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Torino Danza lascia fuori l’Assemblea della Cavallerizza. Teatro Carignano è dei Vip

Ministri alla Cultura dell’Unione Europea a teatro. Piazza Carignano blindata. E i ragazzi dell’Assemblea Cavallerizza fuori, nitriscono, bloccati dalle Forze dell’ordine.

di Monika Crha

Monika-Chra_02_IMG_7112Una serata di esperimento urbanistico per polizia e carabinieri di Torino. Raggiungere piazza Carignano è impossibile. Transennato il perimetro per un isolato e più. L’ordine è  proteggere gli ospiti  del teatro Carignano. Ossia i ministri alla Cultura dell’Unione Europea che portano brezze di riflessioni culturali capitanati dal ministro Dario Franceschini , e il presidente  della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che arriva alla chetichella e si infila nel foyer.

Ci sono i carabinieri in alta uniforme a formare un’ala all’ingresso del teatro, tutti luccicanti con saluto militare e battuta di tacco al passaggio dei suddetti. Un numero imprecisato ma cospicuo di poliziotti e poliziotte in borghese si aggirano con radio e auricolari nello spazio antistante e all’interno.

Monika-Chra_02_IMG_7107E c’è il pubblico delle  belle mise,  che fa il tutto esaurito per lo spettacolo Circa creato da Yaron Lifschitz e Circa Ensamble. “Ottanta minuti di grande energia” recita il volantino di Torino Danza. Quindi bisogna entrare, dopo un’occhiatina lacrimosa al Cambio che splende sabaudo a più non posso.

Controllo di borse e zaini, ma non per tutti. Quattro ragazzi vengono fermati. Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori, verrebbe subito da pensare. In realtà l’ingresso è vietato solo a chi fa parte del gruppo di Assemblea Cavallerizza.  E pensare che volevano entrare solo  per fare loro una performance di danza. Niente da fare.

Monika-Chra_02__MG_7147Fuori dal teatro  alle 20, come comunicato su Facebook, il presidio informativo e il volantinaggio dell’Assemblea Cavallerizza non c’é. Cambio di programma. Il ritrovo, con cavalli, amazzoni e cavalieri è di fianco al castello, davanti ad uno dei varchi bloccati e transennati dalla polizia. Mentre sui trampoli, a distribuire volantini alla popolazione ci sono un ragazzo e una ragazza.

Maria Edgarda dice che succede come sempre succede in questi casi. La presenza dei ministri crea il vuoto per tutti gli altri. La zona è stata militarizzata. “Noi abbiamo comunicato il presidio alle 8 per radunarci, e all’uscita dal teatro avremo un po’ di colore un po’ di rumore per far sentire qual è la cultura che noi vorremmo. Noi chiediamo come Assemblea Cavallerizza un gesto forte nei confronti della tutela effettiva del patrimonio. Per la Cavallerizza una moratoria sulla vendita e un progetto a gestione  e progettazione partecipata. La Cavallerizza non può diventare un albergo di lusso. A chiunque chiediate non è questa l’offerta che vorremmo nella nostra città. La Torino della Cultura non si crea in una settimana di eventi sfarzosi , si crea nella tutela del patrimonio sul territorio. Stasera faremo un bel presidio informativo in stile Cavallerizza e diremo a tutte le persone che c’è tutto un mondo che non riesce a passare da lì. Se il lavoro è precario, gli affitti sono alti e il biglietto per il teatro costa 20 euro andare a teatro non è la priorità per chi sente la crisi. C’è una Torino che crea una cultura di esclusione. C’è una Torino  di serie A che è quella del centro, la vetrina dell’amministrazione, la smart city.  E c’è un’altra Torino che è esclusa da questa dimensione”.

Monika-Chra_02__MG_7129Oggi l’Assemblea Cavallerizza festeggia  4 mesi di occupazione della Cavallerizza Reale. Un bene storico costruito nel 1740 dall’architetto Benedetto Alfieri. Un complesso che attraverso il Teatro Regio si collega a Palazzo Reale e al Duomo. Il centro di comando, la scuola di educazione cavalleresca, il nucleo dell’Accademia che formava gli alti ufficiali sotto Carlo Emanuele II di Savoia. Il  bene è stato decretato patrimonio dell’umanità dall’Unesco e  il Comune lo vuole vendere per pagarsi un po’ di debiti. Attraverso un processo di cartolarizzazione l’area è stata messa all’asta e nel 2012 si è deliberato che  può essere destinata ad usi di carattere privato. La trasformazione riguarderebbe anche i giardini reali che vorrebbero essere  adibiti a parcheggio veicoli.

La ragazza al megafono dice che è nostro dovere ricordare ai partecipanti di questa passerella che non può esserci bene comune lontano dalla comunità. E non può esistere partecipazione laddove non si tiene conto della volontà dei cittadini per seguire la cieca logica del profitto.

Profitto o no le élite fanno così. Da sempre. I figli che non si comportano bene vanno a letto, senza cena. E non si presentano agli invitati al ballo. Perché sono nati male, alla fine sono solo degli artisti. O no?

M.C. 24.09.14