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Intervista esclusiva a Enio Shkurti “Founder & Stormer presso Shitstorm”

Entrano nei gruppi di Facebook, se ne impossessano gettandoli nel caos, estromettono gli amministratori, impongono nuove regole... in nome della libertà di parola e di pensiero

Prosegue la nostra inchiesta sui due gruppi di “disturbatori seriali” che da mesi imperversano sulla piattaforma di . Sono già 1.800.000 gli utenti  attivi, da noi rilevati, che sono stati fagocitati nel corso di questi ultimi mesi da e Nameless, insieme ai loro oltre 140  gruppi di appartenenza.

ZuShitstorm e Nameless, due gruppi di fake “distinti e diversi”, come dichiara il founder di Shitstorm Enio Shkurti, ma che, in realtà, si muovono in maniera parallela e spesso interagiscono fra loro in una sorta di “giostra”, che vede amministratori e profili personali  transitare da un gruppo all’altro, con una disinvoltura imbarazzante.
Entrano ed escono da profili falsi, mettono in bella mostra, sulle loro “bacheche”, scritti e foto che fanno riferimento alle Brigate Rosse di storica memoria o al boia dell’Isis odierna.  Creano continuamente fake e non è dato sapere quanti siano complessivamente gli “individui reali”.

L’invasione del gruppo preso di mira avviene attraverso uno di loro che, mediante un profilo “apparentemente” pulito, chiede l’inserimento nel gruppo.  Non sappiamo in quale maniera questi riesca a farsi nominare o ad autonominarsi admin, resta il fatto che, nell’arco di pochissime ore, estromette gli amministratori “legittimi” e nomina i nuovi.  Immediatamente dopo, circa trecento profili nuovi, comprendenti fake di entrambi i gruppi, compaiono all’interno di quello carpito e qui comincia la loro opera di denigrazione degli iscritti: insulti, immagini e improperi di qualsiasi genere finiscono col portare al degrado lo “spirito” iniziale del gruppo.
Non si salva nessuno. Non guardano in faccia nessuno: gruppi politici, tifoserie, gruppi animalisti, religiosi, pacifisti, mercatini dell’usato, adozioni di animali e chi più ne ha, più ne metta. Di recente sono stati presi di mira anche gruppi che accolgono iscritti italiani residenti all’estero.
Questa sorta di “giostra” sembra fatta apposta per disorientare e depistare chiunque voglia capirci qualcosa.
Ma la macchina perfetta non è poi così perfetta, se gli iscritti dopo il primo momento di disorientamento, nella maggior parte dei casi, escono dal gruppo carpito e ne fondano uno nuovo.

In tutto questo Facebook cosa fa? Si gode i suoi 1,35 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo, e  Zuckerberg viene nominato membro del CdA della School of Economics and Management dell’università Tsinghua di Pechino. Obiettivamente la libertà di espressione di 1.800.000 utenti è davvero ben poca cosa.

Raccapezzarsi in questa brutta faccenda di furti di identità e di limitazioni alla libertà individuale di utenti del web che, con fini simili e progetti da condividere, decide di “associarsi” non è cosa facile e in questo contesto può accadere, com’è accaduto, che anche la scrivente si sia trovata “coinvolta” in una discussione piuttosto animata con i signori di Nameless, godendone un trattamento sicuramente all’altezza della loro “apertura mentale”.

I fatti
Shitstorm1Tranquilla notte di inizio autunno, fra un articolo e un’agenzia a cui decidere di prestare più o meno attenzione, l’ora si è fatta tarda. Lo squillo del mio cellulare mi porta la voce agitatissima di un’amica: “Vai su Facebook – mi dice concitata – guarda cosa sta succedendo su Tutto Siciliano detti, novelle, poesie, proverbi, bellezze… [gruppo di Facebook]. Interrompo ciò che sto facendo, mi collego al social network.
Il primo impatto non è dei migliori, una foto che ritrae cumuli di immondizia con su stampigliato in mala maniera “Benvenuto in Sicilia, Terra dell’Ebola” mi dà il benvenuto, subito dopo uno dei neo amministratori “prevaricatori” lancia la sua prima provocazione e il messaggio è inequivocabile:

ALLORA COGLIONI CHE NON SIETE ALTRO ,QUALCHE PICCOLA REGOLA ,NON SEGNALARE I POST VERRETE RIMOSSI SUBITO DAL GRUPPO ,SECONDO NON BLOCCARE GLI ADMIN VI VEDIAMO LO STESSO E VI SBATTIAMO FUORI ,TERZO SE SIETE COSì INFERIORI CHE NON RIUSCITE A COMMENTARE SENZA SEGNALARE L’USCITA è SU A DESTRA ,BUONA PERMANENZA LA DIREZIONE.

10308145_781409955235706_7637983004720088723_nSorrido pensando: “Stanno proprio messi male con la grammatica, questi poveretti, e hanno anche qualche problema con la punteggiatura”.
È così, dopo il gruppo Fratelli Calabresi Nel mondo, Fratelli Italianos en Argentina, Unione italiana per il Sudamerica, Associazioni calabresi in Svizzera e nel Mondo ecc., i signori di Shitstorm e Nameless sono “sbarcati” in Sicilia.
L’impatto con loro è stato quanto di più  divertente e interessante, potesse capitarmi, conferme e smentite si sono succedute in una strana altalena. Tutto siciliano… era un gruppo definito dai suoi vecchi amministratori: “aperto a tutti, e scopo primario è la tolleranza, la fratellanza, la solidarietà, il rispetto e l’amore verso tutti gli esseri viventi, umani , animali e vegetali”. Adesso è già pieno di oscenità irripetibili, le risposte degli iscritti fra lo sbalordito e l’indignato lasciano subito spazio a risposte aggressive e degne di quelle dei “provocatori”. Il gruppo è “andato”. Di quello spirito di tolleranza, fratellanza, solidarietà, e rispetto per ogni forma vivente è rimasto davvero ben poco.
L’impulso è immediato. Pubblico uno degli articoli che parla di ShitStorm. Il mio tono è decisamente ironico ed è un attimo. Mi sono tutti addosso. Insulti di ogni genere, accompagnati da foto prelevate direttamente dal mio profilo. Ci sono cascati: adesso verrà fuori LUI…e LUI viene fuori, in maniera diversa rispetto al branco.  Ha, a suo modo, un fare cortese quasi elegante, mi ringrazia per la pubblicità gratuita che sto facendo loro (ricordo che gli invasori sono “Nameless” ma  lui è uno stormer di ShitStorm, non dovrebbe stare fra le nuove presenze estranee del gruppo e con lui, altri di Shitstorm) e mi chiede se ho bisogno di ulteriori informazioni da poter usare per continuare a pubblicizzare il gruppo.

facebook virusi concursuri_02282251L’incontro
Enio Shkurti, già Demjurgo, Pietro Frosoni, Vercingetorige Demiurgo (profilo eliminato), Demiurgo Vercingetorige (profilo eliminato), Max Giusti, Boi Emanuele… e chissà quanti altri fake; è solo uno dei tanti profili che nascondono la vera identità di chi si definisce “Founder & Stormer presso Shitstorm”.
Ci rifletto un attimo, lo contatto in privato sul suo profilo, mi risponde quasi immediatamente.
Quello che vien fuori è un “incontro”, non una vera intervista; una sorta di chiarimento fra persone che sanno chi c’è dall’altra parte del monitor e si porgono col dovuto rispetto.

D: “Ciao, tranquillizza i cuccioli fedeli che ti scondinzolano dietro,  mettili a cuccia perché li ho bloccati tutti e quindi non li leggo più ed è troppo stupido anche per loro, insultare chi non li legge.
Non ho bloccato soltanto te perché sei tu che mi interessi.
Ero sicura che se avessi fatto un po’ di casino saresti venuto fuori e sono contenta che tu lo abbia fatto.
Ti seguo da mesi e sono una giornalista “seria” checché ne pensino i tuoi amici.  Non ti nascondo che mi sono divertita tanto stasera… vederli accalcarsi sulla ‘tardona butterata’ mi ha fatto ridere fino alle lacrime…
Sai, essere ‘tardone’ ti fa vedere le cose da un altro punto di vista e tu sei troppo intelligente per non capirlo.
Bene detto questo, dimmi se vuoi parlare con me”.

E: Per chi lavori?

D: Sono soltanto una giornalista, scrivo per il Team Giornalistico della Valsusa e  per LinkSicilia, nient’altro.

E: Cosa vuoi sapere?

D: Perché, Enio, voglio sapere perché.
E: Anzitutto, quelli con cui hai digitato prima non fanno parte di Shitstorm, non sono nostri amici, e non abbiamo nulla in comune. Quindi ciò che si scrive che quei Nameless fanno parte dei nostri è fasullo.

D: Non sono una vostra creatura? Com’è possibile… le stesse persone si spostano da ShitStorm a Nameless e viceversa.
E: No, non hanno nulla a che fare con noi. Anzi. In un certo senso non li stimiamo perché lo fanno per gioco. Se hai ben visto, abbiamo agito su molti gruppi, sbavagliandoli letteralmente, da una dittatura vera e propria.  Soprattutto nei gruppi politici, di qualsiasi partito. Siamo apolitici, apartitici. Siamo per la libertà di pensiero e di parola e qualsiasi tipo di dittatura mentale, verbale, letterale e via web, è da noi detestata.

D: cosa ne è stato della ShitArmy?
E: La ShitArmy fu una crew che con noi non ha nulla che fare. Fu un vero e proprio fiammifero. Nata e deceduta in pochissimo tempo quasi paragonabile a un’azienda startup. Nel suo articolo (passa a darmi del “Lei”) ci sono parecchie cose fuori posto. Dovrebbe osservare meglio e sopratutto differenziare la merda dal cioccolato, dove in questo caso, il cioccolato siamo noi.

D: Non è facile districarsi nel groviglio di dati che si riesce a reperire sul web.
E: Immagino… molti articoli sono stati scritti da personaggi a cui è stato sottratto qualcosa. Presi dalla foga e dalla rabbia, molti vedono e notano solo gli insulti di alcuni fake o troll in determinati gruppi. In realtà sotto c’è una motivazione, un perché, e una finalità. Avevamo intenzione di restituire un gruppo, Nell’alveo del torrente. Dopo aver ponderato ci siamo resi conto che avevamo fatto un errore e volevamo restituirlo. Nessuno ci ha fatto sapere più nulla. Siamo tuttora disponibili a restituirlo ai proprietari.

D: Motivazione, perché, finalità…. quali, Enio? Solo bisogno di pulizia? Ma ne nasce caos, Vi siete resi conto di questo? Avete restituito altri gruppi? (Nessuna risposta).
E: Delle volte è meglio una rivoluzione rispetto a una massa di pecore che seguono una manciata di ideali sbagliati. Un gruppo è come un piccolo principato, una comunità ristretta. Gli amministratori molte volte impongono delle loro leggi, un loro statuto. La massa li segue. Nei gruppi politici quasi tutti sono lobotomizzati da cazzate e stronzate. Devono aprire gli occhi e comprendere che li stanno perculando giorno dopo giorno con cazzate.

D: E i gruppi dei tifosi… e quello islamico…
E: Non abbiamo preso nessun gruppo islamico. (Nessuna risposta  sui gruppi dei tifosi).

D: Ok. era Nameless
E: Se volete scrivere un articolo fatelo pure, ma le cose che andate a scrivere devono essere corrette. Non un qualcosa di non ponderato. Le ripeto che non abbiamo nulla in comune con Nameless, in quanto quelli sono una massa di troll che tenta di copiarci ma in realtà non hanno nessun fine se non quello di divertirsi a loro modo.

D: Posso scrivere quello che mi sta dicendo?
E: Se prodighiamo la libertà di pensiero e di parola, di certo non posso impedirle di farne un pezzo per il suo giornale.

D: Ok, “prodigate” la libertà di pensiero e di parola, ma date, comunque, delle regole… (A questa domanda non dà alcuna risposta, ma torna all’argomento Nell’alveo del torrente).
E: Se avrà un qualche contatto con gli ex amministratori del gruppo Alveo del Torrente faccia sapere di contattarci.

D: Io conosco benissimo gli amministratori di quel gruppo, ma perché quello e non uno degli altri?
E: Gliel’ho già scritto: è stato un errore di valutazione. Il gruppo è rimasto intatto.

D: Sì, questo lo so, ma vorrei capire quali sono i criteri che usate per decidere quale gruppo sì e quale no? dipende dai contenuti? Sapete  che ci sono diverse denunce nei vostri confronti?
E: Certo, anche. Dipende dalle regole, da quel che si professa. Ovviamente non per tutti i gruppi è così. Alla fine dei conti siamo anche in parte dei troll/stormers, quindi non tutti i gruppi che prendiamo hanno la stessa finalità. Ma sono soltanto una copertura ad un qualcosa di più profondo. Adesso devo lasciarla, spero che adesso le cose siano un attimo più chiare rispetto a quello che avevate scritto nell’articolo.

D: Assolutamente sì, credo che parlarne sarà meglio.
E: Buon articolo, e cerchi di professare il vero. L’informazione è importante ma spesso è un’arma a doppio taglio. Le auguro il meglio.

D: Sì, ma l’assenza di fonti certe ti costringe e ti limita… Grazie…
E: Lei è la prima ad assumere informazioni dalla fonte. Meglio di così! Buonanotte.

D: Buonanotte.

Caro Founder, per un dubbio andato, altri ne sono rimasti… Perché non considerate l’imporre la vostra presenza e le vostre condizioni, un atto di “totalitarismo” nei confronti di persone  e non di “pecore” che hanno deciso, “liberamente”, di condividere una forma di “associazionismo” sebbene virtuale?
In base a quale criterio “democratico e libertario” decidete quali gruppi siano in grado di proseguire il loro cammino senza il vostro intervento e quali no?
Perché se i due gruppi sono così diversi, interagiscono subentrando e lavorando “insieme”? Sta cambiando la vostra strategia “d’attacco”, in questi giorni, non più clamore, ma “soggetti” vostri entrano nei gruppi, senza rivendicarne immediatamente la proprietà…  in attesa di cosa?
Ma soprattutto: chi o cosa, se c’è, è dietro di voi?

Elenco dei gruppi carpiti: https://www.facebook.com/ajax/messaging/attachment.php?attach_id=2914d91159c97ac90a743809a120ebe3&mid=mid.1414707291055%3A5728c949303e766a76&hash=AQCg-4eF4CDDE4Gm

D.G. 31.10.14