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Nucleo Investigativo Speciale Scomparsi (N.I.S.S.) un disegno di Legge

Da approvare alla Camera, un Decreto Legge per la costituzione del Nucleo Investigativo Speciale Scomparsi (N.I.S.S.) votato e approvato dall'ARS.

di Daniela Giuffrida.

Maiorana Famiglia

Antonio e Stefano

“Esiste in una “” CHE PENSA E CHE FA, una che Vuole emergere. Siamo NOI che riscatteremo questa terra. Un DDL di questa importanza afferma non più l’antimafia di passerella ma LA LEGALITA’ VERA, il traguardo ormai è visibile: La “Trinacria” non può che vincere.”
A parlare è l’architetto Rossella Accardo, palermitana, madre di Stefano e Marco Maiorana, due giovani misteriosamente, del secondo si conosce soltanto la terribile fine mentre del primo, scomparso insieme al padre, non si sa nulla di certo.
Da diversi giorni le ruspe dell’esercito svolgono attività di scavo in una zona incolta di contrada Serracardillo a Villagrazia di Carini (PA), su disposizione del PM della DDA Roberto Tartaglia, alla ricerca dei corpi dell’ imprenditore Antonio Maiorana e del figlio Stefano, scomparsi il 3 agosto del 2007.
I fatti sono noti. Tutto inizia ad Isola delle Femmine (Palermo), dove Antonio Maiorana, si trova per sovraintendereil cantiere della Calliope Immobiliare, un’impresa edile della quale lo stesso Maiorana è consulente e della quale detiene il 50% delle quote, intestate però alla propria compagna (Karina Gabriela André).

Quel 3 agosto Stefano Maiorana, il 22enne figlio dell’imprenditore, giunge in cantiere prima del padre e si reca con l’altro socio a prendere un caffè. Rientrato in cantiere, sopraggiunge il padre Antonio (47enne al momento della scomparsa), in scooter, intorno alle 7 e 15, padre e figlio si allontanano dal cantiere a bordo della Smart, dicendo al capocantiere che sarebbero tornati dopo mezz’ora.

Invece non torneranno più: la Smart bianca dei Maiorana viene ritrovata all’interno del parcheggio dell aeroporto di Punta Raisi.

Inizialmente si teme che padre e figlio siano rimasti vittime della “lupara bianca”, ma le indagini degli inquirenti scandagliano la vita di Antonio Maiorana, analizzano a fondo i suoi affari e tutto ciò che intorno a questi gravita e, infine, concludono sia concreta la possibilità che padre e figlio siano scomparsi per questioni legate ad affari interni della società.

Mentre gli inquirenti indagano, l’ex moglie del Maiorana, l’architetto Rossella Accardo ed il figlio Marco, si dedicano interamente alle ricerche.

Nel gennaio 2009 Marco Maiorana, vola giù dal settimo piano di un edificio palermitano.

Marco Maiorana

Marco Maiorana

Rossella Accardo, madre dei due ragazzi non si è mai arresa e non ha mai cessato di sperare in un miracolo anche se adesso, di speranze, le dichiarazioni del pentito di mafia Vito Galatolo ne lasciano ben poche. Le indicazioni del pentito, infatti, se da un lato hanno costretto gli inquirenti a riaprire le indagini sulla scomparsa dei due imprenditori, dall’altra portano dritto in quel tratto di contrada Serracardillo, dove i due Maiorana sarebbero stati sepolti e dove le ruspe dell’esercito stanno alacremente scavando.

Non ha mai cessato di sperare, ma neanche di  lottare, Rossella Accardo, madre coraggiosissima e testarda figlia della sua terra, da anni lotta perché la società civile si impegni alla costituzione di un NUOVO CORPO INVESTIGATIVO che coinvolga le Forze dell’Ordine unificate (Poliziotti e Carabinieri insieme) nonché i Volontari facenti capo ad Associazioni no profit e ad organici quali la Protezione Civile. A lei, raggiunta telefonicamente, ne chiediamo i motivi.

D. Quanto è importante il fenomeno degli scomparsi, in Italia?

R. “Sono più di 27 mila gli scomparsi in Italia in 40 anni, dei quali più di un terzo sono minori, questo secondo l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo. In Sicilia sono 2.648 le , dal 1974 ad oggi. Molti di loro, in questi anni sono sicuramente morti, una minima percentuale riguarda gli scomparsi perchè affetti da Parkinson, da Alzhaimer o da “Disagio psicologico” in senso lato e, sicuramente  ancora più bassa è la percentuale degli scomparsi per “LIBERA SCELTA”….tutti gli altri…”

D. Cos’è il “Progetto Verità” e cosa vi proponete attraverso questo?

R. “Io ritengo sia assurdo – afferma l’Accardo – che, denunciando la scomparsa del proprio caro presso una stazione dei Carabinieri, si sia impossibilitati a replicare la denuncia presso una sede di Polizia. Il “Progetto Verità” nasce a fronte della mia esperienza personale che vede il coinvolgimento dei familiari di tanti altri siciliani “scomparsi” affinché possano dotarsi di strumenti legislativi adeguati e mezzi più efficaci per la ricerca dei loro cari. A questo gruppo, nato per aggregazione spontanea dei suoi componenti ,in quest’ultimo anno si sono aggiunte altre associazioni come l’Associazione Penelope, l’Aices ed altre”.

D. In cosa consiste la vostra proposta?

R. “La Nostra proposta verte al controllo del territorio ed alla prevenzione, ma in ambito regionale. Chiediamo la costituzione di un  Speciale, dotato di personale e strumentazione d’eccellenza, che si attivi immediatamente e in maniera adeguata, in caso di scomparsa.”

“Abbiamo le carte in regola per richiederlo – continua l’architetto Accardo – mi riferisco a quanto enunciato nella Carta Costituzionale della Regione Siciliana, nonché Statuto Autonomo Siciliano. Le spiego, l’Art.31 dello Statuto Autonomo Siciliano ci conferma che la Polizia, in terra di Sicilia, non dipende dal Ministro degli Interni italiano ma dal Presidente della Regione Siciliana sia disciplinarmente che per l’impiego e l’utilizzazione della stessa.

Infatti in questi termini, l’Art.31 recita quanto segue : “al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente regionale a mezzo della Polizia di Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello stato. Tuttavia il governo dello stato potrà assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del governo regionale, congiuntamente al presidente dell’assemblea e, in casi eccezionali, di sua iniziativa qualora fossero compromessi gli interessi generali dello stato e della sua sicurezza.”

D. Come contate di muovervi?

R. “Finora le Famiglie sono state affidate al “fai da te”. Io lavoro da anni a questo progetto, partiti dall’Art.31 del nostro statuto e facendo riferimento all’art. 12 (Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi mediante presentazione, da parte di almeno diecimila cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Regione, di un progetto redatto in articoli), abbiamo cominciato a raccogliere firme nei vari comuni isolani ed è anche grazie al contributo di ANCI SICILIA, che ha inviato ai 390 Comuni siciliani il modulo per la raccolta firme ed il manifesto con i volti dei siciliani scomparsi, che siamo riusciti ad ottenere il confronto con la Commissione Antimafia e l’incontro con il Vice presidente della stessa Commissione, Totò Cordaro, il quale ha fatto accelerare il processo. Con l’Art. 18 ( L’Assemblea regionale può emettere voti, formulare progetti sulle materie di competenza degli organi dello Stato che possano interessare la Regione, e presentarli alle Assemblee legislative dello Stato), abbiamo presentato la LEGGE VOTO che l’ ha approvato il 3 marzo 2014. Adesso trovasi alla Camera, affinché diventi LEGGE NAZIONALE”.

D. L’Assemblea Regionale Siciliana, dunque, si è schierata al fianco dei familiari delle persone scomparse.

R. “Si con 68 voti favorevoli i deputati di Sala d’Ercole hanno approvato il disegno di legge per la costituzione del Nucleo Investigativo Speciale Scomparsi (N.I.S.S.).

D. Crede esista la possibilità che quanto da voi richiesto possa diventare realtà “vera” ?

R. “Mia cara – risponde la Accardo – c’è una SICILIA CHE PENSA E CHE FA, c’è una Sicilia che Vuole emergere. Siamo NOI che riscatteremo questa terra. Un DDL di questa importanza afferma non più l’antimafia di passerella ma LA LEGALITA’ VERA, il traguardo ormai è visibile: La “Trinacria” non può che vincere.

(D.G. 10.08.15)