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Saitta fuochi d’artificio sugli inceneritori…

L'assessore alla Sanità Piemontese Antonio Saitta regala un'altra delle sue "perle" politiche, questa volta sull'inceneritore di Vercelli negando gli studi.

di Bruno Garrone..

Saitta continua a dare il meglio di sé offrendo squisite nuove frontiere sulla sanità. “Se a Vercelli e dintorni aumentano i tumori del 400% la colpa è anche degli agricoltori che bruciano le stoppie!“. Non è una battuta, raccontano i consiglieri del in Regione, ma sono le affermazioni dell’assessore alla Sanità del .

Il culmine, secondo il comunicato dei cinque stelle, Saitta lo raggiunge parlando dell’inceneritore di Vercelli affermando che è confermata “la costante e sostanziale regolarità rispetto ai limiti normativi delle emissioni”. Falso tuonano i pentastellati, i risultati di uno studio diffuso alcuni mesi fa affermano esattamente il contrario; e specificano nel dettaglio :

Per quale motivo nel nuovo tavolo di lavoro sull’inceneritore di Vercelli non sono previsti tutti gli estensori del precedente studio? Perché il principale responsabile di quello studio è stato allontanato dall’incarico in ARPA Vercelli? Lo si ritiene in qualche modo “scomodo” solo per aver messo nero su bianco che a Vercelli e dintorni si muore per colpa dell’inceneritore?

Questi interrogativi, uniti alle sconcertanti dichiarazioni dell’assessore che cerca di “buttare acqua sul fuoco”, disegnano uno scenario inquietante. Saitta, al posto di fare il “pompiere”, dovrebbe impegnarsi a valutare la reale incidenza dell’inceneritore sulla salute dei vercellesi. Invece arriva quasi a contestare i numeri contenuti nell’indagine, manco fosse un epidemiologo di fama mondiale.

Quella illustrata due mesi fa è stata un’indagine elaborata e complessa – figlia del progetto Moniter, rivolto agli inceneritori più importanti d’Italia – i cui metodi hanno restituito la certezza degli effetti sanitari sulla cittadinanza. Anche l’Università del Piemonte Orientale ha validato metodo e modello. Guarda caso solo l’Asl di Vercelli (i cui vertici sono nominati proprio dalla politica regionale) ha ritenuto di dover approfondire i risultati. Restiamo in attesa dei risultati del tavolo, ma non nascondiamo il nostro scetticismo a riguardo.

Gli  obiettivi del Progetto Moniter:

Il progetto si pone l’obiettivo di uniformare le metodologie di monitoraggio ambientale degli impianti di incenerimento rifiuti, di acquisire nuove conoscenze relative alle caratteristiche qualitative e quantitative degli inquinanti emessi dagli impianti e presenti in nonchè di valutare, con approccio omogeneo, lo stato di salute della popolazione esposta alle emissioni degli inceneritori di rifiuti solidi urbani in esercizio nel territorio regionale. Un ulteriore obiettivo del progetto è quello di definire i criteri di effettuazione della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) di eventuali futuri impianti, alla cui stesura forniranno un indirizzo i risultati e i prodotti intermedi del progetto. Il progetto dovrà inoltre curare gli aspetti della informazione e comunicazione partecipata con la popolazione e i suoi organismi di rappresentanza. In generale i risultati del progetto offriranno indicazioni:
− alla Pubblica Amministrazione, per i fini della programmazione del territorio e l’eventuale azione di mitigazione dell’impatto degli impianti esistenti; − agli organismi pubblici di controllo (Dipartimenti di Sanità Pubblica delle ASL e ARPA) per rendere più efficace la loro attività di controllo e di tutela della salute pubblica e per indirizzare la loro attività di espressione di pareri in sede di autorizzazione a nuovi impianti o alla loro modifica;
− alle associazioni dei cittadini, che già in passato hanno manifestato ampie preoccupazioni per la presenza di varie tipologie di impianti di smaltimento rifiuti, per fornire loro maggiori evidenze con cui confrontare tali preoccupazioni;
− al mondo scientifico, a cui i risultati di studi ampi, condotti con metodologia appropriata, possono fornire evidenze non solo relativamente alle caratteristiche e agli effetti delle esposizioni complessive dovute agli impianti in questione, ma anche informazioni aggiuntive su caratteristiche ed effetti di singoli inquinanti di particolare interesse tossicologico
.

Dal sito dell’Arpa di Vercelli alcune indicazioni significative della relazione sullo studio epidemiologico sull’inceneritore di Vercelli cui si fa riferimento:

[…] Nel 2014 è iniziato uno studio epidemiologico sugli effetti sulla salute dell’inceneritore, reso possibile grazie ad un progetto CCM del Ministero della salute. Lo studio è stato coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia e Salute ambientale dell’Arpa Piemonte, in collaborazione con il Dipartimento Arpa di Vercelli, i Comuni di Vercelli ed Asigliano Vercellese e l’Asl di Vercelli (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica). […]

[…] Lo studio epidemiologico aveva l’obiettivo di studiare i possibili effetti sulla salute, con particolare riferimento ai dati di mortalità e morbilità (ricoveri ospedalieri) per alcune cause correlabili alla residenza in prossimità dell’impianto di incenerimento dei rifiuti, basato sulla storia residenziale dellapopolazione nei comuni di Vercelli e Asigliano con un follow-up di mortalità e morbilità dal 1.1.1997 fino al 31.12.2012 (15 anni). L’esposizione dei residenti nell’area interessata dalle emissioni dell’impianto è stata stimata attraverso modelli di dispersione, rafforzati da dati provenienti da campagne di campionamenti ad hoc. […]

[…] I risultati della mortalità mostrano rischi significativamente più elevati nellapopolazione esposta per la mortalità totale, escluse le cause accidentali (+20%). Anche per tutti i tumori maligni si evidenziano rischi più alti tra gli esposti rispetto ai non esposti (+60%), in particolare per il tumore del colon-retto (+400%) e del polmone (+180%). Altre cause di mortalità in eccesso riscontrate riguardano la depressione (rischio aumentato dell’80% e più), l’ipertensione (+190%), le malattie ischemiche del cuore (+90%) e le bronco pneumopatie cronico- ostruttive negli uomini (+ 50%)

I risultati dell’analisi dei ricoveri ospedalieri sono stati utilizzati per calcolare l’incidenza di patologie correlate considerando solo il primo ricovero. Dall’analisi emergono dei risultati che confermano molti dei rischi emersi dall’analisi dei dati di mortalità: rischi aumentati per il tumore del colon-retto (+35%), depressione (+10%), ipertensione arteriosa (+20%). Anche per le bronco pneumopatie cronico- ostruttive i rischi sono aumentati nello stesso modo (+12%).

Alcuni risultati sono significativamente aumentati solo nelle analisi di morbilità: rischio più alto di ricovero per diabete (+10%), per le malattie degenerative del sistema nervoso centrale (con il 10-20% di aumento del rischio). Rischi aumentati sono stati trovati anche per le patologie epatiche croniche e cirrosi (+30%).

I risultati ottenuti sono simili ai risultati di altri studi epidemiologici condotti in passato su inceneritori di vecchia generazione, che avevano evidenziato eccessi di rischio per tutti i tumori, per tumore del colon retto, per il tumore del polmone, per i linfomi, per le malattie ischemiche cardiache, per le malattie respiratorie.

(B.G. 18.09.15)