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E’ morto Ferdinando Imposimato alfiere dell’Italia perbene

Ferdinando Imposimato ci ha lasciati. Una dolorosa perdita per i difensori della Costituzione Italiana. Un maestro, un amico dei combattenti.

di Davide Amerio.

Siamo al 2 gennaio di un nuovo anno è già ci tocca piangere una altro maestro: si è spento questa mattina al Policlinico Gemelli di Roma all’età di 82 anni.

Perdiamo un altro nobile e strenuo difensore della nostra Carta Costituzionale. Fiero amico dei e del Movimento Cinque Stelle.

Amico fraterno della .

Lo abbiamo conosciuto e ritrovato qui, in Valle, più volte. Ho avuto l’onore di accompagnarlo nella sua ultima visita in occasione della campagna referendaria del 2016, in difesa della Costituzione e contro le porcate di chi voleva fare frattaglie della nostra Carta. Ho presentato la serata (organizzata dal di Susa) nella quale ci ha regalato le sue parole di lotta, di giustizia, di libertà.

Una statura morale, la sua, che si elevava al di sopra della classe politica con uno stacco marcato che non ha eguali, nella storia recente dell’Italia Contemporanea. Per trovare un degno paragone andiamo con il pensiero a un altro grande maestro, Piero Calamandrei, che, non a caso, Imposimato amava citare nei suoi interventi.

 

Un magistrato appassionato.

Si è occupato di Terrorismo, riscrivendo, di suo pugno, l’indagine sulla morte di Aldo Moro, riesaminandola da zero, quando si accorse che, da magistrato, non aveva potuto esaminare molte informazioni che erano rimaste nascoste.

Fu il primo magistrato ad indagare sulle anomalie dell’Alta Velocità, portando alla luce i maneggi, gli aumenti dei costi, i danni all’ambiente e alla salute, provocati dalle connivenze tra il potere politico e quello mafioso. Come non avrebbe potuto non amare la Valle e il mondo dei No ? Era sempre il benvenuto, e l’amicizia, e la stima, erano reciproche.

Perdiamo un altro pezzo della storia migliore di questo martoriato paese, stretto nella morsa delle complicità e delle connivenze; tiranneggiato da un’Europa di burocrati e sodali. Anche su costoro cadevano i suoi strali, laddove aveva ben in chiaro la compromessa sovranità italiana consegnata impunemente, dai nostri politici, alle burocrazie euro centriche.

Ci rimane, e non è poco, il suo insegnamento, le sue lezioni, sulla moralità, sulla politica e sulla giustizia. Non sarà certamente questa Val di Susa a dimenticarsi si lui e quanti lottano per un paese migliore.

(D.A. 02.01.18)