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Terra dei fuochi, i vescovi parlano più chiaro e più forte di Napolitano

Il cardinale e le diocesi della : è un dramma umanitario, qui record di tumori. Fate presto

Un dramma umanitario, come la guerra nei Balcani, il conflitto a Beirut, i bambini che muoiono in Africa. Un dramma umanitario che è la conseguenza di quel disastro ambientale che loro stessi stanno denunciato da un anno. I vescovi della Campania, insieme al cardinale Crescenzio Sepe, hanno spiegato con forza, in una lettera appello, la situazione della . E hanno detto chiaramente che bisogna fare presto: “Perché qui il tasso di patologie tumorali è, secondo alcuni, più alto che in altre parti d’Italia”.
I vescovi hanno preso questa iniziativa il giorno dopo la lettera inviata da Napolitano a Patriciello, e subito balza agli occhi un dato forte, fortissimo: hanno detto, con questa loro lettera appello, quello che Napolitano non ha saputo o voluto dire, sono riusciti a dare l’idea del dramma in atto, della necessità di soluzioni immediate, hanno parlato chiaramente del rischio tumori che in questa zona è più alto che in altre parti d’Italia. Hanno parlato senza i lacci e i veli della politica, senza le ombre di quella paludata diplomazia istituzionale che tutto acceca e tutto rende opaco. Hanno parlato e basta, con parole semplici ma dirette. Una bella lezione anche per Stefano Caldoro, che tanto vuole fare – almeno così dice a parole – per la Terra dei fuochi ma poi si abbandona a giochi di equilibrismo con il governo.
Meglio i vescovi, insomma, del nostro Presidente della Repubblica e di questi politici.

domenica 5 gennaio 2014

da Parallelo41