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I No Tav festeggiano. Il PD in difficoltà e il M5S porta Di Battista.

8 dicembre 2005 - 8 dicembre 2005 I No Tav festeggiano con una marcia tra Susa e Vanaus la ricorrenza con la partecipazione dei sindaci.

di Davide Amerio.

Erano davvero in tanti a marciare questo 8 dicembre. Il numero? Poco importa. Chi c’era ha visto la fiumana di gente che ha occupato e tutta la statale 25 dal cimitero all’incrocio con la deviazione per . Gente della Valle, ma anche da fuori. Un lungo corteo pacifico con i bambini in prima fila.

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Presenti numerosi con i gonfaloni dei comuni portati dai vigili urbani o esposti sul camion che teneva il passo della marcia. Tanti gli striscioni a ricordare la lotta di una Valle che resiste alla politica dello sperpero del denaro pubblico e all’aggressione dell’ambiente. Tantissime le bandiere che sventolavano e persino i cani portavano il fazzoletto al collo.

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Il corteo ha occupato e bloccato pacificamente Susa; qualche applauso dalle finestre da parte di cittadini che osservavano il popolo festoso con canti e musica. Non è mancato il “saluto” dei No davanti all’Hotel Napoleon, l’albergo delle Forze dell’Ordine. Ma era tempo di festa e arrivati a Venaus, al presidio, migliaia di persone si sono riversate nei prati per trascorrere una giornata insieme; per ricordare la vittoria del 2005 quando la popolazione obbligò i militi ad abbandonare il cantiere (qui un estratto della storia).

Ma la giornata evidenza anche la crisi politica del in Valle. Matteo Renzi, quando era in corsa per le primarie del , si dichiarava contrario al Tav perché inutile; poi vittorioso e portato agli onori della Presidenza del Consiglio senza il voto popolare, cambiava idea e l’opera tornava a essere “strategica”. Proseguiva la politica delle “compensazioni” (ovvero il “ricatto” dello Stato nei confronti delle amministrazioni: ti dò i fondi per fare ciò che dovresti normalmente fare solo se li accetti come compensazione per il Tav), della “pacificazione”, dei tavoli inutili con il ministro Del Rio, dell’ipocrisia dell’osservatorio sul Tav per il quale è in corso una emorragia di comuni che escono.

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Nessuna pacificazione in valle. Nessun popolo che si arrende o accetta compromessi. Sindaci, molti dei quali dello stesso PD, che si dichiarano contrari al Tav senza se e senza ma, nonostante alcuni loro predecessori siano stati silurati dal partito in anni non lontani per la loro posizione contraria alla linea ferroviaria. Se per il governo nazionale non esiste “l’opzione zero” sul Tav, in valle, per il popolo No Tav, esiste solamente l’opzione zero!

A ribadire questo concetto, in difesa del popolo valsusino, un ospite politico inaspettato: Alessandro Di Battista parlamentare del . L’abbiamo intervistato (vedi nella sezione interviste) e il suo messaggio è chiaro: il Tav è inutile, costoso e dannoso; uno spreco, mentre ci sono zone d’Italia nelle quali occorrono due ore e mezza per fare 50 chilometri in treno.

Il popolo No Tav si è ritrovato e si è riconosciuto più forte che mai; certo delle proprie ragioni nonostante la militarizzazione della valle e i processi che continua a subire nelle aule dei tribunali. Nonostante le richieste di risarcimenti da parte delle aziende che lucrano sui lavori e nonostante un’informazione nazionale servile e scorretta.

A sarà dura!

(D.A. 09.12.15)