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Fondi destinati alle aziende valsusine colpite dai No Tav mai utilizzati. Misura solo per motivi ideologici

Non esiste alcuna sentenza che provi un’azione violenta di alcun gruppo sovversivo che abbia causato danni alle aziende coinvolte nei lavori della linea Torino Lione. Avevamo ragione noi. La delibera è stata scritta per essere esibita in modo del tutto strumentale nella battaglia contro il movimento no tav.

Comunicato Stampa

La vicenda di Chiusa San Michele è solo l’ultimo, gravissimo episodio di una lunga serie di crisi che hanno colpito le aziende in Val di Susa. Abbiamo da tempo chiesto di fare il punto in Commissione Regionale sulla situazione dell’economia in Valle e sugli strumenti che si potrebbero utilizzare per intervenire, ottenendo poche risposte.

Abbiamo così deciso di interpellare l’assessore sulle misure adottate dalla giunta Chiamparino  che a nostro avviso hanno impegnato risorse in modo poco incisivo e men che meno risolutivo.

E così abbiamo scoperto che i 500.000€  stanziati per offrire appoggio alle piccole e medie imprese danneggiate da “attentati e azioni violente connesse ai lavori della linea Torino Lione” (con delibera di giunta del 2014) non sono mai stati utilizzati per “complessità di attuazione”. Avevamo chiesto l’immediato ritiro di questa delibera poco dopo la sua emanazione. Abbiamo ricevuto in cambio il fermo diniego dell’assessore De Santis completato da una serie di interventi sprezzanti del consigliere Ferrentino, che non aveva perso occasione per confermare una conoscenza poco approfondita delle necessità della Valle, definendo questo atto come “fortemente richiesto dal territorio”.

Ma oggi l’assessore Pentenero, rispondendo alla nostra interrogazione, attesta che non esiste alcuna sentenza che provi un’azione violenta di alcun gruppo sovversivo che abbia causato danni alle aziende coinvolte nei lavori della linea Torino Lione. Avevamo ragione noi. La delibera è stata scritta per essere esibita in modo del tutto strumentale nella battaglia contro il movimento no tav.

Il movente ideologico implica un comportamento ancora più grave dell’assessore De Santis e di tutta l’amministrazione Chiamparino se si pensa che quei fondi sarebbero stati realmente utili al territorio.

Per un eventuale riutilizzo ed un cambio di destinazione dei fondi, dovranno essere attivate verifiche di compatibilità con le norme vigenti.

Un’ulteriore perdita di tempo che conferma  l’ennesimo fallimento dell’assessore alle attività produttive De Santis e la totale mancanza di idee per lo sviluppo della Val di Susa della Giunta Chiamparino.

 
, Consigliere Regionale M5S Piemonte