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Dopofacci, Ugotramballi: non c’è pace per la Val di Susa

Sergio: "come fa l’autrice dell’articolo sul TAP a non sapere che per la realizzazione progetto di gasdotto eurasiatico è pesantemente coinvolta la ‘ndrangheta"

di Claudio Giorno

Non c’è pace!

E’ il 13 novembre, non piove più qui a nordovest, ma tira di nuovo un vento che sferza i versanti e il fondovalle riportando la temperatura vicina a quella dei giorni del grande fuoco…

Come quasi tutte le mattine ascolto primapagina di RaiRadio3. Oggi è il primo giorno di conduzione di de “Il sole24ore”. Interviene in trasmissione  Sergio da Lecce  che esordisce duro dicendo “come fa l’autrice dell’articolo sul TAP  a non sapere che per la realizzazione progetto di gasdotto eurasiatico è pesantemente coinvolta la ‘ndrangheta (lo ha scritto poche settimane fa anche L’Espresso”) e che per approvarlo in UE sono state  pagate sedicimila tangenti per un importo di 3 miliardi di euro?”

Poi aggiunge “Qui in Salento si sta lavorando da mesi senza che ci siano le previste autorizzazioni”. Si qualifica come attivista del movimento e sottolinea che si tratta di un’opera devastante sia sul piano economico che ambientale, che non ci sono garanzie di sicurezza (…) poi afferma che dei quattro gasdotti che interessano l’Italia ne funzionano solo due per l’insufficiente consumo di gas (calato in Europa del 50% negli ultimi anni) e prosegue – pur in estrema sintesi – ad elencare le motivazioni del No che chi ha scritto l’articolo ha ovviamente omesso),

finché il conduttore interviene per la replica di rito,

con tono colloquiale ma senza sconti: “Capisco Sergio, ma non vale solo per la Puglia ma per qualsiasi Regione (…) Constato che tutte le volte che si fanno grandi progetti in Italia avvengono due cose: da un lato c’è il rifiuto di una parte del paese – soprattutto «non nel mio cortile»: fatela dove volete ma non a casa mia (il rifiuto a priori e non documentato su aspetti chiari e precisi a carattere ambientale;  e dall’altro i grandi progetti in Italia finiscono sempre nelle mani della ‘ndrangheta della mafia degli amici del quartierino come se ogni volta che si apre un progetto da noi – diversamente che negli altri paesi «occidentali» – ci saltano addosso «quelli che ci vogliono guadagnare». Come se noi non fossimo mai in grado di fare qualcosa di «moderno» che possa andare bene alla maggioranza della gente, all’economia del paese, e al mondo dell’ambientalismo: In Italia non si può praticamente fare nulla. Che ricorda un po’ l’atteggiamento della Raggi sulle Olimpiadi (anche se non so se Roma avrebbe avuto con i problemi che ha, la capacità di gestire la sua Olimpiade come la stanno gestendo Londra e Parigi)…Però che una cosa non si possa fare perché rovina l’ambiente e perché è una fonte di corruzione lo trovo limitativo di un paese che non vuole guardare al suo futuro come fanno tutti gli altri paesi affrontando ovviamente tutte le problematiche che un grande progetto comporta. Io ricordo da Milanese (anche se ora vivo a Roma) l’Expo: Partita male, ma da una idea geniale con una sindaca di centrodestra che si è spesa tantissimo per organizzarla e poi una giunta di centrosinistra che si è spesa per farla funzionare. Era partita malissimo con la mafia e la ‘ndrangheta poi però a Milano siamo riusciti a farla: perché nel resto d’Italia dalla Val di Susa alla Puglia invece no? Non lo so. Grazie Sergio (forse il ringraziamento è sincero: per avergli – involontariamente – concesso oltre quattro minuti di un filo diretto che ne dura 35)  

Qui il link al podcast per chi vuole ascoltare per credere: con inizio attorno al minuto 11

Aggiungo che l’“articolo Si Tap”  

(ampiamente citato con altro dispendio di tempo nella prima parte dedicata alla lettura dei giornali) era di Paola Tommasi,  tanto per cambiare di “Libero”. La quale si produce in una invettiva degna del Collegafacci contro chi – in Salento – si oppone al gasdotto eurasiatico di cui va ad enumerare tutte le “opportunità & vantaggi” per la Puglia, l’Italia, il vecchio e forse anche il nuovo continente… (Chi sa, appena Oldtrunp tornerà in Italia Il suo “diretur” Vittoriofeltri la incaricherà di chiedergli se non si può approfittare delle fondamenta del muro-promesso tra America e Messico (per difendesi dall’invasione dei latinos) per “annegarci” un tubo per il Gas dell’Amicoputin, cost to cost (Atlantico-Pacifico)…

Oggi è stato un giorno di lotta drammatico in Salento. Mi perdoneranno gli amici No Tap se io mi concentro sulla citazione (a sproposito?) della Val di Susa da parte del Tramballi: Verso cui mi scappano due battute; ma molto serie:

ma li leggete i giornali voi che li scrivete?

Perché proprio sul “suo sole” un mese fa (il 9 settembre) ha pubblicato un articolo che nessuno pretendeva fosse di parte No Tav (non lo è, “non fatele passare un guaio”), ma riporta in buona sintesi le ragioni più recenti di una contrarietà  che dura da trent’anni e che in questo lasso di tempo ha prodotto una documentazione scientifica almeno pari a quella dei proponenti salvo che per una cosa: il costo per i contribuenti: zero cent contro 1 miliardo e mezzo di euro! (Come del resto stanno facendo i Salentini anche se ovviamente da meno tempo).

Qui l’articolo del Sole24Ore

L’altra battuta (amara) riguarda l’intera categoria più che Tramballi: ci avete ignorato per sette dei nove giorni di incendi dolosi (ci piacerebbe sapere appiccati da chi) e devastanti che hanno minacciato la vita, le borgate. distrutto le baite dei nonni e i boschi di nove generazioni, ma se c’è da fare del sarcasmo (infelice) ci inzuppate il cornetto (come dicono a Roma… All’expoMI non so perché non ci sono andato).

P.S. Non si lamenti per la lunghezza della lettera (tanto più che  probabilmente non la leggerà mai): quasi metà delle righe sono la sbobinatura sintetizzata – ma corretta –  della sua lunghissima replica più la sintesi – volutamente estrema – dello sgradevole e “s-documentato”  articolo di Libero da lei letto e all’origine della telefonata di Sergio.

C. G. 13.11.17