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Città Metropolitana. In sei dalla Valle di Susa a candidarsi consigliere

Presentate le liste per i candidati al Consiglio della Città Metropolitana, in sei per rappresentare il territorio.

di Leonardo Capella

Mentre la vecchia Provincia annaspa tra scarse risorse e servizi da dare ai cittadini, è di questi giorni la notizia che mancano i fondi  per il gasolio utilizzato per i mezzi dedicati alla manutenzione, la nascente termina la corsa pre elettorale per la presentazione delle liste. 

Le candidature per il Consiglio metropolitano hanno impegnato il sottobosco della politica, con numerosi colpi di scena, sino alle ore 12 di lunedì 22 settembre. All’apparenza il pensiero di rappresentatività certa di tutti i territori, come più volte Fassino aveva caldeggiato, è stato superato dalle diversità di appartenenza politica. 

Gli incontri, le divisioni, le mediazioni e le lotte intestine alla fine hanno portato alla presentazione di tre liste:  “Movimento 5 stelle” con 11 candidati, “Città di città” con 18 candidati (di riferimento a PD-Ncd-Forza Italia), ” Lista civica alternativa” con 11 candidati (di riferimento a Lega nord).

Bisognerà però aspettare mercoledì per avere la certificazione delle firme da parte della segreteria generale della Provincia di Torino che darà ufficialità alle liste.

La Valle di Susa risulta rappresentata se non dal punto di vista politico, non avendo espresso una candidatura condivisa, almeno da quello territoriale in tutte e tre le liste.

 Per l’alleanza PD, Forza Italia, Nuovo Centro Destra vediamo nella lista dei diciotto candidati il sindaco di Villar Dora (proposto dai sindaci della bassa Valle di Susa e in quota al Partito Democratico), la consigliera di Susa ( in quota Nuovo Centro Destra) e (in quota Forza Italia). Nella lista presentata da Lega Nord troviamo il sindaco di Bardonecchia e il sindaco di Rubiana . Il Movimento 5 Stelle inserisce tra i suoi 11 candidati , consigliere a Rosta.

In questo quadro risultano essere sei i candidati rappresentanti il territorio della Valle di Susa ma non è difficile notare che gli stessi sono su posizioni diametralmente opposte. Non fosse solo per le posizioni relative alla Torino Lione che vede nello schieramento solo due candidati su posizioni No Tav, mentre i candidati possibilisti sono in numero maggiore. Questo spaccato rende però bene l’idea della distorsione elettorale nella formazione del Consiglio Metropolitano e la reale rappresentanza territoriale dove i comuni guidati da liste contrarie all’opera sono maggioritarie.

L.C. 23.9.14