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Cave, smarino e rifiuti, e la legge contestata

Un sistema ed un mercato intorno alle cave, gli imprenditori si ribellano alla nuova legge.

di Valsusa Report

Quale migliore azienda, quale profitto garantito, quale durata. Sono domande, e sono domande che gli imprenditori si fanno sempre. Il e le , li è il fulcro, un buco vuoto, va poi riempito e magari risvuotato con la macinazione. Le vecchie leggi prevedono una sorta di equilibrio, vuoi per il rispetto dell’ambiente, vuoi per non creare un cartello, insomma la legge è uguale per tutti, e si cava poco. Inchieste della magistratura e dei rapporti dell’Antimafia dimostrano come il settore sia interessato da infiltrazioni. È un fenomeno di cui pagano il prezzo più alto proprio i cavatori onesti. Per incredibile che sia la cava piccola, è stata allargata dove non si poteva e poi rinvii a giudizio mettono alla luce anche infiltrazioni mafiose. Le allargate si lasciano così? No vengono riempite con terra da scavo, ovvero le terre che provengono per la maggiore dalle GOII (Grandi Opere Inutili ed Imposte).

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La provincia di Cuneo, è l’area col più alto numero di cave in Piemonte 155 siti su 412, che generano un terzo del fatturato regionale. Ora una nuova legge regionale, prevede pianificazione nell’estrazione dei materiali, maggiore equilibrio tra produzione e rispetto dell’ambiente, controlli più frequenti e soprattutto sanzioni più alte, si passa da mille euro a un minimo di 20 mila euro, per i cavatori abusivi. Una legge frutto di un lavoro iniziato due anni e mezzo fa dopo i tentativi falliti durante le presidenze Bresso e Cota.

“Mercedes Bresso ora in Europa a promuovere le grandi opere” come ci dicono i No Tav che l’hanno incontrata in ascensore a Strasburgo durante la consegna della sentenza del TPP. Lo scavo del tunnel ferroviario del Terzo Valico, tra Genova e Tortona, produce circa 20 milioni di tonnellate di terre e rocce da scavo destinate a riempire cave dismesse, in gran parte situate nei comuni di Alessandria (a Spinetta Marengo e nel rione Cristo), Tortona, Pozzolo Formigaro, Sezzadio, Frugarolo, Novi Ligure. Per legge in quel materiale è ammessa una quantità di amianto pari all’uno per mille (1000mg/Kg). In pratica circa 8 mila tonnellate di amianto nel comune di Alessandria e circa 20000t di amianto nell’intera provincia. E le cave ed a volte i loro spazi illegali riprendono vita ed economia. Chiuso il cerchio e le fiorenti ditte proseguono nei ricavi, più grossa la cava più grosso il ricavo.

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Per fortuna non tutti i cavatori sono disonesti o fanno parte di giri d’interesse. Nell’operazione San Michele che vede oggi a processo l’infiltrazione mafiosa nel cantiere del Tunnel Geognostico della Maddalena in Valsusa, però si legge delle intimidazioni a vendere o protrarre contratti di affitto subite dai proprietari della cava-frantoio posto sul comune di S.Ambrogio e Chiusa San Michele. Un bussiness sicuro e redditizio a cui senza protezione nulla possono gli onesti. Nel dispositivo di arresto si legge anche di sversamenti inquinanti presi dalla cava e portati a riempimento di cavalcavia ferroviari. Il bussiness dopo lo stoccaggio in cava. Insomma il movimento terra rende tre volte ed è un arricchimento sicuro, finchè ci sono opere da fare.

V.R. 10.11.16