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TAV: le bugie hanno le gambe corte parola del Sole24Ore

La lettura di un articolo sul Tav pubblicato dal giornale di Confindustria offre lo spunto per alcune riflessioni

di Davide Amerio 

Mentre lo Stato Italiano per opera dei sui ministri (Alfano e Lupi) si prodiga per creare la figura del perfetto terrorista NoTav, figura mitologica necessaria per coprire continuamente un progetto fallimentare sul piano economico e funzionale, la verità finisce per sgusciare come un pesce dalle mani di chi vorrebbe annegarla sotto terra.

La lettura dell’articolo pubblicato dal Sole24OreGuai francesi sulla Torino-Lione: mancano le coperture finanziarie– offre degli spunti di riflessione interessanti e dalla lettura scaturiscono quelle verità asserite dal mondo No e perentoriamente negate da chi è favorevole all’opera.

Oggetto dell’articolo è il rischio che la arrivi in ritardo nel finanziare i cantieri per la parte di sua competenza e in tal caso potrebbe compromettere la disponibilità della quota di finanziamenti europei tanto agognata dai governi dei due versanti.

Ma si leggono alcune affermazioni interessanti:

A lanciare l’allarme, dall’altro lato della frontiera, è Transalpine, il comitato che – al pari del nostro Comitato Transpadana – riunisce tutti i soggetti a vario titolo coinvolti e interessati a fare lobby per sostenere l’alta velocità. Secondo Transalpine uno dei problemi è che in Francia, a differenza che in Italia, la Torino-Lione non è una priorità di cui si dibatte a livello nazionale.

Si parla di “lobby costruite per sostenere l’alta velocità” e che che la Torino-Lione non è una priorità per la Francia: tesi queste sostenute caldamente dal movimento No Tav e documentate anche dal nostro giornale.

[…]a prossima scadenza fondamentale è l’appel à projet, il bando che a settembre l’Unione europea indirizzerà ai 28 Paesi membri per stabilire quali opere di trasporto abbiano i requisiti per ottenere un co-finaziamento al 40% dei costi complessivi.

Qui si confermano altre due tesi sostenute dai No Tav: l’Unione Europea deve ancora decidere se finanziare o meno la tratta (diversamente da quanto sostenuto da più parti che danno per scontato il contributo europeo arrivando a dire che l’opera ci costerà pochissimo perché finanziata dall’UE) e che la quota di co-finanziamento è il 40% dei costi complessivi (idem come prima precisando che il valore in percentuale è da intendersi come “fino al…” e non “il...” come precisato dal M5S in Parlamento).

[…] e il resto reso disponibile in tranche di 150 milioni l’anno, nel periodo 2016-2029. Cioè quando sarà necessario iniziare i lavori del tunnel di base.

Quindi i lavori inizieranno presumibilmente nel 2016 fino al 2029 per il solo tunnel di base… e il resto della linea? Si conferma il fatto che il contributo UE riguarda il solo tratto transfrontaliero e il resto è a carico dei rispettivi paesi.

«Attualmente – incalza Lépine – il nostro Governo non sembra avere le idee chiare su dove reperire questi fondi, almeno prima del 2017. Ma terminato l’appel à projet, che potrebbe forse essere seguito da un secondo bando nel 2016, le risorse comunitarie saranno definitivamente esaurite»

Chiaramente si evince che la Francia, per la quale la Tav Torino-Lione non è assolutamente strategica, al contrario di quanto affermato dai nostri politici per i quali la tratta è “strategica” per l’Europa tutta (il famoso corridoio 5 inesistente), potrebbe compromettere tutto il progetto per mancanza di fondi; fatto che non stupisce chi ha letto anche solo parzialmente la relazione finale del nella quale si definivano le priorità per i trasporti pubblici ferroviari della Francia.

C’è poi un secondo scoglio, non meno importante, sul cammino dell’opera. Approvato con molta fatica il secondo trattato del 30 gennaio 2012, le due Nazioni dovranno ancora sottoscrivere – prima di avviare il cantiere – un terzo trattato aggiuntivo […]

Tirando le somme: il governo italiano dopo aver ceduto, in nome dell’opera assolutamente necessaria, parte della sovranità a per quanto riguarda la giurisdizione dei cantieri Tav in Val di Susa; dopo aver ignorato le conseguenze dei pericoli dei lavori di costruzione di questa Alta Velocità che sono valsi (al momento) 19 condanne per disastro ambientale nel Mugello e che in Val di Susa rischiano di produrre danni ben peggiori; dopo aver perseguitato con ogni mezzo e Procura della Repubblica il popolo No Tav … rischia di trovarsi con il cerino in mano.

Verrebbe quasi da ridere non fosse che questi campioni di incompetenza e ottusità usano i nostri soldi.

D.A. 20.04.14