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Udienze, la giornata delle giornate

Quando le coincidenze non sono a caso, l'attacco al movimento si concretizza nella giornata di domani con tre udienze.

di Valsusa report

27 marzo 2015. Prima o poi doveva arrivare, una giornata piena, non che altre siano meno pullulanti di udienze, se ne sono viste una al mattino e una al pomeriggio, se ne sono viste una al Tribunale di ed una in contemporanea alla maxiaula del carcere di . Ma così non era mai successo, tre udienze in due ore, 54 persone da colpire penalmente.

Si inizia alle ore 10, puntuali, maxiaula 3 un lungo corridoio dove a metà c’è l’entrata, sul banco degli imputati gli antirazzisti di Torino che parteggiano per il movimento , giornata dedicata alle arringhe difensive di questa seconda tranche. In contemporanea aula 44, un pò più avanti, i reati contestati vanno da violenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso, al danneggiamento, travisamento, e poi la violazione dell’ordinanza prefettizia sull’accesso a quei terreni in quei giorni (cosiddetta “zona rossa”), si ascolteranno i testi dell’accusa per capire gli avvenimenti degli scontri dell’8 dicembre 2011 che hanno portato alle imputazioni dei PM. Così narravano su un sito del movimento “ogni giorno di lotta del movimento è un ulteriore tassello di opposizione popolare, ogni mossa della trasversale lobby del tondino e del cemento è – che riesca o meno (…) – altro segmento organizzativo della controparte da andare a Udienza tribunalesmascherare e rovesciare”, quasi una premonizione se si pensa oggi all’Operazione Sistema che ha portato in carcere alcuni proponenti.

Ed immancabile al trio un’altra udienza ore 11 aula 52, proprio in fondo al corridoio esterno, vicina all’uscita secondaria del Tribunale “Bruno Caccia” di Torino. I reati contestati danneggiamento di due betafence due giorni dopo i fatti dell’otto dicembre 2011 detti prima.

La tripletta di udinze fa subito pensare alla capacità giudiziaria nell’intervento del ripristino della legalità, oramai sono più di mille gli imputati e centinaia i procedimenti, qualcuno inizia già a definirlo “il più grande attacco repressivo della storia civile di tutti i tempi”. In effetti non ve ne è storia di altro simile, ed il susseguirsi del ritmo serrato di udienze sta mettendo a rischio la possibilità di giustizia delle altre persone, che ne chiedono la conclusione. E così che per restituzioni dei crediti, per maltrattamenti, per danneggiamenti, i tempi diventano bibblici. che rischiano di vedere la prescrizione e quindi il colpevole farla letteralmente “franca”, si pensi alle persone che denunciano delle minacce come possano essere sicure ogni giorno, varrebbe la pena ogni tanto di posticipare i dei No .

Dalla valle dei ribelli giunge una voce “speriamo che anche per gli indagati delle operazioni minotauro, colpo di coda, san michele, sistema siano così solerti, altrimenti lì non va in carcere nessuno”.

V.R. 26.3.15