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No Muos: richiesta revoca dello Stato come parte civile

Il Governo dovrebbe ripensare alla decisione di costituirsi parte civile in un processo avviato contro gli attivisti No Muos, revocandola

di Daniela Giuffrida.

“Il Governo dovrebbe ripensare alla decisione di costituirsi parte civile in un processo avviato contro gli attivisti , revocandola. Si tratta di una “scelta inopportuna, tesa esclusivamente ad innalzare la tensione e ad acuire le divisioni tra la popolazione e le autorità politiche e militari”.

Così, l’on. Rizzo () in una sua interrogazione(*) alla Commissione Difesa della Camera, rivolta al Ministero dell’Interno, riguardo alla decisione (di natura politica) del Ministero dell’Interno di costituirsi parte civile contro gli attivisti che il 21 settembre 2013 penetrarono all’interno della stazione satellitare statunitense di c.da Ulmo a Niscemi.

Nell’atto del deputato pentastellato anche la richiesta di valutare l’opportunità di ritirare tale pretesa, probabilmente prevista dal punto di vista legale, ma politicamente inopportuna!

Quel 21 settembre del 2013, gli attivisti avevano oltrepassato le recinzioni per manifestare pacificamente il loro dissenso e per sensibilizzare, opinione pubblica e classe politica, sulle problematiche legate alla presenza delle 44 antenne ad altissima frequenza e della LF a bassa frequenza, nonché delle tre parabole del : tutte poste all’interno della Naval Radio Transmitter Facility (), la stazione radio che la Marina Militare degli Stati Uniti ha voluto all’interno della sughereta di Niscemi.

Fu una manifestazione colorata e senza tensione – una sorta di pic-nic pacifista – con la presenza anche di diversi bambini” sostiene l’on. della Commissione Difesa della Camera apprendendo la notizia della presa di posizione del Ministero dell’Interno.

Circa 50 attivisti risultano sotto processo per quella violazione di suolo militare – afferma l’on. Rizzo – e risponderanno alla Giustizia per quanto avvenuto, ma apprendere della decisione del Ministero dell’interno di dare mandato all’avvocatura dello Stato di costituzione di parte civile contro i manifestanti appare una scelta inopportuna, tesa esclusivamente ad innalzare la tensione e ad acuire le divisioni tra la popolazione e le autorità politiche e militari.”

Infatti – conclude il suo intervento – motivare la costituzione di parte civile del Viminale con un supposto danno d’immagine appare pretestuoso, tenendo presente che il compito del Ministero dell’interno è quello di gestire in modo efficace e dentro l’alveo della democrazia, tensioni e conflitti sociali senza che essi possano sfociare in atti violenti e che vadano a pregiudicare l’incolumità delle persone. Il diritto a manifestare è sancito dalla Costituzione e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica rappresenta una delle architravi del nostro ordinamento democratico

(D.G.03.12.17)

(*) TESTO INTERROGAZIONE: https://goo. gl/D5WXzp