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Raccolta firme contro i ladri di democrazia

Mentre il governo del 'fare' (disastri) procede sulla strada di riforme incostituzionali la società civile sana si raccoglie intorno ai costituzionalisti 'eretici'

di Davide Amerio

Il Fatto Quotidiano apre una raccolta firme di tutti i cittadini contro le pericolose politiche di riforma della legge elettorale (Italicum) e la finta abolizione del della repubblica.

La pausa estiva da diversi anni è il periodo preferito dai politici italiani: c’è chi è già in vacanza, c’è chi è stremato in attesa di partire e non ha voglia di pensare ai problemi; c’è chi è magari già tornato e non desidera immergersi subito nel pantano quotidiano. Poi ci sono quelli che non possono più permettersi una vacanza e che vedono la politica come causa di tutti i loro mali e non sono più interessati, e non ne vogliono più sapere, di politica.

Periodo ideale quindi per promuovere iniziative aggressive alla libertà dei cittadini e delle istituzioni del paese. Nessun telegiornale vi ricorderà, in questo periodo, che in Italia è esistita, – ed esiste ancora sotto altre spoglie, – la loggia massonica P2. Rammentarlo costringerebbe questi giornalisti di regime a suggerire confronti con quanto sta accadendo con le riforme del e delle larghe intese.

Le idee chiare le hanno però i costituzionalisti che della Carta, della formazione delle leggi, dei contrappesi e contro poteri previsti all’interno di una liberale, ne sanno davvero qualcosa. A differenza del governo di Matteo Renzi e dei suoi ministri che hanno definito ‘professoroni’ questi studiosi e che non vedono di buon occhio chi azzarda critiche all’impianto delle magnifiche riforme della coalizione PD-PDL.

Ciò che gli studiosi hanno potuto delineare dall’insieme delle riforme costituzionali (riforma elettorale, del Senato, dell’immunità) è un vero progetto complessivo che volge a mettere al comando un uomo solo in posizione dominante sul governo e sul Parlamento.

Esattamente ciò che prevedeva la loggia massonica P2 di Licio Gelli (cui erano affiliati non pochi ‘riformatori’ – chiave – di oggi come Berlusconi) e precisamente ciò che i padri costituenti volevano impedire progettando una architettura della carta costituzionale nella quale contrappesi e distribuzione dei poteri impedisse il ripetersi di tragedie dittatoriali.

Per ciò che riguarda la complicità dell’informazione asservita non resta più molto da dire.

L’attuale vena riformista si articola in alcuni punti strategici:

Riforma del sistema elettorale (Italicum): nel quale un premio di maggioranza abnorme, accompagnato da un’alta soglia di sbarramento, rende le opposizioni totalmente innocue e inefficaci. I piccoli partiti o si piegano alla volontà dei maggiori alleandosi in coalizione o scompaiono.

Riforma del Senato: qui la seconda camera scompare per essere sostituita da una camera di nominati prelevati dalle amministrazioni locali. L’ipocrita argomentazione di dar voce ai poteri locali è di fatto smentita dalla mancanza di poteri reali di questo nuovo Senato. Essa non avrà altro che un potere meramente consultivo che il governo potrà ignorare del tutto avendo esso una maggioranza schiacciante in Parlamento ed essendo la Camera dei Deputati l’unica titolata nella promulgazione delle leggi. Non secondaria la questione dell’immunità così come formulata: i non pochi amministratori locali già sotto inchiesta potranno farsi eleggere come e godere dell’impunità totale per i loro atti senza essere eletti.

La maggioranza assoluta che si formerà alla Camera dei Deputati godrà quindi del totale potere nel promulgare leggi in favore del governo il qual potrà governare a colpi di decreti. Le leggi non subiranno nessuna seconda lettura che le possa correggere.

Il governo e la maggioranza potranno agevolmente far pendere l’elezione del Presidente della Repubblica in proprio favore (con ulteriore vantaggio sulla promulgazione delle leggi) e avranno potere per influenzare l’elezione dei membri della Corte Costituzionale e del CSM. Il principio che i rappresentati del popolo devono essere eletti non avrà più valore.

I referendum e le proposte di legge popolare vengono ulteriormente impediti con l’aumento delle firme necessarie per la presentazione e con la complicanza delle procedure per la loro presentazione.

Io ho firmato l’appello.