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Il Fallimento de Il Sole 24 Ore i retroscena economici

Il giornale di Confindustria è cotto e stracotto. Tutta colpa del Direttore oppure della mancanza di lungimiranza dei maggiori quotidiani nazionali che perdono lettori?

Da Scenarieconomici un articolo di Fabio Lugano che documenta la situazione del quotidiano Il Sole24ore, nonché le politiche editoriali sbagliate. Una storia tutta italiana che conferma la poca lungimiranza dell’associazione degli industriali. Buona lettura.


Oggi dedichiamo un breve pezzo per “” ed alle sue vicende. Un giornale economico che è la sublimazione della rappresentanza padronale, dato che il proprio editore è proprio l’associazione di categoria, . Nello stesso tempo  proprio un esempio della pochezza innovativa di quella classe dirigente ed imprenditoriale che, a parole, si porrebbe come l’avanguardia europeista dell’Italia. 

Un brevissimo riassunto delle situazioni che hanno portato alla ribalta giudiziaria il gruppo editoriale: da un lato il direttore Roberto Napoletano,  responsabile anche per Radiocor e Radio24. con Benito Benedini, ex presidente e Donatella Treu, ex AD. Questo filone  è legato alle false comunicazioni sociali per i 109 mila abbonamenti digitali fali introdotti per abbellire i conti del 2015 falsi . Il secondo troncone invece si occupa dei rapporti fra Il Sole e la DI Suorce Ltd, che si occupava appunto del mantenimento in attività di questi abbonamenti e quindi dei soldi spostati proprio per approvvigionare la Di Source delle risorse necessarie .Praticamente i vertici del Sole 24 or sono accusati di aver creato abbonamenti digitali falsi per inquinare i dati di vendita. La Di Source ltd ha stretti legami con personaggi che hanno gravitato intorno al mondo del quotidiano finanziario, come potete leggere da un’ottima inchiesta de il blog Valori Finanza Etica QUI. Praticamente queste persone si sarebbero affidate ad una serie di controllate fantasma, con uno schema complesso e che da adito a molti sospetti, per controllare il giornale. 

Ora perchè questo pastrocchio ? Vediamo un po’ la redditività del Sole da gennaio a settembre 2016.

Il Sole ha registrato in 9 mesi 35 milioni di perdite…. “Al netto degli oneri non ricorrenti”… essi , perchè ci sarebbero da aggiungere un po’ di ulteriori valori quali :

  • Oltre 1,87 milioni per trattamento F.R. della’amministratore delegato e dell’amministratore de Il Sole 24 Ore cultura
  • 5 milioni costi riduzioni del personale (essì, licenziare costa…)
  • 2,5 milioni per la perdita di controllo dell Newton Lab Srl e Neton management innovation Spa per perdita di controllo a causa dell’intervento di “Clausole parasociali”.
  • 10 milioni di svalutazione del fondo recupero imposte anticipate: si era pensato di recuperare  delle imposte anticipate scontandole da redditi futuri che, evidentemente, non si realizzeranno….

Considerando queste ed altre voci “Non ripetibili” (sic) la perdita è pari a 61,6 milioni di euro, il patrimonio netto si riduce a 16,4 milioni di euro, rispetto agli 87,2 del 31/12/2015 e una posizione finanziaria netta negativa per 40,8 milioni.

Aggiungiamo l’ultima chicca. Ora i giornalisti del Sole sono in sciopero per chiedere le dimissioni del direttore Napoletano. Da una scrittura privata segreta, pubblicata dall’edizione italiana di Business Insider e risalente al 3 febbraio 2015,risulta che l’ex presidente e l’ex AD abbiano garantito 2,25 milioni di buonuscita a Napoletano in caso di licenziamento senza giusta causa. Quindi l’eventuale vittoria dei giornalisti si tradurrebe in un lauto guadagno per il direttore !

Chiaro è che con l’operazione legata alle copie virtuali inglesi il vertice cercava di nascondere la verità di una situazione DISASTROSA. Un classico comportamento all’italiana: invece che affrontare i problemi, anche tragici e cercare di risolverli si cerca di nasconderli con sotterfugi nella speranza che scompaiano pr magia, oppure di poter durare abbastanza a lungo. In questo non c’è nessuna differenza fra Popolare di Vicenza, Veneto Banca, MPS o il Sole: sono tutti figli di una classe imprenditoriale superficiale, godereccia, che si ritiene intoccabile ed irresponsabile. 

 

Il SOLE perde , e perde così tanto , per vari motivi. Vi sono, chiaramente , dei motivi strutturali legati alla crisi complessiva dell’editoria tradizionale, però ci sono poi dei motivi specifici:

  • Strategicamente , non aver avuto il coraggio di perseguire certe vie in cui si è investito molto , come Il Sole24ore  Cultura . Si prende una strada quasi per moda e poi la si abbandona , affrontando costi di uscita elevati;
  • La scarsa trasparenza dei comportamenti aziendali: quali sono i patti riguardanti la Newton ? come mai era stata prima contabilizzata in un certo modo , pur essendone prevista l’eventuale fuoriuscita ? I crediti fiscali erano solo un espediente per migliorare il bilancio ?
  • Il fatto di non saper cogliere nè le innovazioni generali del settore, nè  essere stati in grado di proporre una propria vera autorevolezza basata su quello che dovrebbe guidare l’informazione, la VERITA’ .

Voglio proseguire brevemente su quest’ultimo punto. Ormai il Sole sta prendendo delle posizioni che sfiorano le FAKE NEWS nella difesa di interessi particolari. Abbiamo recentemente stigmatizzato un pessimo articolo , fondato su dati errati o mendaci, scritto per contestare i no euro. Oggi mi è scattata la bile quando ho sentito il solito  pessimo teatrino di Radio 24 che ha predicato per mezz’ora cercando di convincere gli azionisti delle Popolari Venete a prendersi la mancetta e non rompere più le scatole al manovratore. Quando si tengono comportamenti così marcatamente e spudoratamente di parte, senza nessun contraddittorio, si distrugge la credibilità di un organo di informazione. Si vendono i mattoni dell’azienda per portare a casa qualche spicciolo.

Ora l’azionista di riferimento ha due vie:

  • chiudere baracca e burattini;
  • reimpostare l’azienda su binari differenti.

Proseguire una strada basata su quella precedente risulterebbe miope e porterebbe a nuove perdite nell’immediato futuro. Bisognerebbe avere capitani coraggiosi, in grado di rifondare il tutto su basi di verità, che è la politica poi più semplice, e tenendo conto del sentire popolare ed imprenditoriale. Una strada coraggiosa, ma di successo, per cui dubito che verrà affrontata da Confindustria. Molto più probabilmente sarà ripianato un po’ di buco per poi vendersi come opinion maker e sperare che il futuro padrone dell’Italia cacci i restanti soldi per tappare la voragine. Mortificando i talenti , ma tenendosi i vari  Giannino, Seminerio, e c.