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“Non carico le carrozzine” e Pancalli resta a terra. Tassisti nell’occhio del ciclone

Luca Pancalli, dirigente sportivo paralimpico, in riunione a Torino è stato costretto a fare i conti con il “no” del tassista

di Simonetta Mitola.

In inglese si dice misunderstanding. In italiano “incomprensione”. E’ quello che potrebbe essere successo fra Luca Pancalli, numero uno nazionale del Comitato Paralimpico, e il tassista che ha rifiutato di dagli un passaggio. Martedì 15 settembre il dirigente sportivo era a , in Comune, dove ha avuto luogo la giunta del Coni. Al termine si è recato a prendere un taxi, di fronte al Municipio, ma è stato costretto a fare i conti con il «no» del tassista. La sua assistente ha raccontato «Il presidente è una persona con un buon carattere e si è abituato a situazioni del genere». Il dirigente sportivo si è così diretto verso un altro taxi, che non ha fatto obiezioni e lo ha accompagnato a destinazione.

Che cosa può essere successo? Come mai un tassista ha rifiutato una corsa ad un disabile? Grande il clamore mediatico. Giovanni Malagò, presidente del Coni, allibito stenta a credere che possa essere successo davvero. Piero Fassino, sindaco di Torino, ha espresso piena solidarietà a Pancalli portando le scuse della città. Nazaro Pagano presidente dell’Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) parla di episodio grave e inaccettabile. Carlo Rienzi presidente del Codacons chiede il ritiro immediato e definitivo della licenza, considerata la gravità dell’atto e la possibilità di reiterazione di comportamenti illegali.

federico rolando da TaxistoryPer capirne di più, abbiamo parlato con Federico Rolando, portavoce della categoria Taxi Torino e vice presidente Piemonte sindacato nazionale Uritaxi:

Se c’è stata una leggerezza nel comportamento, come categoria abbiamo chiesto scusa e le scuse sono state riferite a Pancalli che le ha accettate. Probabilmente c’è stato un difetto di comunicazione o un equivoco. Anche Pancalli ha minimizzato, è un piccolo episodio che non inficia la visione che ha della categoria taxi”.

Gramellini, nel Buongiorno su La Stampa di oggi (18 settembre) riferisce “La vicenda del tassista torinese che si rifiuta di prendere a bordo il padre dello sport paralimpico Luca Pancalli per non sporcare il suo prezioso cofano con le ruote della carrozzella suona talmente estrema da costringerci a indirizzare le riserve di compassione verso la parte più debole. Il tassista”. Che cosa ne pensa?

Innanzitutto come si sono svolti realmente i fatti è ancora in fase di accertamento. Stiamo aspettando di conoscere le evoluzioni del caso, di cui si stanno occupando le commissioni disciplinari interne e il nucleo taxi della polizia municipale. Siamo in attesa degli sviluppi, ma mi metto anche nei panni di un lavoratore che per trent’anni ha svolto dignitosamente il proprio mestiere e voglio citare una frase di Luigi Ciotti “nessuno tocchi Caino”.

Nei confronti della categoria tassisti, secondo lei, c’è un accanimento dei media?

Dopo le liberalizzazioni di Bersani del 2006 siamo diventati bersaglio dell’opinione pubblica. Sono 10 anni che la categoria è sotto assedio, senza motivo, e ci viene dato poco spazio e diritto di replica. Siamo stati strumentalizzati. La grossa responsabilità dei media è quella di averci fatto odiare. Ultimamente le cose sono cambiate, ci siamo dotati di persone che cercano di avere diritto di replica ma siamo ancora lontani dall’obiettività nei nostri confronti”.

Come vive la vostra categoria in questo momento storico?

Torino è una città in ginocchio, da tutti i punti di vista. Vivo su un taxi, che è il mio osservatorio, e colgo il disagio della città. La produzione industriale azzerata e la disoccupazione altissima costituiscono un humus fertile per lavori in abuso. Il tassista è quello che ha patito maggiormente: se già prima, per una certa mentalità sabauda, era considerato un lusso prendere taxi, adesso è ancora peggio. Noi ci assestiamo sulle 5-7 corse al giorno, come media, a fronte di una pressione fiscale del 66%. E’ terribile, da un lato assistiamo a un continuo innalzamento di tasse, dall’altro lato ad una continua diminuzione di volume del lavoro. E’ proprio in questo contesto che nascono più facilmente attività non legali o border line. Coloro che hanno creato la crisi mondiale sono gli stessi che ci stanno facendo business.

E allora parliamo di Uber, il 16 settembre, a Bruxelles, un migliaio di autisti soprattutto francesi, spagnoli e britannici hanno protestato provocando la chiusura dell’autostrada verso l’aeroporto per tre ore. Un problema non solo italiano ma anche europeo?

La reazione a livello europeo è per capire se il taxi è ancora un servizio pubblico, tutelato dagli Stati sovrani, o se iniziare una stagione di lotta.”

A fine maggio 2015 il tribunale di Milano ha disposto il blocco di Uber Pop per concorrenza sleale, l’applicazione è stata sospesa davvero o l’inibizione del tribunale non viene considerata?

Certo, il blocco è reale. E’ stata disposta anche la pubblicazione della sentenza sul sito web. Due sentenze e un rigetto di un ricorso sono due elementi significativi.

E’ stata approvata anche una legge regionale secondo cui Uber è abusivo?

La legge esisteva già ed è stata integrata. Due articoli del codice della strada, che prevedono requisiti specifici per il trasporto privato, sono stati integrati, integrazione naturale che secondo i legali di Uber è incostituzionale. Lo Stato italiano ha impugnato la legge regionale di fronte alla Consulta, ma la regione difenderà la sua legge. Lo Stato sostiene la libertà di concorrenza, ma una sentenza li ha già considerati concorrenza sleale.

Dopo Uber, ci sono già nuovi nemici da sconfiggere? Parlo nuova app Letz-go sbarcata in città che si definisce carpooling urbano istantaneo.

Loro sostengono di essere un carpooling ma, anche in questo caso, chi di dovere sta approfondendo. Se è vero che si tratta di un carpooling etico, tutti devono concorrere dando una parte di rimborso spese e quella cifra viene pagata a monte. BlaBlaCar controlla che il guidatore non pretenda di più di quanto preventivamente prefissato, altrimenti viene estromesso. Tutto quello che esula dal semplice rimborso spese e vede l’uso di carte di credito fa sospettare che non sia carpooling. Il nostro obiettivo, comunque, era integrare la legge regionale e renderla forte, e questo è stato fatto.

Per chiudere, torniamo alla questione Pancalli, il Codacons chiede il ritiro della licenza al tassista. Che cosa ne pensa?

Non spetta a Rienzi giudicare. Per il momento gli organi preposti stanno facendo gli accertamenti del caso e, a seconda della gravità dell’eventuale mancanza, saranno presi i dovuti provvedimenti. Capisco l’onda emozionale ma è una questione di equilibrio. In medio stat virtus.

(S.M. 18.09.15)

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