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Il Tav Torino-Lione s’è fermato a Roma. Impantanato nella burocrazia

Rischia di saltare l’approvazione dei finanziamenti. Da fine settembre il progetto definitivo sarebbe dovuto approdare al Cipe, ma è ancora sepolto sulla scrivania del ministro dell’Ambiente

di Massimo Bonato

Una boutade diceva che durante la guerra non sarebbe servito a bombardare la ferrovia per fermare i treni, ma le cartiere. Così il vero nemico del non sta assiepato nottetempo a incendiare un compressore per finire accusato di terrorismo, ma a Roma dietro a una scrivania, verosimilmente ingombra di pratiche inevase.
A sbrigare documenti con poco zelo, o molto meno di quanto vorrebbe il senatore , accanito sostenitore della Nuova Linea Lione, il quale lamenta un accumulo di ritardi rischioso per la realizzazione della linea stessa. Il progetto definitivo doveva infatti essere presentato al (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) il 30 settembre, poi si è passati al 15 ottobre, poi al 30, poi al 15 novembre e ancora rimandato al 30, fino all’11 di dicembre, quando Esposito richiama tutti all’ordine.
Il vero nemico del Tav “sta a Roma e non in Val di Susa”. A Roma, dove il progetto “giace irresponsabilmente negli uffici del ministero dell’Ambiente, vittima di qualche burocrate che se ne infischia degli impegni assunti dal nostro Paese”. Perché i burocrati del Palazzo se ne infischiano degli impegni presi dall’Italia, e per essa dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture , che ha sempre ribadito con fede indefettibile l’ineluttabile necessità dell’opera. Opera che, Esposito ricorda, “non è una semplice ferrovia, ma un’occasione di riscatto per l’intero Paese, che può finalmente dimostrare a tutti la propria serietà nel rispettare tempi e costi”.
Un riscatto agli occhi dell’Europa per l’Italia tutta, che di nuovo, venisse a mancare la delibera del Cipe, tornerebbe per converso a fare la sua figuraccia: “Ancora una volta si verrà meno agli impegni assunti e ancora una volta si darà soddisfazione e argomentazioni a coloro che avversano la Tav”. Che dal canto loro, come fanno il senatore e il consigliere regionale (entrambi del M5S), dicono senza mezzi termini come sia “ormai è chiaro a tutti che il governo non ha alcuna intenzione di portare avanti lo scellerato progetto della nuova Torino-Lione”. “Se da un lato ci sono i proclami mediatici o i famosi tweet, dall’altro ci sono gli inestricabili nodi burocratici che fanno capire come ormai la sostenibilità politica ed economica di questo enorme sperpero di risorse pubbliche sia pari allo zero” dicono.

M.B. 12.12.14