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Incendi in Valsusa la popolazione interviene

Affiatamento delle persone, i corpi speciali antincendio, il tempestivo apporto di pulizia e di bonifica ha impedito al fuoco di devastare i ricordi, le abitudini, il vivere della gente e delle sue borgate di montagna.

di Report  

L’inizio degli incendi, era domenica 22 ottobre 2017. Il lunadì a incontriamo il fuoco vicino alle case, per tutta la domenica le fiamme avevano già fatto strage del suolo a , gli AIB di Villar Focchiardo “l’abbiamo vista brutta avevamo il fuoco intorno alla casa di Stefano e poi si è diretto alla Borgata Argiasera-Richettera, correva veloce siamo riusciti a deviarlo”. Stefano Milanesi, No Tav dei primi momenti, non se ne è andato dalla borgata, “eravamo in venti, il fuoco ha preso tutto, è rimasto verde solo a dieci metri da casa dove hanno bagnato gli AIB”.

Il fuoco è poi andato su verso le borgate di Falcemagna, Pietra Bianca e Lorano. Si è spostato su Chianocco ed è poi ridisceso verso i centri abitati su un lato e sull’altro ha iniziato a correre verso Susa. Alla mattina il fuoco era su Foresto per ridiscendere la sera sull’Orrido di Foresto fino alle case.

Nella stessa giornata prendeva, dopo averlo spento nella notte della domenica, dinuovo su Caprie proprio a ridosso della Borgata Chiodo e su nelle vallette che portano alle Borgate Campambiardo, Camparnaldo e Celle che ha toccato a tarda serata. Sulla Borgata Chiodo un Vigile del Fuoco ci esprime la stanchezza “il vento è iniziato ieri alle 9 e alle 10 abbiamo avuto la prima chiamata, ieri sera eravamo a Venaria Reale per un tetto e poi ci hanno mandato subito qua. Hanno bloccato i turni per 48 ore, mi sa che non sarà una cosa che si risolve con oggi”.

Intanto un ragazzo della borgata, con in mano una motosega, inizia la pulizia di un tetto della casa abbandonata appena sopra la sua e a ridosso del bosco. Di li a poco il fuoco arriva in borgata, convogliano sul posto persone mezzi AIB e VdF, il cielo si riempie di elicotteri e Canadair che scaricano acqua nel bosco “adesso lo deviamo, il vento è forte, possiamo solo fare questo, teniamo il presidio nelle case pronti ad andare via” si sente dalle loro radio.

QUI il video della giornata

La settimana va avanti così. Il fuoco si alza corre nella montagna, dal basso i turni degli specialisti continuano, la gente fa turni sveglia pronta a segnalare ai propri cari il pericolo. Sulla montagna i primi gruppi di cittadini cercano di salvare i luoghi protetti, spostano foglie tolgono il secco. Gli specialisti non salgono in montagna, sono vicino alle case, l’acqua c’è solo li.

Verso fine settimana il vento spinge gli incendi in giù, il fuoco è sull’abitato di . Il paese collegato con Susa si estende moltissimo in montagna, le borgate alte vengono fatte evacuare. Il fuoco deviato non si ferma scende sull’abitato principale le Borgate San Giuseppe e Marzano alla sera sono cinte dal fuoco. Già il giorno prima e dalla stessa mattina, gruppi autorganizzati durante la settimana di fuoco, si uniscono ad altri più organizzati. In borgata ci sono proprietari, No Tav, AIB e Vigili del Fuoco.

I cittadini liberano i sentieri e le antiche mulattiere dalla vegetazione ormai fitta. “Cosa fate qui? dovete evacuare! ma avete liberato voi il sentiero intorno alle case? Si!! Se torno e vi dico via!! Lasciate subito tutto, chiaro? Si noi restiamo qui, finchè non è ancora arrivato il fuoco”

Un proprietario chiama a raccolta il gruppo dei No Tav, “sta arrivando altra gente come facciamo? Dividiamoci, un esperto del bosco con uno con la motosega e gli altri portano via le ramaglie”. Trattori venuti anche dal Basso Piemonte continuano a fare su e giù per rifornire i moduli e le cisterne per l’acqua, il fronte molto ampio ha necessità di molti mezzi antincendio e l’acqua dopo il periodo di siccità non basta.

QUI il video della giornata

Mompantero viene salvata, i danni si conteranno poi, la Valle di Susa ha dimostrato un’altra volta che l’affiatamento delle persone rende tutto possibile, il tempestivo apporto di pulizia e di bonifica ha impedito al fuoco di devastare i ricordi, le abitudini, il vivere della gente e delle sue borgate di montagna.

V.R. 31.10.17