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La nuova lobby per cambiare a 5 Stelle

Con Casaleggio testimonial e osservatore politico, si presenta a Torino con un dibattito pubblico la Confapri, nuova associazione di piccole e medie imprese che affiancherà l’iniziativa del Movimento. Erano un’ottantina gli imprenditori, non tutti piemontesi, che hanno risposto all’invito della Confapri, nuovo network di imprese fondato dal torinese Arturo Artom e dal veneto Massimo Colomban, a confrontarsi sulle cose da fare per emergere in modo vincente dalla crisi. Un terzo incontro, dopo quelli di Treviso e Milano, alla presenza di Gianroberto Casaleggio che partecipa come rappresentante del M5S sia per rispondere alle domande che per raccogliere appunti e idee su cui elaborare una linea politica del settore. Gli onori di casa erano a cura di Vittorio Bertola, capogruppo 5S al Comune di Torino, che si offre come punto di riferimento per tessere i rapporti sul nostro teritorio. Un’occasione che ha visto la spiacevole assenza di Etinomia, l’ associazione di piccole e medie imprese della Val Susa che negli ultimi due anni ha visto un interesante sviluppo sulla scorta delle tematiche etiche e solidali. Peccato: era pane per i suoi denti ma avrà tempo di recuperare.

Media assatanati all’assalto di un Casaleggio, quasi sconcertato, travolto dall’impeto sguaiato di giornalisti che lo pressano con domande grossolane, lanciate nel mucchio, che non hanno alcuna speranza di ricevere risposte sensate in un simile contesto. Ma forse è proprio quello che vogliono per poter manipolare, interpretare, falsare il significato della parolina sfuggita,  del sospiro, della virgola, o delle poche risposte ovvie che riescono a cavare fuori contesto: Chi volete Presidente? Perché non fate il governo?  Lo volete Prodi? Cancellerete l’Imu? Un approccio evidentemente interessato a risposte qualunque, vuote, banali, abituali per la casta, tanto per nutrirne l’inconsistenza e soddisfare la fame di finti scoop.

Superato l’incomodo e lasciati fuori dalla sala gli importuni, l’incontro si sviluppa con due brevi introduzioni che dimostrano la convergenza di interessi del mondo dell’impresa con il nuovo soggetto politico. L’elenco dei danni da riparare, a brevissima scadenza, è sostanzialmente unanime: i debiti dello Stato verso le imprese, i tempi e le idee su come saldarli, l’Iva da pagare a incasso fatture, l’Irap da abolire, il reddito di disoccupazione, la valorizzazione del made in Italy, la defiscalizzazione degli investimenti e dei redditi, la chiusura di Equitalia, gli sconti contributivi per l’assunzione di giovani.

Dove prendere i soldi per tutto questo? Grillo l’ha ampiamente detto e Casaleggio lo ripete con convinzione: dai tagli agli sprechi della , dalla razionalizzazione delle risorse, dall’innovazione, dall’abolizione delle Province, dal ridimensionamento della burocrazia che porta corruzione, dalla riorganizzazione a Km Zero delle risorse locali, dalla rinuncia alle grandi opere (del Tav si è appena accennato per mancanza di tempo ma era presente nella lista delle criticità – dirà poi Bertola).

Dalla platea, un cahier de doléances altrettanto ricco e ampie, veementi richieste al M5S di “fare qualcosa”, di fare il governo, di fare leggi in fretta, di fare anche quello che il nuovo movimento non può fare e le risposte di Casaleggio su questi punti sono state quelle che probabilmente hanno soddisfatto di meno per l’evidenza del peso politico attualmente spendibile mentre invece è sembrata univoca l’adesione alla rivendicazione di far fuzionare le commissioni in un Parlamento che può e deve funzionare per guadagnare tempo sui tempi dei partiti: “a settembre molti di noi avranno chiuso!” è il grido d’allarme che la Confapri raccoglie. Da cui l’invito ad organizzarsi, ad associarsi, per supportare l’inziativa politica a 5S. Nasce dunque la nuova Api, un progetto che non ha naturalmente niente di eversivo, non ha sviscerato ipotesi di nuovi modelli di sviluppo ma che testimonia quanto, anche nel mondo dell’impresa, la voglia di sperimentare e di cambiare dal profondo questo paese disgraziato stia guadagnando terreno. (F.S. 15.4.2013)

a Casaleggio