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Arena Romana di Susa, tentativi di distrazione. In allegato la lettera di Sandro

Un aggrapparsi pensando di avere a che fare con valligiani trogloditi che al suono di una tromba si scagliano nella chiacchiera da bar. Distraiamo la popolazione.

di Valsusa Report

In arena si inizia così ancora prima di arrivare a luglio nei giorni del Festival Alta Felicità, che la vecchia politica vuole dire la sua. Una quattro giorni di musica organizzata dai soli volontari o come si definiscono la “ciurma del festival”. Non si capisce il perchè ma se ne intuisce il contorcimento lessicale. Una valle liberata nelle abitudini spendaccione ma non ancora dal TAV, viene subito messa in discussione tramite le iniziative pubbliche.

Ripetiamo non si capisce per chi sia la difesa politica intrappresa da figure anche di rilievo nazionale nel passato come adesso, si pensi a luoghi come i presidi No Tav, luoghi di aggregazione, d’informazione sul mostro TAV, che hanno visto battaglie legali fino alla cassazione, l’ultimo grado di giudizio. Un aggrapparsi pensando di avere a che fare con valligiani trogloditi che al suono di una tromba si scagliano nella chiacchiera da bar. Distraiamo la popolazione.

Speriamo che con i fatti drammatici della finale di Champions League nessun altro fautore del TAV ci si confronti. Per volontà non pubblicheremo la lettera che ha scatenato tutto ciò, non per altro, ma ripetiamo per rispetto dei padri e delle madri che per ore sono stati con il groppo in gola correndo da un ospedale all’altro della città capoluogo del Piemonte. Non ce l’abbiamo con nessuno in particolare, tutti possono gaffare, inciampare. Prendiamo solo le parole non la persona, speriamo nel ripensamento.

Pubblichiamo la risposta di un sindaco della valle:

FESTIVAL ALTA FELICITA’ – 10 giugno .
Noto con piacere che il già onorevole Napoli Osvaldo, consigliere torinese, trova il tempo di occuparsi dei fatti miei dato che i problemi di un paesino come Torino sono infinitamente minori di una metropoli come Susa. Lo ringrazio e cercherò di fargli dormire sonni tranquilli. Il concerto “Aspettando l’alta felicità” in programma Sabato 10 nell’arena romana fa parte di una stagione che vede in questo spazio pubblico e prestigioso una grande serie di iniziative, alcune consolidate negli anni, altre inedite. Il Torneo dei Borghi, il raduno delle bande (musicali), uno spettacolo di tango e vari concerti. L’utilizzo di spazi archeologici rientra nella consuetudine italiana ed estera: l’arena di Verona, le terme di Caracalla, il teatro di Taormina, il Circo Massimo, danno scorci suggestivi, emozioni e pubblicità. La nostra struttura è quindi attrezzata con impianti di illuminazione normali e di emergenza, servizi igienici, vie di esodo ampiamente collaudati negli anni e approvati dalle varie Commissioni di vigilanza e Soprintendenze. La cavea che presentava alcuni punti deteriorati è stata consolidata nell’autunno 2014. Per inciso le uscite sono tre, hanno una sezione complessiva di 16 m e la strada di accesso permette il passaggio di un camion. Caro già onorevole, ti hanno informato male! La manifestazione in oggetto è stata esaminata in un incontro conclusivo tra Amministratori, Organizzatori e Forze dell’Ordine, tenuto ieri, durante il quale si sono esaminate le misure di prevenzione, le aree di sosta nel piazzale ex Assa, le limitazioni alla circolazione, la presenza di ambulanza e VVF, il divieto di utilizzo delle bottiglie di vetro che hanno provocato ferimenti in Piazza San Carlo a Torino. Ogni evento, in questi momenti di tensione internazionale porta con sè un po’ di preoccupazione, ma il mondo non si può e non si deve fermare anche se pieno di profeti del giorno dopo. Non sono situazioni da affrontare a cuor leggero, ma il concerto ad “alta felicità” è una sintesi pienamente condivisibile tra musica e temi sociali, fatta in modo pacifico e coinvolgente. Non capire questo messaggio è indice di bigottismo politico. Non ti vanno bene i cortei, non ti vanno bene le proteste, non ti vanno bene i Sindaci con la fascia, non ti va bene il rock. Non ti va bene niente, ma ce ne faremo una ragione. Io le responsabilità me le assumo senza bisogno di tutori. Per quanto riguarda l’accusa di vilipendio alla sacralità del preziosissimo monumento della “romanità alpina” (sic!), con un barbaro concerto, vorrei volentieri ricondurre l’arena ai bei tempi, con i gladiatori che si scannavano e i leoni che mangiavano i cristiani, magari con un aggiornamento ai tempi, con i leoni che mangiano qualche ex democristiano. Non si può, la protezione animali me lo impedirebbe, noi ex siamo troppo indigesti.
Ciao Osvaldo.

9.6.17