11 giugno Susa raccolta firme per i Referendum (M5S)

di Redazione.

Sabato 11 giugno dalle ore 10 alle ore 12:30 sarà possibile sarà possibile firmare, in via Roma in , per i per abrogare le riforme costituzionali volute dal governo Renzi, qualora il Costituzionale di ottobre non consentisse di ostacolare le iniziative del duo Boschi-Renzi ( in compagnia di Verdini) per modificare la Italiana.

Sarà inoltre possibile per firmare per altri referendum “sociali”, come indicato sul sito di Beppe Grillo:

. Il quesito sulle trivelle, abrogando la normativa introdotta dal governo di Trivellopoli, consentirà di applicare il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a tutta Italia (attualmente esistono limiti solo in alcune zone del Paese) per i nuovi interventi in terraferma e in mare al di fuori delle 12 miglia. Non è possibile applicarlo alle concessioni già assegnate dallo Stato, perché colpirle avrebbe reso il referendum inammissibile.
L’intento è chiaro: bloccare tutti i nuovi progetti di perforazione ed estrazione, ridurre devastazioni e problemi di salute connessi ai progetti petroliferi e affrontare, almeno per il nostro Paese, il tema dell’abbandono progressivo dello sfruttamento degli idrocarburi che causano sconvolgimenti climatici, con grave rischio per la vivibilità della Terra. Ci sono decine di richieste di nuove concessioni in corso. Il quesito vuole fermarle.

INCENERITORI. La normativa cosiddetta ‘Sblocca Italia’ fa diventare gli inceneritori “infrastrutture di interesse strategico nazionale“. In altre parola, con questa locuzione, si permette al Governo di far tutto ciò che vuole. Tramite il quesito referendario sarà abolita questa classificazione e si elimina il potere del Governo di decidere dove piazzare i nuovi inceneritori e la capacità di questi impianti. Inoltre, si toglie all’esecutivo il potere di commissariare le Regioni sull’ambito. Non sarà più obbligatorio potenziare al massimo il carico termico e riclassificazione a recupero energetico gli inceneritori esistenti, il trasporto di rifiuti prodotti in una regione per incenerirli in un’altra, il dimezzamento dei termini di espropriazione per pubblica utilità e la riduzione dei tempi per la Valutazione di Impatto Ambientale.

. Su questo fronte, tramite il provvedimento paradossalmente denominato della “Buona scuola”, il Governo ha deciso di ignorare totalmente le istanze e le problematiche evidenziate da chi ogni giorno ci lavora nelle scuole, attuando un programma non condiviso ma imposto al mondo della scuola che già versava in condizioni di difficoltà: gli ha dato, insomma, la spallata decisivo verso il suo collasso.
In particolare sono 4 i quesiti referendari che il MoVimento appoggia.

Il primo cancella la disposizione che consente i finanziamenti privati a singole scuole pubbliche e private: chiaro l’intento di correggere una stortura che non crea solo scuole di serie A o di serie B, ma crea una diversità fino alla serie Z, a seconda della posizione sul territorio e dell’utenza. Scuole per benestanti e scuole per poveracci, con buona pace del principio di uguaglianza costituzionalmente garantito.

L’appuntamento con i banchetti per la raccolta firme verrà replicato martedì 21 giugno la mattina presso area mercato di Piazza della Repubblica e sabato 25 giugno dalle 10-12:30 e 16:00-18:00 in via Roma

L’iniziativa è sostenuta dal gruppo degli attivisti del M5S di Susa.