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Mamma li Russi! … divorziando dagli USA

Il repentino cambiamento nelle relazioni commerciali con gli USA, pongono serie questioni alle economie europee e all'Italia. Quali alleanze commerciali per il futuro? I Russi mangiano ancora i bambini?

di Fabrizio Bertolami.

Siamo nel 2017 ma potrebbe essere il 1977. Su La Stampa del 31 Marzo un articolo di Paolo Mastrolilli ci informa che il governo americano ha prove certe di “legami tra la e il M5S”.

Se sulla Pravda comparisse mai un titolo del tipo “il PD, Forza Italia, l’UDC, il MPA e Scelta Civica hanno legami con gli ” , il cittadino medio russo probabilmente si direbbe “e allora?”.

La guerra fredda è terminata 28 anni fa e ad oggi l’unica nazione a non far parte pienamente del “sistema internazionale” è la Corea del Nord. Persino Cuba, acerrimo nemico per 60 anni degli USA è stato sdoganato e con l’Iran, che nel 1979 ha fatto fare una pessima figura agli USA per 444 giorni, gli americani hanno firmato un accordo in tema di energia nucleare. La Russia resta invece in cima alla lista dei nemici mortali degli , sebbene non vi sia uno stato di guerra tra i due paesi, che anzi collaborano in molti campi, dalle missioni spaziali alla lotta all’ISIS in Siria.

Gli USA però, in quanto autoproclamatisi “gendarmi del mondo”, hanno unilateralmente elevato un regime sanzionatorio nei confronti della Russia che, volente o piuttosto nolente, anche l’ ha dovuto applicare. Da molto tempo molte nazioni europee ne chiedono la fine ma gli americani si sono dimostrati intransigenti tanto da costringere i russi ad elevare contro-sanzioni verso tutte le nazioni europee. In Italia il M5S, e la Lega, non hannno mai nascosto la loro volontà di abolire queste sanzioni, che colpiscono l’economia italiana per un ammontare di quasi 10 miliardi ( secondo la Stampa del 19/12/2016). Si direbbe sia una battaglia giusta, patriottica e a favore dell’economia italiana in crisi, ma per gli Stati Uniti si tratta di “intelligenza con il nemico”.

Sullo stesso giornale, nello stesso giorno, il titolo di apertura è “Il segretario commercio Usa: siamo in ”, ma non con la Russia bensì con l’Europa ( e con molte altre nazioni mondiali, Cina in testa). Quindi, quelli che dovrebbero essere nostri “alleati”, alle cui decisioni ci accodiamo da bravi lacchè, dichiarano guerra alle nostre esportazioni. In definitiva non possiamo esportare in Russia per volere degli USA, e non possiamo esportare negli USA…. per volere degli stessi USA!! Incredibile, invece accade.

Ma continuiamo. Da quasi un anno gli Stati Uniti vagheggiano una minaccia continua da parte degli “hacker russi” che avrebbero influenzato le elezioni americane e si starebbero preparando a farlo anche con quelle europee. Il condizionale è d’obbligo poiché nessuna prova fattiva è stata fornita per dimostrare questa nefasta influenza. Tutti noi ricordiamo però lo scandalo delle intercettazioni illegali della NSA, l’agenzia di sicurezza americana ai danni di aziende, associazioni e governi europei tra cui l’Italia, la Germania, la Francia e la fedelissima Inghilterra. Persino la Merkel dovette ammettere che il suo cellulare era stato infettato da un virus installato dai servizi americani per controllare le sue telefonate e il presidente Obama fu costretto alle pubbliche scuse. Ma un presunto virus russo è certamente più pericoloso di un assodato virus americano, va da sè.

A questo punto dovremmo realmente chiederci “CHI” è il vero nemico dell’Europa: la Russia, che da decenni cerca un rapporto costruttivo, stabile, duraturo con l’Europa o gli USA, che dalla fine della guerra fredda in poi hanno minacciato le nazioni del vecchio continente in ogni modo pur di scongiurare che questo legame si realizzasse? Qualcuno obietterà che il legame con gli USA è dato dal fatto che l’Europa e gli Stati Uniti condividono una cultura comune e, in fondo gli stessi valori religiosi. Non si può dire lo stesso della Russia? Gli europei sono bianchi, come la maggioranza dei russi e sono cristiani, come la maggioranza dei russi, ma rispetto agli USA risiedono sullo stesso continente (l’). La relative culture condividono molti tratti, siano essi linguistici (molte parole russe sono di derivazione francese) o artistici, a meno che un europeo possa dirsi estraneo alle opere di Chagall, Kandinsky, Rimskji-Korsakov, Tolstoj, Pasternak, Bakunin,Rachmaninov, Stravinskji e persino Lenin.

I satelliti europei che orbitano attorno alla terra sono stati per la maggior parte lanciati dalla base russa di Bajkonur e senza i russi gli astronauti europei non potrebbero raggiungere la stazione spaziale internazionale. Il gas russo riscalda le case italiane, tedesche, italiane, ungheresi, polacche o serbe. Nel 1908, nelle prime ore seguenti il terribile terremoto di Messina, furono due corazzate russe a portare gli aiuti più immediati, come recita una lapide posta nel 2008 nel porto della città dello Stretto. I russi furono i primi ad arrivare a Berlino durante la seconda guerra mondiale, determinando così la definitiva sconfitta di Hitler. Anche i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau furono raggiunti per primi dai russi (il cui arrivo è stato descritto anche da Primo Levi) e non dagli americani come erroneamente mostrato nel film “La vita è bella” di Roberto Benigni.

Two Auschwitz prisoners with Soviet soldiers smile after the Nazi concentration camp Auschwitz, Poland was liberated by the Russians, January 1945. (AP Photo)

Si potrebbe continuare per pagine e pagine perchè il rapporto tra la Russia e l’Europa è almeno millenario. Quello tra gli USA e il vecchio continente è invece molto più giovane, meno di 250 anni, e per più della metà ha visto i secondi in posizione di colonia dei primi. La russia ha invece subito due falliti tentativi di invasione europea (Napoleone prima e Hitler poi) con centinaia di migliaia di morti e non vi è mai stato un rapporto di vassallaggio reciproco, anzi. Buona parte della storia europea del 1700 e del 1800 ha visto la Russia quale alleato di diverse nazioni europee in funzione anti-francese, anti-prussian o anti-austriaca. La storia della Russia e dell’Europa è lunga quanto il confine che condividono. Ciò che oggi chiamiamo “Europa dell’Est” è stata fino a quasi 30 anni fa, “Russia dell’Ovest”. 

La Russia è come un giovane follemente innamorato di una bella donna, l’Europa, che si concede e si ritrae continuamente ed è ora stretta dall’abbraccio di un rude ragazzone, dai modi un pò spicci ma ricco di danaro, gli Stati Uniti. Quel danaro però sta finendo e la dama rischia di tornare tra le braccia dell’innamorato russo. E’ forte, quindi, il rischio che finisca in una grossa, tragica rissa per motivi passionali. Il movimento 5 Stelle non sta quindi facendo nulla di strano nè illegittimo. Sta solo nuovamente ammiccando ad un vecchio spasimante, con il quale la fiamma non si è mai spenta. Quarant’anni fa questa parte era recitata dai Comunisti di Berlinguer, ma quella che allora era percepita come una minaccia militare potrebbe oggi rivelarsi un’opportunità economica. 

Cercasi ardentemente un bravo avvocato divorzista.

(F.B. 03.03.17)