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Via Francigena, il suo futuro?

In passato maltrattata, forse un ripensamento. Comunque a spese del cittadino

di Valsusa Report

In Valle di Susa, la , è il Medioevo!!

Divenne ben presto una via di transito per mercanti, eserciti, nobili, uomini di Chiesa e pellegrini che dovevano raggiungere Roma, cuore della cristianità, o , secolare meta religiosa.

Nel 333 d.C. il Colle del Monginevro viene attraversato dall’anonimo autore dell’Itinerarium burdigalense, la più antica descrizione di un itinerario di pellegrinaggio cristiano che va a raggiungere la Terra Santa. Nello scritto vengono annotate con precisione le mansio e le statio della Valle di Susa, alcune delle quali oggi siti archeologici.

Percorrere oggi la via Francigena in Valle di Susa significa intraprendere un viaggio alla scoperta di arte, natura e cultura, dove anche la cucina, i prodotti tipici di stagione, le sagre e le fiere di antica tradizione sono tuttora viva espressione di identità del territorio. Diviene il gustare passo dopo passo, l’immaginare di genti dei secoli passati su quella via.

L’afflusso intenso lungo la via Francigena produsse una circolazione di idee e un costante scambio di saperi, lingue e religiosità che contribuirono allo sviluppo della valle. Sorsero monasteri di notorietà internazionale come l’ e la , luoghi di culto di dimensione più locale come la , cappelle e centri cittadini sedi di mercato o luoghi di transito e di pedaggio obbligati come Susa, Bussoleno, Avigliana e Oulx.

Lungo il percorso nacquero hospitali, xenodochia, locande e alberghi come l’ (fondato tra 814 e 825 d.C.), le locande di Novalesa e Bussoleno o luoghi di assistenza come la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, nota per le cure contro l’ergotismo. Castelli fortificati, caseforti e palazzi, che contraddistinguono molti paesi valsusini quali Oulx, Chiomonte, Susa, San Giorio, Chianocco, Bruzolo.

La via Francigena ha anche visto nell’era recente diversi mutamenti, i cantieri dell’autostrada prima e del Tav dopo l’hanno modificata in alta valle come hanno modificato le antiche strade romane del fondo valle, un patrimonio, a volte perso per sempre e a volte perso per la durata dei cantieri. Ne parlammo qui val-susa-tesori-sepolti-inscatolati-insabbiati e qui la-via-francigena-a-giaglione-non-ce-più.

Si è perso così il gusto, il piacere, il silenzio dell’immaginare pellegrini, cavalli e cavalieri che la percorrono. Il gruppo di cittadini inseriti nel movimento No Tav, già al primo sorgere del dubbio di cantierizzazione, costruirono una baita-presidio [articolo del processo] proprio sulla via Francigena a testimonianza dell’importanza del luogo. Oggi inglobata nel cantiere Tav geognostico della Maddalena di Chiomonte prima e definitivo adesso, non può più servire all’uso. Il percorso della via Francigena è stato spostato sulla strada statale che passa nei paesi rompendo l’incanto del passeggiar per boschi. Un viandante ci racconto qui dalla-sardegna-in-val-clarea-seguendo-la-via-francigena  il suo viaggio.

Giunge un comunicato stampa della Regione Piemonte “Sono state approvate oggi dalla Giunta regionale, con decreto del Presidente, alcune modifiche al regolamento vigente sulle attività agrituristiche e dell’ospitalità rurale, in particolare relative alle strutture che vogliano acquisire la definizione di “posto tappa” e di “ospitalità rurale familiare”. Un documento che valorizza l’offerta turistica piemontese in ambito rurale e attua quanto contenuto nell’articolo 14 della legge regionale n.2/2015 (Nuove disposizioni in materia di agriturismo) e aggiornato con la leggere regionale n.16/2916, che ha introdotto la denominazione di “posto tappa”.

, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte “Un provvedimento che si lega fortemente agli investimenti regionali fatti in questo ambito, dai cammini come la Via Francigena alla ciclabilità, e che apre nuove possibilità per lo sviluppo dell’offerta turistica e per la ricettività e l’imprenditoria di settore.”.

Il provvedimento definisce le caratteristiche e i requisiti necessari per la classificazione delle strutture, nonché due loghi distintivi per la loro identificazione. Per il posto tappa, in particolare, tra i requisiti fondamentali è prevista la collocazione degli agriturismi e delle aziende agricole, che siano singoli o parte di una rete, in località che si trovano all’interno della rete del patrimonio escursionistico regionale, che conta su circa 19mila km di sentieri e per cui, secondo quanto previsto dalla l.r. 12/2010, sono in fase di registrazione oltre 50 itinerari. Tra le caratteristiche richieste ai titolari di posti tappa anche l’offerta di un servizio di ristoro per gli escursionisti e, in caso di itinerari cicloturistici, di poter ospitare ed eventualmente riparare le biciclette. In questo modo il posto tappa si configura come una struttura inserita in un più ampio sistema di offerta turistica, dove gli imprenditori diventano promotori non solo del proprio posto-tappa ma dell’intero itinerario e dell’area in cui si trovano.

L’ospitalità rurale familiare, d’altra parte, intende individuare strutture ricettive per cui è stata prevista una classificazione in tre categorie, identificate con altrettante spighe indicate sul logo di riconoscimento, che vanno da aziende che offrono le attrezzature minime per l’ospitalità notturna a quelle di maggior confort o inseriti in contesti paesaggistici di particolare rilievo, o che propongono attività ulteriori come la vendita e la degustazione di prodotti tipici o biologici.

La via Francigena ha già subito diverse deviazioni ad uso imprenditoriale cementizio quali sono i cantieri autostradali e dell’alta velocità ferroviaria. “Si spera nel futuro non ne debba subire altre” , giunge la voce degli abitanti che oggi dalla Maddalena di Chiomonte fino alle Baite dei Mulini Clarea non possono più far vedere i castagni di 200 anni fa, non possono più far vedere la coltivazione della vite a terrazze e l’ingegno della canalizzazione per far muovere con la forza dell’acqua le macine dei mulini. Qui l’articolo ai tempi dell’inizio del cantiere una-strada-nel-bosco.

V.R. 14.2.17