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Il Don Juan rivisitato da la “Compagnia il Teatro di Bussoleno”

Bussoleno, Teatro Don Bunino, in corso le repliche del Don Juan della "Compagnia il Teatro" che festeggi 25 anni di attività. Regia di Marco Scoffone

di Davide Amerio.

Quest’anno la compagnia del Teatro Don Bunino di , fondata nel 1991 da , compie 25 anni. Li festeggia nel migliore dei modi mettendo in scena una drammaturgia del regista ispirata a “El burlador de Sevilla” di Tirso de Molina e a “Dom Juan ou le festin de pierre” di Molière.

Il mito del Don Giovanni calca la scena nell’interpretazione di Massimo Chianello. L’uomo dissoluto, ipocrita, che corre dietro a ogni gonna senza curarsi delle conseguenze. Anzi, maggiore il danno che può creare (corteggiare una giovine in vista del suo matrimonio) maggiore il suo piacere.

Il sesso, il possesso, la conquista come parodia dell’amore. Un tradimento dietro l’altro, senza ritegno né censura. Don Juan abbandona la moglie dopo averla sedotta, strappata al convento e ucciso il padre. Costretto a fuggire inseguito dai fratelli di lei che bramano vendetta riparatrice dell’onore offeso si imbatte in altre giovincelle e le seduce promettendo loro matrimonio.

Accanto al conquistatore la figura popolare dell’Arlecchino, servitore ma non troppo; compagno e complice nei maneggi del suo padrone; opportunista nell’animo, ubbidisce al suo padrone non per fede ma per convenienza. Un guitto acrobatico sulla scena interpretato dalla brava Federica Martoglio.

La scenografia è essenziale; gli attori sono tutti sul palco e la recitazione si sviluppa su un secondo palco più piccolo. Così come accadeva nella commedia dell’arte. Pubblico e attori sono vicini, tutto è visibile. Lo spettacolo è accompagnato da musiche occitane rigorosamente dal vivo.

Tutti bravi. Uno spettacolo piacevole dove si alternano maschere e dialetti tradizionali, canti e balli che coinvolgono il pubblico, dialoghi serrati e riflessioni, comicità nelle situazioni paradossali.

Don Juan, accusatore delle ipocrisie dei costumi e dei pensieri dell’epoca, perirà vittima delle sue stesse bugie per mano “divina”. Arlecchino, rimasto solo, rimpiange del suo “padrone” i denari che non prenderà più. Le conseguenze delle ipocrisie ricadono sugli stessi personaggi che le hanno alimentate.

Da non perdere le prossime repliche.

Don Juan Scoffone

(D.A. 10.04.16)