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MUOS: una commedia tragicomica all’italiana

La vicenda del Muos si dipinge di tratti comici se non fosse drammatica la situazione per i rischi alla salute degli abitanti della Sicilia.

di Daniela Giuffrida.

Si è consumato ieri l’ennesimo atto di quella pseudo commedia “all’ italiana”, che tale potrebbe apparire se, gli effetti paventati da tecnici e studiosi sul “pubblico pagante”, non rischiassero di diventare drammatici nel breve e nel lungo termine e se, quel pubblico, non rischiasse di pagare un prezzo troppo alto, a danno della propria incolumità psico-fisica.
I protagonisti li conosciamo bene: quattro Ministeri dei quali, uno, figura essere parte in causa a fianco di una nazione straniera, ospite indesiderata in un territorio che non gli appartiene; ed altri tre, rappresentati da “tecnici” certamente imparziali, affiancati da due esperti, certamente imparziali, sebbene “partoriti” da enti statali anche loro, perchè tali sono Universita’ e CNR.

Gli antagonisti? Tecnici e scienziati di fama internazionale, un team di legali preparati ed affidabili ed una popolazione siciliana che non vuole rischiare la salute dei propri figli soggiacendo, muta e passiva, sotto il peso delle responsabilità di altri Ministri compiacenti e collusi con i poteri forti di uno Stato comunque assente, visto che secondo i padri costituzionalisti, in uno Stato democratico, il popolo è sovrano.

La trama di questa commedia a fosche tinte, ha per oggetto un fantomatico “processo” contro l’incolumità (voluta ad ogni costo), della popolazione di una vasta zona della centro meridionale che, intorno alla sughereta di , viveva pacifica e serena fino a pochi anni fa, fino a quando, cioè, qualcuno non decise che la posizione geostrategica di quella porzione di mondo era fondamentale per la “difesa dello Stato”, ma di quale Stato non è dato sapere. Di fatto, quella porzione di terra, da pacifico paradiso di una agricoltura d.o.c. è stata trasformata in un obiettivo strategico ad uso e consumo di nemici (SIC!) sicuramente non propri.

Ciò che è andata in scena, negli ultimi giorni è sicuramente la parte più buffa di tutta la storia. In un balletto di responsabilità accennate, richieste e rifiutate, di misure impossibili da misurare, Verificazioni impossibili da Verificare, perchè rischiose per la popolazione, perchè l’attrezzatura non è stata preparata dall’ARPAS, perchè tanto la US-NAVY ha bell’e pronte le misure rilevate nel 2013 e passate dagli americani all’ Istituto Superiore di Sanità, in quell’anno stesso.
Dati sicuramente corretti, imparziali e affidabili che garantiscono l’autenticità di studi approfonditi e misure obiettive!

Tutto bene dunque ma, miracolosamente e giusto in questa fase e non prima, salta fuori “l’assenza” di un documento che di per sé renderebbe banale tutto questo gran calderone di imbrogli, forzature e paradossi: la certificazione “antisismica” non è stato prodotta e non è producibile (a nostro modesto avviso) poiché, se nessuno lo sapeva, tutto il territorio su cui insiste la stazione satellitare NRTF-8 e la stessa città di Niscemi, si trova, secondo il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Zona 2 – ed in questa zona possono verificarsi terremoti “abbastanza forti”: la mancanza di questa certificazione rende l’impianto ancora più abusivo, se fosse possibile, che non la mancanza di VIA che ha condotto al sequestro dell’impianto stesso.

Ci chiediamo cosa si inventeranno gli USA per sopperire a questa mancanza. Parabole color cielo su torrette color argilla potevano andar bene per l'”impatto ambientale” ma per il rischio sismico?

“Si ritorna al punto di partenza – afferma il deputato parlamentare M5S  Gianluca Rizzo – in Italia nessuno si prende la responsabilità di proteggere il proprio territorio e i propri abitanti, continuano a farlo gli americani per noi!  Per questo scriverò al Presidente della Repubblica che dovrebbe tutelare gli interessi di tutti gli Italiani ed intervenire a garanzia della verità e del principio di tutela della salute degli abitanti siciliani”

Il prossimo 23, verrò depositata la relazione dei Verificatori ed i Consulenti Tecnici di Parte nominati da Comitati, Comuni e Associazioni, avranno il loro bel da fare per dimostrare agli esperti del Collegio di Verificazione, l’inattendibilità dei dati e della “buona volontà”, forniti e mostrata, dalla US-Navy.

(D.G. 20.01.16)