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Arriva il Think Tank sulle Fake news si salvi chi può!

Dopo aver bombardato per mesi con la storiella della fake news, il regime globalizzato dei media parte all'attacco con l'obiettivo di manipolare i ragazzi

Nessuno ne sentiva la mancanza, ma i , quelli che maggiormente producono le fake per conto dei propri padroni, hanno deciso, a partire dagli States, di indottrinare le nuove generazioni spiegando loro come distinguere tra le notizie vere e quelle false. Al grido di “Salviamo i nostri figli!” una irriverente analisi di Francesco Carraro per Scenarieconomici. Buona lettura.


Tenete a casa i bambini. Se fanno le elementari inventatevi un virus fuori stagione, se vanno alle medie una indigestione di cozze. Oppure viceversa. L’importante è metterli al riparo dalle incursioni prossime venture del think tank della ‘verità su misura’, organizzato dall’OPGE, l’Osservatorio Permanente Editori.

In cosa consiste la trovata? Praticamente, hanno allestito una task force di teste d’uovo col compito di fare una tourneé nelle nostre scuole per educare i ragazzi a selezionare le notizie vere da quelle false. Si tratta di rappresentanti – citiamo testualmente dal pezzo del Corriere della Sera – del “gotha del giornalismo statunitense”.

In campana, perché parliamo dei Fantastici Tre della Verità Universale, i Sacerdoti del Sacro Verbo a Testate Unificate, nemici di tutti populismi e, soprattutto, delle stramaledette di cui si ciba il popolaccio incolto e puzzone. Nell’ordine: Dean Baquet, direttore del New York Times, Gerard Backer, capoccia del Wall Street Journal e Davan Maharaj, prima penna del Los Angeles Times.

Costoro sono in missione per conto della Matrice sforna-notizie-ufficiali. Quindi, nella visione ortodossa della Inquisizione due punto zero, incarnano gli arci-nemici di chiunque la pensa fuori dal vaso. Ora allacciate le cinture che viene il bello. Ecco il loro obiettivo da giocarsi sulla pelle dei giovani scolari italioti: “Sviluppo dello spirito critico della persona, in modo da metterla nella condizione di poter distinguere da sola, usando la propria testa, le false news dall’ della qualità”.

E qui ci starebbe un sonoro pernacchio, con la ola incorporata, da parte dei ragazzini più svegli, quelli in grado – alla faccia della tenera età – di ricordarsi, e di ricordare all’A-Team di cui sopra, in cosa consista il conglomerato globale dei quotidiani “più autorevoli del mondo”.

Parliamo, in sostanza, del braccio armato del politicamente corretto. Per almeno due ordini di ragioni. In primis, perché l’informazione ufficiale, da almeno trent’anni, è lo strillone a libro paga delle mega corporations che detengono il mondo e, quindi, le fonti delle notizie a  cui il mondo si abbevera. In secundis, perché questa cortina di ferro eretta a difesa del retto pensiero e dei retti-benpensanti, ha sempre portato acqua al mulino degli interessi dei tenutari del Sistema iper-connesso e inter-connesso del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale.

Gente che non parlerà mai, neanche sotto tortura, di quisquilie e pinzillacchere come la genesi del denaro, le distorsioni del sistema bancario, la truffa legalizzata dello scippo di sovranità statuali perpetrata attraverso i famosi trattati internazionali o le forme di aggregazione anti-democratica di cui la UE rappresenta l’epitome e l’esperimento in vitro ad oggi più riuscito.

Gente che sa tutto sui ‘nuovi diritti civili’, ma ignora i vecchi diritti sociali. Gente che ti guarda storto se ti sente parlare di Gruppo Bilderberg o di Commissione Trilaterale. Oppure te li spaccia per una marca di birra bavarese, nel primo caso, o  per un gruppo studio sulla geometria euclidea, nel secondo.

Rispondiamo all’OPGE con l’OPGI (Osservatorio Permanente Genitori Informati). Le mamme e i papà che vedono un mega direttore in giro facciano un fischio a tutti gli altri.