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Giaglione. La mancia dei poveri

Un consiglio comunale esemplare nel descrivere la dipendenza dalle pressioni della lobby del Tav sulle comunità locali.

di Fabrizio Salmoni

, serata buia e gelida il 20 Novembre scorso a , avamposto simultaneamente dei No Tav verso il cantiere e dei Si Tav che nelle ultime elezioni hanno ottenuto la maggioranza. Il sindaco , comunista rifondatore in origine, nel 2014 ha fatto un salto mortale all’indietro ed è rientrato, in controtendenza rispetto ai 23 comuni della Bassa Valle, nell’Osservatorio tecnico senza delibera di consiglio. Nel 2012 aveva fatto smantellare il locale presidio No Tav e Rifondazione gli aveva ritirato la tessera.

Viene poi riconfermato sindaco da un corpo sociale in buona parte legato storicamente per mero interesse pecuniario e di sopravvivenza quotidiana alle ditte che governano le grandi opere devastanti il territorio: prima solo Sitaf e Sitalfa poi Ltf e (il consorzio franco-italiano che guida la realizzazione della Torino-Lione).

Diversi assessori e consiglieri di maggioranza sono dipendenti o fornitori di quelle e si comprende quindi l’acquiescenza  per le proposte di Telt contenute nel recente progetto che considera l’allargamento sul territorio di Giaglione per la costruzione di uno svincolo autostradale di servizio al cantiere Tav e per l’allestimento di un’area “temporanea” (almeno 12 anni) di deposito materiali.

Alle spalle di quelle proposte ci stanno le “compensazioni” per le due amministrazioni più direttamente interessate: Chiomonte e Giaglione. Uno scambio sempre rifiutato dai sindaci della Comunità Montana della Bassa valle e dal Movimento.

Questa sera, la minoranza, i consiglieri  , e una agguerrita reduce dalla recente battaglia contro gli incendi a Mompantero, ha presentato una mozione con le osservazioni da opporre al progetto ma l’atmosfera è delle peggiori. Tensione e astio reciproco si toccano con mano soprattutto nelle gelide risposte del sindaco e nel sarcasmo sgradevole del consigliere Brancato che scambia ammiccamenti e sorrisini con un amico nel pubblico ad ogni intervento.

Insomma, l’atteggiamento è “Facciamo quel che vogliamo e se non vi piace va bene lo stesso“,  concetto del resto ribadito apertamente più di una volta. Quelli della maggioranza che non parlano (quasi tutti) sembrano sonnecchiare; il sindaco sbuffa; quell’altro ammicca e sfotte: “Devo dirvelo in inglese?”.

Sono 15 le osservazioni dei tre consiglieri No Tav. Riguardano altrettante criticità che si verrebbero a creare per l’ambiente e l’economia locale. E’ particolarmente disturbante per chi ha vissuto l’opposizione ventennale alla Torino-Lione e gli scontri del 2011 leggere che la Telt si ripropone di “recintare…il Museo e l’area archeologica della Maddalena…per evitare che possano essere danneggiate” quando è documentato che in quei giorni di luglio del 2011 furono le Forze dell’Ordine con i loro blindati a distruggere, forse irreparabilmente, l’area neolitica.

La risposta del sindaco, a fronte delle 15 osservazioni della minoranza, è una paginetta scarsa in cui si offre “responsabile disponibilità collaborativa” a Telt, si richiede “particolare riguardo/accortezza/attenzione/…” (sic) “al rispetto dei limiti di inquinamento, sia da polveri sia acustico…”, si auspica di “valutare accuratamente la realizzazione degli svincoli”autostradali“. In cambio. si chiede la mancia dei poveri: “il ripristino e la manutenzione ordinaria e straordinaria” del percorso storico tra Chiomonte e Giaglione, notoriamente interrotto e già devastato dal cantiere.

Alle rimostranze dell’opposizione che gli legge un suo impegno scritto a sottoporre a confronto pubblico le decisioni, l’ineffabile sindaco Paini, tra una citazione di Gramsci (!) e qualche considerazione sprezzante (“voi siete una fazione“- loro invece no? NdR.), risponde che lui il confronto pubblico lo fa tutti i giorni nel suo ufficio, per strada, al bar. Mozione respinta 8 a 3. Potenza degli argomenti e dei mezzi di persuasione di Telt. 

(F.S. 30.11.2017)

da Maverick