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Romania. La Chevron trivella e le città scendono in piazza contro il fracking

Dopo aver combattuto contro il gas di scisto quando era all'opposizione, Victor Ponta, primo ministro dell’attuale governo di sinistra, apre le porte della sua terra alle trivellazioni Chevron.

di Massimo Bonato

Mentre l’Unione Europea dà il via libera all’utilizza delle tecniche di per cavare dalla terra gas di scisto, in migliaia di persone scendono in strada in diverse città, protestando contro i piani del colosso energetico statunitense Chevron. La Chevron è stata appunto autorizzata dal governo di Bucarest, dove centinaia di manifestanti si sono dati appuntamento domenica 7 aprile nella piazza dell’Università. In decine di città in tutto il Paese, la decisione del governo ha sortito il medesimo effetto, e decine di striscioni contrari alla Chevron e al fracking sono stati srotolati dai manifestanti.

“Abbiamo visto gli effetti del fracking sull’ambiente negli Stati Uniti e non vogliamo che lo stesso accada qui”, ha dichiarato Alexandra Paslaru, una studentessa. Il rischio di contaminazione dell’acqua potabile è alto, ed è ciò che qui viene più temuto. Il governo ha tuttavia concesso alla Chevron ampie porzioni di territorio in esplorazione: tutto l’area nordorientale del Paese e la costa romena del Mar Nero. La Grande Sorella ha fatto sapere che rispetterà tutte le normative ambientali naturalmente, e ha iniziato a installare costruire il suo primo pozzo di esplorazione nel villaggio di Pungesti, malgrado l’opposizione locale, come sostiene phys.org.

Ma per i manifestanti, la lotta ambientale e politica significa anche chiedere conto del trasformismo di Victor Ponta, primo ministro dell’attuale governo di sinistra. Dopo aver combattuto contro il gas di scisto, quando era all’opposizione, Ponta si trasforma in un sostenitore di questa nuova fonte di energia, e apre le porte della sua terra alle trivellazioni firmate Chevron.

M.B. 08.04.14