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Hooligans contro No Tav… trova le differenze!

Quali differenze ci sono tra i No Tav e gli Hooligans che hanno devastato il centro di Roma?

di Davide Amerio.

A qualche onesto giornalista, come quelli del Fatto Quotidiano, non è sfuggita la palese differenza di trattamento riservata ai rispetto ai tifosi del calcio in genere e in particolare agli olandesi che hanno devastato la città di .

Sabato scorso il popolo No Tav (questa parola è molto invisa a Chiamparino quindi la uso con molto piacere) ha sfilato con i suoi colori e slogan per le vie di una piovosa Torino. Come sempre famiglie, centri sociali, giovani, anziani, animali, hanno percorso festosamente le vie della città al seguito di musica e qualche canto. Presenti anche i sindaci della Val di Susa.

Naturalmente il corteo è stato seguito da un gigantesco apparato di forze dell’ordine, nonostante i cortei No Tav si distinguano da anni per essere pacifici e civili anche se qualche animo è surriscaldato. Ma bisogna sempre mantenere alta l’immagine del No Tav “pericoloso”; del sovversivo e del terrorista. Insomma la fantomatica teoria sulla quale la Procura di Torino ha basato tutti i suoi processi intentati contro i No Tav; teoria cassata pure dalla Corte di Cassazione. Ma non importa. L’immagine è tutto; e quella dei No Tav deve essere questa: pericolosi, inaffidabili, sovversivi. Quindi c’è bisogno dei manganelli per tenerli a bada.

Qualche giorno fa, una partita di Europa League ha trasformato il centro di Roma in arena di guerriglia urbana dove i “diversamente tifosi” l’hanno fatta da padroni. La città eterna, la città di mafia capitale (non dimentichiamolo) ha subito passivamente questa orda di “turisti” che non hanno disdegnato la devastazione di opere preziose. Perché è avvenuto tutto questo? Perché un trattamento così diverso tra i No Tav e i tifosi fanatici?

La risposta è retorica. L’Italia è conosciuta all’estero come il paese in cui si può fare quello che si vuole, sopratutto se non disturbi il “potere”, meglio se sei complice. Il FQ ricorda che i disordini per una partita di calcio in Polonia sono costati l’arresto di 120 tifosi laziali. Il calcio è sinonimo di denaro, e non poco sporco. E’ la droga con la quale si tiene buono il popolino attaccato alla televisione. E’ la fede in cui rifugiarsi per non guardare lo schifo che ci circonda e assumere il coraggio di far qualcosa per cambiare le cose.

Ci pisciano in testa e ci dicono che piove, recita un detto popolare; qui ci sono tante persone che per 80 euro sono disposte a credere che il piscio si sia trasformato in acqua di fonte. Ma il popolo No Tav conosce la differenza.

Mentre lo “stato” racconta in televisione che la talpa procede a perforare la montagna alla velocità di 30 metri al giorno (ma quando mai!) e che il si appresta a chiedere il 40% dei finanziamenti all’Europa (finanziamento dichiarato impossibile già da un paio di anni) e forze antidemocratiche sognano una perenne guerriglia sullo stile dei fatti di Genova per sopprimere il movimento, i No Tav sfilano, sempre festosi, sempre sorridenti. Chissà che la vista di questi sorrisi non regali barlumi di consapevolezza nel paese della menzogna eletta a principio fondamentale.