Noi siamo quelli che combattono per una società migliore”.

Applausi fragorosi mentre echeggia in sala un richiamo per tutti: A sarà dura!!!

Appuntamento nelle prossime settimane per preparare la grande manifestazione del 22 febbraio.

Davide Amerio 25.01.14