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Alta velocità in Sicilia: davvero una priorità?

Il ministro Lupi firma accordi per portare l'Alta Velocità in Sicilia. Ma è ciò di cui la regione ha davvero bisogno per migliorare il trasporto locale?

di Davide Amerio

A margine del Meeting di Rimini di è stato firmato l’accordo tra il ministro delle infrastrutture e trasporti e l’Amministratore Delegato del gruppo delle Ferrovie dello Stato che prevede il collegamento tra gli aeroporti di Malpensa, Fiumicino, Venezia con le reti .

Dopo il ‘patto con gli Italiani‘ di berlusconiana memoria firmato nel salotto di Bruno Vespa ora gli accordi si firmano ai Meeting di CL. Non essendo noi abituati a pensar male (che si fa peccato!) ci è facile supporre che gli uffici del Ministero fossero inagibili causa ristrutturazione. Non daremo certo spazio a maldicenze e dicerie che vorrebbero l’evento architettato a puri fini propagandistici.

Eppoi il ministro Lupi non è certo tipo da passerelle…

Oltre che al nord ora la linea AV viene promossa per essere realizzata anche in : tra i molti interventi previsti dal governo per il mezzogiorno nei decreti del ‘Fare‘ e dello ‘Sblocca Italia‘ (sempre nomi suggestivi) sono previsti finanziamenti per l’opera ferroviaria ‘Messina-Catania-Palermo” per un importo di 5,25 miliardi di euro.

Anche nell’isola però c’è chi si ostina a considerare l’AV non un’emergenza o una necessità irrinunciabile. Giosuè Malaponti, Presidente Comitato Pendolari Siciliani, non mostra alcun entusiamo per questa inziativa del governo e in una nota, pone una serie di osservazioni:

i provvedimenti che dovrebbero cambiare il volto all’infrastruttura ferroviaria siciliana. L’unica priorità infrastrutturale in Sicilia è diventata la Catania-Palermo. Come se il solo raddoppio della Catania-Palermo risolverebbe tutti le “sfortune” infrastrutturali della Sicilia. In questi anni l’accenno alla linea ferroviaria Catania-Palermo era sinonimo di “tempi biblici per i lunghi tempi di percorrenza”. Inchieste sul trasporto ferroviario siciliano realizzate da La Repubblica, Corriere della Sera, Rai Uno ed altre hanno evidenziato l’enorme gap infrastrutturale e dei collegamenti ferroviari tra le principali Città siciliane quali Trapani, Ragusa, Modica, Agrigento con tempi veramente biblici dovuti a molte (strane) coincidenze tra treni ed ai pochissimi treni dedicati. Siamo convinti che l’enorme investimento fatto sulla Catania-Palermo non servirà a migliorare le condizioni di trasporto delle altre Città.

[…] Infatti, nelle varie dichiarazioni non ci sembra di aver letto della Alcamo-Trapani via Milo chiusa da un anno e mezzo; non abbiamo letto della Caltagirone-Gela chiusa da oltre tre anni dal crollo del ponte; non abbiamo letto dei collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Catania e di Trapani; non abbiamo letto della messa in esercizio a regime della Metro-ferrovia Giampilieri-Messina; non abbiamo letto della Metro-ferrovia di Ragusa progettata e mai fatta finanziare; non abbiamo letto della velocizzazione della Catania-Siracusa iscritta in quasi tutti i contratti di programma con date e cifre; non abbiamo notizie dei 1970 milioni di euro previsti per il raddoppio della Fiumefreddo-Giampileri (vedi foto) con delibera Cipe 62/2005.

[…] l’imponente finanziamento dello Sblocca Italia poteva essere distribuito per ammodernare, velocizzare e realizzare un sistema più leggero e veloce in tempi più brevi collegando molte più città che ad oggi sono quasi del tutto isolate per scelte o disattenzioni non condivisibili. Ribadiamo che non ci serve l’alta velocità nelle tratte siciliane per ovvi motivi, uno dei tanti, i tempi lunghissimi di realizzazione. Ai siciliani basterebbe solo ed esclusivamente “la velocità”.

Ci sarà spazio anche in Sicilia per la crescita del movimento No ?

D.A. 12.09.14

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