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Wallsusa l’arte in Valsusa spiegata con la partecipazione

Un patrimonio svincolato dall'obbligo di entrare in un sito strategico militare, svincolato dall'invadente controllo

di Valsusa Report

Al sono stati tre giorni strepitosi dove la Valsusa, che si oppone al tunnel di base ed alla nuova tratta veloce, ha fatto esprimere artisti di fama nazionale ed internazionale. Il clima molto sociale ha fatto così esplodere la manifestazione svoltasi sui tre giorni. Un primo giorno dove artisti come Zerocalcare, Gilardi, Giuseppe Pipitone e Marco Bailone hanno spiegato la magia del grafito dell’ espressa con le opere.

“La narrazione del conflitto tra , fumetti e Hip Hop” una spiegazione che ha registrato il tutto esaurito ed un attento pubblico nel salone conferenze della Borgata 8 Dicembre a Venaus. Il giorno seguente tutta la carovana si è spostata nel luogo dei murales. Così al via l’espressione degli artisti, che implicitamente e nelle loro opere, si sono dichiarati contrari allo sperpero dei soldi pubblici, alla devastazione di un territorio montano che vive di natura, acqua e coltura contadina.

L’opposizione all’opera

Un’opera definita in valle “il mostro” che se partirà condannerà per sempre queste montagne a corridoio transnazionale ed impedirà di fatto il continuo vivere in armonia con la natura e il paesaggio. “Questo mostro, anche se nascosto in galleria e a detta dei FansTav riduce l’impatto, nella realtà porterà via risorse di vita alla valle, e lascerà solo inquinamento, non sappiamo più come dirglielo. In democrazia questo non sarebbe successo” riferisce la signora accorsa a vedere i murales.

La risposta al sistema TAV

Il sistema TAV, ha da poco fatto dipingere la galleria geognostica per l’accesso alla valutazione della montagna. L’organizzazione dell’evento Wallsusa, gestito con l’insieme delle volontà, delle risorse personali, dell’unicità delle comunità ribelli della Valsusa, ha lasciato sul territorio un patrimonio incredibile e fruibile a chiunque. Un patrimonio svincolato dall’obbligo di entrare in un sito strategico militare, svincolato dall’invadente controllo e perquisizione dell’entrata, svincolato all’invadenza delle credenziali d’accesso, alla pericolosità di un cantiere e alle sue nocività.

Wallsusa resta come una vetrina che si affaccia sulle alpi di confine, un simbolo, una necessità di urlo all’intera umanità, di risveglio. La domenica: “noi saremo sempre qui” il grido che si è fatto corteo. Il popolo che abita la valle con i suoi amici venuti da ogni parte hanno ammirato il bagliore dell’opera murales, lo splendore del significato di ogni vernice applicata con gusto al cemento dell’autostrada quasi a volerla nascondere.

“L’ultimo sfregio alla valle – così dicono i marciatori – fanno bene a nascondere quel cemento, ha fatto chiudere le attività lungo le statali, hanno guadagnato solo loro, ma il TAV non lo fanno”. Una matita che infilza una draga, una cammionetta e una talpa, poi una montagna che prende a calci una draga, un uccellino che prende nel becco un verme con sembianze di tav, un cervo che ferma un tav, una biscia che con la forma di tav azzanna al piede un umano e tanti altri da andare a vedere. Sono liberi di essere fruiti da tutti!

 

V.R. 27.9.17