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TAP il governo vuole l’arresto per chi contesta, ma fallisce

di Redazione.

: la notizia è stata comunicata dall’agenzia ANSA poco fa. Il governo pretendeva di imporre l’arresto per chiunque entrasse nei cantieri. Una nuova zona di “interesse nazionale e strategico” come per il Tav.

Già alcuni giorni or sono, con l’incendio di un deposito per il gas in Austria, il ministro aveva dichiarato che il TAP era assolutamente necessario perché, proprio a causa dell’incendio, ci sarebbero state carenze di forniture. I fatti, e le dichiarazioni delle prime ore da parte dei fornitori nazionali, hanno in realtà smentito il ministro, in quanto le riserve già presenti sarebbero state sufficienti.

Ma il governo non molla. Anche in questo caso, come per il TAV, in gioco ci sono molti interessi economici, tranne quelli dei cittadini e dell’ambiente, cui non è interessato il governo.

L’emendamento alla manovra che prevede l’arresto (ovviamente per i contestatori) è stato dichiarato inammissibile dal presidente della Commissione . Lo ha annunciato lo stesso Boccia avviando i lavori sulla legge di bilancio.

Dal sito ANSA:

I cantieri del Tap potrebbero diventare siti di interesse strategico nazionale: chi protesta e ne travalica i confini senza autorizzazione rischia l’arresto, come nel caso della Tav. Sarebbe questo, a quanto si apprende, il contenuto di un emendamento alla manovra presentato dal governo in Commissione Bilancio della Camera. L’emendamento è in corso di valutazione di ammissibilità e il suo destino è legato alla decisione che prenderà domani il presidente della Commissione, Francesco Boccia.