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Torino gli esperti della giunta PD beccati dalla Corte dei Conti

La Corte dei Conti presenta una relazione contro il Comune di Torino, ma riguarda il bilancio del 2015, quando il sindaco era Fassino.

di Bruno Garrone.

Il segreto di partiti come il , è fare danni a orologeria. Gli “esperti” che amano contrapporsi ai giovani “inesperti” del , sono tali nel creare buchi finanziari, quando non sono voragini, procrastinando i guai, che si riverseranno su chi dovrà gestire l’amministrazione successivamente.

Così la giunta di si ritrova addosso un “siluro”, così lo descrive La Stampa di Torino, lanciato dalla il giorno dell’inaugurazione del suo anno giudiziario. Con il sistema ben consolidato dai media nazionali (quelli seri), l’articolo evidenzia la dura presa di posizione della Corte nei confronti di Palazzo Civico, per mano della sezione che si occupa del controllo dei bilanci pubblici.

Tocca aspettare la lettura di 5 righe per vedere finalmente comparire il nome dell’ex sindaco , artefice, con la sua giunta (quelli esperti) degli svarioni contabili, su cui piovono oggi gli strali della Corte dei Conti per quanto concerne il bilancio del 2015. Il precedente sindaco, dopo aver giurato, in campagna elettorale, che i conti del Comune erano in ordine, viene oggi accusato di aver gestito un Comune nel quale il bilancio del 2015 era in rosso, non in attivo. Un disavanzo creato a causa di un uso anomale delle risorse, secondo quanto stabilito dalla Corte.

Trattasi di spese scoperte, in quanto i fondi di copertura erano già stati utilizzati per altre finalità. Il fatto grave è che di questa situazione era nota; è stata riversata nel bilancio del 2016, senza porvi alcun rimedio e nascosta durante la campagna elettorale. Si parla anche di voci di entrata sovrastimate, che non sarebbero state a completa disposizione per l’anno in questione, come per esempio le multe. 

Ciliegina sulla torta, il Comune guidato da Fassino ha sottoscritto degli impegni con le banche per sostenere le aziende partecipate (quelli che… viva la privatizzazione!). Impegni che rischiano di gravare sul bilancio comunale qualora le aziende non riuscissero a far fronte ai debiti contratti.

Insomma, un disastro. Adesso, dopo le prodezze degli “esperti”, a quelli “inesperti” tocca porre rimedio. Un’altra fatica per la sindaca e per la giunta di Torino che svolgevano, in questo periodo, le attività finali per redigere il bilancio del 2017. 

(B.G.23.02.17)