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Lavoro, anche in Valsusa il prevaricamento

Il lavoro viene travolto e il bilanciamento tra doveri e diritti svanisce in un pugno di euro.

di Valsusa Report

Il lavoro è una materia seria, una materia fatta di doveri e di diritti. In un mondo in pace questi due opposti si allentano e all’interno del posto di lavoro si creano le condizioni di tranquillità lavorativa, amicizie e comunità. In crisi nazionale, il lavoro viene travolto e il bilanciamento tra doveri e diritti svanisce in un pugno di euro.

Il massimale, il guadagno prende il sopravvento sull’umanità

Come in un recinto, gli attori stretti, iniziano a gridarsi addosso. Vogliono arrivare primi al boccone giornagliero. Le associazioni sindacali cercano di riportare il focus del diritto dell’umanità, a volte non serve, ci si deve mettere di traverso.

Sciopero all’Eurospin di

Ci giunge così la notizia dello sciopero all’, uno sciopero generale che vede anche altre sedi occuparsi della vertenza, ma a Susa prende il connotato di particolarità, allontanata dal lavoro dopo un rifiuto.

“In particolare, l’ultimo e gravissimo episodio risale alla settimana scorsa – scrivono i sindacati in un comunicato stampa, rilasciato al nostro anziano collaboratore Franco – una lavoratrice con contratto Part-time, spalmato come orario dal lunedì al sabato, si vedeva obbligata dal comando aziendale di lavorare domenica 31 dicembre per fare l’inventario, fino alle 7 di mattina della giornata del 1 gennaio”.

Il rifiuto della lavoratrice ha comportato l’allontanamento alla sede di Cuorgnè distante 93 km da Susa. La sede di lavoro della donna e mamma viene a pesare sulla gestione famigliare. Il contratto part-time applicato non prevede a livello normativo e contrattuale di categoria un trasferimento nemmeno se per motivi disciplinari.

Bisogna prevedere che un contratto a stipendio dimezzato, come il part-time, ha la necessità di assumere lavoratori in loco. Un dovere, per l’impossibilità di affrontare spese di viaggio.

Una scelta sfrontata della direzione che ai sindacati di categoria non è andato giù, nella giornata di ieri un numeroso gruppi di lavoratori e lavoratrici si sono date appuntamento per manifestare il loro dissenso ad un trattamento lesivo della dignità e della persona “dov’è finità l’umanità, le feste sono per tutti”.

(V.R. 23.12.17)