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Festival Alta Felici-Tàv di Venaus una lezione alla politica

Terminata la II edizione del Festival della Felicità No Tav a Venaus. Un grande successo di presenze e quattro giorni di emozioni per chi ha partecipato.

di Davide Amerio.

Ieri si  è concluso a , presso il presidio No , la seconda edizione del Festival dell’Alta Felicità. Nei prossimi giorni l’organizzazione darà conto del numero dei partecipanti ma era sufficiente fare un salto a Venaus per rendersi conto del livello altissimo di partecipazione. Si parla di almeno un numero doppio di persone presenti.

Musica, cibo locale e non, buon vino, fiumi di birra e la possibilità di conoscere, per chi avesse ancora dei dubbi, dei motivi che sostengono da 25 anni questa lotta dei No Tav contro le grandi opere inutili e costose. Un’organizzazione efficiente ha accolto i numerosi partecipanti: tanti giovani, ma anche famiglie al completo con figli e amici cani.

Sotto l’imponente cavalcavia che sostiene l’autostrada, con le colonne portanti su cui capeggiano le scritte “” e “No Mafia”, prati coperti di tende da campeggio, una sinfonia di colori di cui si perdeva il conto. Stand gastronomici con le persone che facevano pazientemente la fila in attesa del proprio turno.

Nessun atteggiamento scomposto. Una marea di sorrisi ovunque, gente felice che chiaccherava, sorseggiava una birra all’ombra di un albero, portava a passeggio il proprio cane. Numerose le iniziative per far conoscere agli ospiti la bella valle Cenischia che faceva da contorno a questa festa. In particolare la conferenza stampa nella quale si è parlato della farfalla Zerinzia. Non sono mancate le visite guidate al cantiere di .

Nessun poliziotto, nessuna tenuta anti sommosa, nessun magistrato. A guardare quello scenario di gente felice il pensiero andava a quei titoloni dei giornali che, per decenni, hanno infangato i No Tav, bollandoli come terroristi, insieme a una certa magistratura . Dove sono questi pericolosi soggetti? Sono qui? in mezzo a queste famiglie, a questi giovani ragazzi che chiedono libertà e giustizia per il loro futuro?

Dietro quelle magliette di contestazione, quei piercing, quei capelli a rasta, quei tatuaggi, ci sono ragazze e ragazzi che vogliono un futuro vero, vogliono risposte reali per il domani e non sono disposti ad “integrarsi” nel sistema per diventare consumatori di merci ed essere loro stessi delle merci, poste sul mercato. Chiedono di poter realizzare i propri sogni e hanno capito che una società e una politica corrotta gli nega sempre di più un futuro.

A margine, Venaus ha ospitato mercatini di prodotti locali e non solo, allineati lungo le vie centrali del paese insieme a una gara di intagliatori del legno. Nemmeno i temporali hanno annichilito la festa. Una lezione per la politica che non avrà certo tempo di ascoltare, presa da altri interessi, ma qui, a Venaus, per quattro giorni, si è vissuto un mondo diverso e più felice. 

L’appuntamento è per il prossimo anno, nel frattempo la lotta No Tav prosegue senza cedimenti.

(D.A. 31.07.17)