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Sotto il Gran Sasso: Incidenti per errori umani e risposte Infn incredibili

Dopo il comunicato ufficiale dell’Infn nel merito risponde la Mobilitazione

ABRUZZO. Dopo il comunicato dei Laboratori del la Mobilitazione per l’acqua del risponde nel merito delle questioni sollevate.

Gli stessi Laboratori hanno rifiutato di rispondere alle nostre domande comunque pubblicate ieri rilasciando poi a distanza di molti giorni dalla messa in onda della puntata de Le Iene un comunicato per fare chiarezza su alcuni punti sollevati dal servizio di Nadia Toffa.

Qui di seguito il comunicato integrale del Forum:

Abbiamo letto l’ultima nota di ieri dei Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare e, parafrasando un vecchio dilemma, uno si potrebbe chiedere a questo punto se sia nata prima l’acqua o i laboratori.

Ricordiamo che in qualsiasi progetto, anche quello dei comuni cittadini per una casa, è il proponente a dover illustrare agli enti lo stato di fatto e il regime dei vincoli.

Capiamo le enormi difficoltà dell’INFN di spiegare perchè ha clamorosamente omesso negli elaborati progettuali le captazioni, un’informazione dirimente ai fini della possibilità di ricevere le autorizzazioni per SOX.

Crediamo che il passaggio del loro comunicato relativo al fatto che la costruzione dei Laboratori negli anni ’80 possa permettere di non rispettare le norme di legge entrate in vigore nel frattempo sia letteralmente surreale.

In una raffineria, realizzata diciamo negli anni ’50 del secolo scorso, se si deve aggiungere un reparto, si costruisce seguendo le leggi del 1950?

Ma che ragionamento è? Sox è un nuovo esperimento, pianificato dal 2011 per la cui autorizzazione ci si è attivati nel 2014, 8 anni dopo l’entrata in vigore del Testo Unico dell’Ambiente che impone una zona di rispetto di 200 metri in attesa della pianificazione di dettaglio della regione che, come abbiamo denunciato, è a sua volta inadempiente da 11 anni su questo versante.

Il riferimento dell’INFN allo sversamento di diclorometano dell’agosto 2016 è estremamente interessante anche ai fini dell’analisi di rischio per SOX anche se avevamo spiegato nel dettaglio la questione a suo tempo in comunicati e esposti, ricordando che comunque le concentrazioni erano sì inferiori ai limiti per la potabilità ma superiori del doppio ai limiti ambientali del Testo Unico dell’Ambiente.

La sequela di errori compiuti nei laboratori in quel frangente sarebbe tragicomica se non avesse comportato 4 mesi di dichiarazione di emergenza idrica nell’intero territorio teramano. Ricordiamo brevemente (siamo a disposizione per fornire la relazione sull’accaduto del Direttore dei Laboratori Ragazzi ottenuta con accesso agli atti):

  1. operazione avvenuta all’interno in sotterraneo mentre poteva essere svolta esternamente;
  2. avvio dell’attività con lo spettrometro in manutenzione e quindi senza possibilità di evidenziare eventuali perdite come poi è avvenuto;
  3. malfunzionamento della cappa;
  4. mancata comunicazione dell’avvenuto a numerosi livelli visto che ancora a dicembre 2016 la prefettura di L’Aquila, teoricamente addetta a coordinare le questioni della sicurezza dei laboratori, non sapeva nulla dell’accaduto.

Ebbene, quel fatto ci racconta che:

  1. le norme di comportamento possono essere violate dagli operatori;
  2. i macchinari possono funzionare male.

La perdita del diclorometano non si è trasformata in vero dramma solo perchè avevamo a che fare con una piccola quantità di materiale contaminante in partenza nella vaschetta usata per pulire i cristalli. L’impatto è stato abbastanza limitato ma si conferma la fragilità del sistema.

Con SOX e i suoi 5,55 petaBecquerel invece qualsiasi imprevisto o malfunzionamento potrebbe trasformarsi in catastrofe. Per questo l’esempio del diclorometano sta lì a segnalarci proprio l’azzardo di condurre alcuni esperimenti con materiali pericolosi o radioattivi in un luogo del genere mentre altri esperimenti, la maggioranza, sono compatibili.

Lo stesso si può dire con Borexino e LVD con le loro migliaia di tonnellate di Trimetilbenzene e Acqua ragia piazzate in uno dei posti a maggior rischio sismico in Europa. È vero che la captazione nei laboratori è una frazione di quella complessiva ma un incidente grave in uno di questi tre esperimenti potrebbe interessare l’intero acquifero e, quindi, anche le altre captazioni che sono comunque vicinissime.

Rispetto ai confronti con altri incidenti ricordiamo per l’ennesima volta che noi paragoniamo quello che ci interessa al fine di comprendere il potenziale impatto sul territorio e, cioè, le potenzialità emissive nell’ambiente.

Dati ufficiali dell’Agenzia Atomica Internazionale alla mano il confronto con Fukushima è quindi assolutamente legittimo. Non si vuole usare Fukushima perchè lì vengono da un reattore? Abbiamo già confrontato con la nube di Rutenio106 che non viene da un reattore ma con ogni probabilità da una sorgente radioattiva e, dati dell’Istituto Nucleare Francese alla mano, la potenzialità emissiva di SOX è ben 50 volte quella della nube di Rutenio106. Ricordiamo che i francesi hanno scritto che in caso di emissione sul loro territorio avrebbero dovuto prendere misure di radioprotezione per la popolazione in un raggio di diversi km dal punto di rilascio. Questi sono fatti.

Abbiamo già commentato le questioni attinenti prove di resistenza e certificazioni di SOX per cui, confermando quanto già detto, non ci ritorniamo anche perchè stiamo già lavorando su altri aspetti assolutamente inquietanti della condizione di sicurezza di quei laboratori.

da primadanoi.it