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Italicum: gioco sporco del PD per non far vincere il M5S a tutti i costi

Maneggi per modificare l'Italicum. Dopo la batosta delle amministrative il PD studia come modificare la legge elettorale per escludere il M5S da una possibile e concreta vittoria.

L’anno scorso, e precisamente nella primavera 2015, la maggioranza parlamentare (, Area Popolare e Scelta Civica) approvò – a seguito di questione di fiducia posta dal Governo (Renzi) – la nuova legge elettorale denominata (Legge n. 52/2015), entrata in vigore il 1° luglio 2016.

L’Italicum (valido solo per la Camera dei deputati) prevede l’assegnazione di un premio di maggioranza di 340 seggi alla lista (e NON alla coalizione) che ottiene almeno il 40% dei voti. Se nessuna lista ottenesse questa percentuale, si procede ad un secondo turno (ballottaggio) tra le prime due liste più votate, cosicché la lista vincente al ballottaggio – qualunque sia il risultato in termini percentuali – si aggiudica il medesimo premio di 340 seggi. La legge prevede inoltre una soglia di sbarramento del 3% e la facoltà per gli elettori di esprimere fino ad un massimo di due preferenze, ma con la previsione dei capilista bloccati… 12 seggi spettano alle circoscrizioni estere. La legge non vieta che più liste possano “coalizzarsi” elettoralmente in un’unica lista.

Il Governo Renzi, che dell’Italicum ne ha fatto una bandiera, si è sempre detto contrario ad apportarne qualsiasi tipo di modifica.

Ma poi sono venute le amministrative 2016 e la maggioranza di governo, che ai ballottaggi ha preso una batosta memorabile dal , ha iniziato a pensare – per suo esclusivo tornaconto – a modificare l’Italicum.

Al momento sono quindi al vaglio – in via embrionale – due ipotesi di modifica alla legge elettorale:

una proposta denominata  (altrimenti detto 2.0)
e una proposta di modifica dell’Italicum (un Italicum 2.0)
A) Il Bersanellum (anch’esso valido solo per la Camera dei deputati) è un sistema elettorale proposto dalla minoranza PD e consiste nell’attribuzione di 475 seggi con sistema uninominale a turno unico (con la previsione sia delle liste singole che delle coalizioni tra liste), con l’attribuzione di un premio di maggioranza di 90 seggi alla lista o coalizione di liste vincente nell’uninominale, più un premio di maggioranza di 30 seggi alla lista o coalizione di liste arrivata seconda. I restanti 23 seggi sarebbero attribuiti proporzionalmente alle liste o coalizioni di liste che abbiano superato la soglia di sbarramento del 2% ma che nell’uninominale non abbiano già ottenuto 20 seggi… 12 seggi spetterebbero invece alle circoscrizioni estere (con sistema proporzionale). IlBersanellum ha anche posto il tetto massimo di 350 seggi alla lista o coalizione vincente. I collegi previsti dal Bersanellum sarebbero 475, quindi circa 126.000 elettori per ciascun collegio, a differenza dell’Italicum che prevede invece solo 100 collegi (circa 600.000 elettori per ciascun collegio).

Tale sistema elettorale, collocato nell’attuale condizione politica tripolare, renderebbe altamente probabile la circostanza che nessuna lista o coalizione riuscirebbe ad ottenere 316 seggi alla Camera (la maggioranza assoluta), con la conseguenza che centro-sinistra e centro-destra sarebbero obbligati ad allearsi in Parlamento per formare una maggioranza che esprima la fiducia ad un governo, tagliando fuori dai giochi il M5S.

B) Poi c’è una proposta di modifica all’Italicum (in Parlamento è già stata depositata dall’on.le Lauricella del PD) che mira ad eliminare il secondo turno (ballottaggio), con la conseguenza che se una lista vincesse ottenendo almeno il 40% dei voti si aggiudicherebbe comunque il premio di maggioranza dei 340 seggi, mentre se nessuna lista raggiungesse la predetta soglia, l’assegnazione dei seggi avverrebbe con metodo proporzionale puro (ma pur sempre con soglia di sbarramento al 3%). Nel caso tale proposta di modifica dell’Italicum diventasse legge, centro-destra e centro-sinistra si garantirebbero – qualora nessuno dei due ottenesse il 40% dei voti – di farla comunque da padroni, infatti l’incarico di formare il governo verrebbe verosimilmente conferito ad un esponente della lista o della coalizione arrivata prima delle altre (facciamo l’esempio del centro-sinistra), che in Parlamento si alleerebbe, ad esempio, con il centro-destra, lasciando fuori dai giochi – anche in questo caso – il M5S. Ci sono poi anche altre proposte, avanzate ad esempio da Area Popolare, che mirano a modificare l’Italicumprevedendo le coalizioni tra liste. In favore delle modifiche all’Italicum si è espresso anche l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale, l’anno scorso, si era invece detto favorevole alla nuova legge elettorale.

Insomma, per dirla con parole semplici, il PD cerca tutte le soluzioni possibili per non perdere, oppure per non far vincere gli altri.

Alla faccia della democrazia!

Tuttavia, e ne sono convinto, fino alla data del referendum costituzionale non ci sarà legge diversa dall’Italicum.

di avv. Giuseppe Palma per Scenarieconomici.it