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Tav e pacificazione?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento di Dario Fracchia, sindaco di S. Ambrogio di Susa

L’arresto del massimo funzionario responsabile delle grandi opere pubbliche in Italia è la triste conferma che queste, in Valle di Susa compreso, non rispondono a criteri di priorità e urgenza basati sui reali bisogni dei cittadini e del territorio, ma ad interessi di pochi gestiti da grandi funzionari di Stato e politici corrotti, in una stretta commistione tra pubblico, privato e malavita ai danni della collettività.

Questo è il denominatore costante di tutte le indagini che stanno portando alla luce ciò che è sotto gli occhi di tutti: una corruzione così radicata, diffusa e capillare da costituire un vero cancro nella nostra società.

Per chi protesta contro tutto questo è riservato il silenzio stampa, la marginalizzazione, l’indifferenza fino alla repressione più dura: questo in sintesi il film vissuto in Valle di Susa ma anche in tante altre parti d’Italia mentre in pochi si spartiscono il bottino di denaro pubblico fatto di ruberie, corruzione e tagli alla sanità, alla giustizia, all’edilizia scolastica, al risanamento del territorio, al trasporto pendolare e a tutti i servizi in generale sempre più ridotti e di scarsa qualità. E per cambiare direzione in modo radicale non bastano certo i vecchi slogan “lo vuole L’Europa”,” abbiamo un finanziamento del 40% europeo” ( sempre soldi nostri!)  fino alla proposta dell’ultima ora di “pacificazione”: ma pacificazione da cosa? e con quale percorso? Ho una proposta pratica e di merito da avanzare per una vera pacificazione. Per quanto riguarda il merito, l’obiettivo deve essere quello di ristabilire quel patto fiduciario tra Istituzioni e Cittadini, fondamentale per ricostituire un tessuto sociale sano, ma incrinato in modo grave e preoccupante dalla corruzione dilagante, con un’azione di Governo decisa sulla corruzione di Stato con il solo modo possibile: azzerare gli incarichi di quei vertici che si sono dimostrati infedeli con un totale rinnovamento dei funzionari ed una giustizia rapida ed esemplare per chi ha rubato.

Per quanto riguarda il percorso, questo deve essere ben più serio,impegnativo e corposo di un semplice ritiro dai processi da parte di Ltf: un tavolo politico con la Presidenza del Consiglio dove discutere sui numeri e sulle priorità dei cittadini italiani, sui costi/ benefici dell’investimento, sulla possibilità, senza né vincitori né vinti se non il buon senso e l’interesse generale, di sospendere ciò che oggi non è una priorità a favore di ciò che più urge, con semplicità, pragmatismo e senza pregiudizi.

Solo gli sciocchi non cambiano idea e non ritornano mai sui propri passi: tornare indietro da scelte insensate è possibile e virtuoso e nella Corte dei Conti Francese abbiamo già un alleato potente ed autorevole.

Da anni aspettiamo e chiediamo il ritorno della politica in questa vicenda, diventata il paradigma dell’Italia che spreca  e non funziona: attendiamo collaborativi, tenaci, caparbi e fiduciosi!

Dario Fracchia, Sindaco di Sant’Ambrogio

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