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Replica di un valsusino al presidente Chiamparino

Dopo la dichiarazione francese sul Tav, ovvero una pausa di riflessione, le dichiarazioni di Sergio Chiamparino, presidente della Ragione Piemonte, indispettiscono i cittadini della Val Susa contrari all'opera.

Contributo di Franco Trivero.

La notizia, comparsa sui quotidiani, ha fatto sobbalzare dalla sedia politici di destra e di sinistra che la la vogliono, a tutti i costi; come tutte le grandi opere rappresenta l’occasione per alimentare il bancomat della mazzetta. Questo è emerso dalle inchieste giudiziarie, sulle grandi opere in Italia sino ad oggi. Il saccheggio di Roma, è bene ricordarlo, è avvenuto con la complicità della destra e del PD. 

La ministra dei trasporti francese Borne annuncia: “Pausa di studio per la tav Torino – Lione“.
Immediatamente sono comparse sui quotidiani le dichiarazioni di alcuni esponenti politici. Nella circostanza mi preme richiamare l’attenzione su quelle espresse dal Governatore della Regione  Chiamparino, che ritiene  “ambigua la definizione della Francia sulla Tav,  auspicando che si faccia chiarezza in fretta…” . 
Manifestando quindi perplessità per la pausa di riflessione annunciata dal ministro dei Trasporti.

Alla domanda del giornalista: “Teme che questo possa risvegliare la protesta?” Chiamparino risponde: “La Tav ha un alto valore simbolico, che è quasi superiore a quello effettivo. E’ chiaro che un qualsiasi battito di farfalle a proposito della Torino-Lione rischia di scatenare una tempesta“.

D.Qual’ è il clima in Valsusa?
R.”Il conflitto ora riguarda una minoranza, nemmeno tutta valsusina. […] mi pare che la maggioranza delle persone, via via che si fanno i lavori, si renda  conto dell’importanza dell’opera e del fatto che non ci sono particolari compromissioni ambientali” . 

La circostanza da parte del sottoscritto, di alimentare la più civile ma ferma e determinata contrarietà all’opera, mi impone di replicare alle sue affermazioni, dott.Chiamparino
È preoccupante per un cittadino accertare, dalle sue dichiarazioni, che il valore simbolico della TAV in Valsusa è ormai superiore a quello effettivo. Così da pregiudicare la possibilità politica, come avviene nella vita quotidiana quando ci si accorge di avere sbagliato, di tornare razionalmente sulle decisioni prese.

Ecco sta’ in questa sua dichiarazione, il rispetto che Lei ha del denaro pubblico.
Ed è nel rispetto del suo ruolo istituzionale, che mi permetto di informarla che la Valle pacificata non è
La storia consegnerà ai posteri la verità di questa lotta popolare, fatta da gente comune che ha rischiato di subire il marchio di “terrorista”. Attraverso un uso spregiudicato della disinformazione di regime.

Cittadini che hanno subito e subiscono violazioni dello stato di diritto, in cui la legge è uguale per tutti fatta eccezione se sei un . Fatti e circostanze sono raccontati bene nel “docufilm Archiviato“.
Persone emarginate o che hanno perso il posto di lavoro. È  ancora viva nella memoria collettiva  la storia di Angela Giordano, un’educatrice delle Vallette che ha avuto l’ardire di indossare una maglietta “No Tav” sul lavoro, mentre faceva terapia con i pazienti,  è stata licenziata.

Una classe politica, di destra e di sinistra, che ha dimostrato in questa muscolare prova di “Democrazia di regime”, contro il popolo NO TAV, una insolenza e una tracotanza grossolane. 
Avete tentato, senza riuscirci, di applicare un regime di “democrazia autoritaria” di emarginazione, criminalizzazione e repressione del dissenso popolare.

Infine come può Lei affermare che “non ci siano compromissioni ambientali“?

Oggi esiste la certezza che l’intenzione sia quella di creare un cantiere diffuso su tutto il territorio. I danni non sarebbero solo ambientali, ma anche per la salute dei cittadini. L’inquinamento dovuto al trasporto di materiali pericolosi e all’inalazione di polveri sottili, il rumore, la devastazione generalizzata di una valle. 
Gli effetti sulla salute, purtroppo, saranno visibili tra molti anni, considerando i tempi di latenza di molte patologie. 

Il bilancio, della nostra lotta popolare,  da presentare alla politica di destra e di sinistra, (ci tengo a questa precisazione, perché il da sempre si è dichiarato contrario all’opera) , si traduce in un manifesto alla “VERGOGNA” !

-VERGOGNA ad una classe politica, che in oltre 25 anni di lotta in Valsusa si è  sempre rifiutata di sedersi ad un tavolo tecnico serio e autorevole, quale è il comitato scientifico del  “Controsservatorio Valsusa“;

-VERGOGNA per avere politicamente ignorato “La sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli” che si traduceva in un atto di accusa alle modalità con le quali l’opera è stata imposta alla popolazione della Valsusa e alla militarizzazione del territorio;

– VERGOGNA per la repressione collettiva e individuale esercitata in questi anni nei confronti delle persone che manifestavano il proprio dissenso; 

-VERGOGNA per aver perso l’occasione di dimostrare al Paese e a noi popolo della Valsusa, che in un momento storicamente critico come questo, le emergenze del Paese sono altre: povertà, disoccupazione, dissesto idrogeologico, aiuti alle popolazioni terremotate,siccità che determina una catastrofe ecologica e ambientale, una rete idrica che fa disperdere oltre il 40% dell’acqua che scorre nella rete… e che la politica avrebbe saputo intercettare, attraverso il suo potere, i bisogni e le necessità primarie delle persone e dell’ambiente per tradurli in fatti. 

Concludo questa mia riflessione con una frase di Paolo Borsellino che scriveva:
“Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento …”

Le  parole di questo messaggio, riassumono la forza e il desiderio di verità e giustizia con cui il popolo NO TAV insieme e con coraggio, ha fatto la ragione della propria lotta, in nome di quella verità negata a favore della menzogna, rappresentata dal progetto TAV in Valsusa.

    Franco Trivero 
    Cittadino NO TAV
     Oulx