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Uranio impoverito le conclusioni della Commissione

Ha concluso nei giorni scorsi i suoi lavori, la Commissione parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito.In oltre 32 mesi di lavoro, la Commissione ha indagato sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari

di Daniela Giuffrida.

La di inchiesta sull’ impoverito, ha investigato ancora sulle possibili “patologie”, sofferte da militari, a causa della loro esposizione a particolari fattori radiologici, chimici e tossici e sul possibile effetto patogeno della somministrazione di vaccini. Ovviamente, particolare attenzione è stata dedicata agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’ e della dispersione nell’ di nanoparticelle di minerali pesanti, prodotte dalle esplosioni di materiale bellico. 

L’inchiesta dall’Uranio al Muos.

Nel corso di questi mesi di lavoro, sono stati trattati altri importanti filoni di inchiesta, tra cui il MUOS e la stazione satellitare americana di . Solo due i siciliani membri di questa commissione, entrambi del Movimento 5 Stelle: il calatino e la catanese .

Su impulso dei due deputati siciliani, lo scorso anno la Commissione presieduta dal deputato del PD Gianpiero Scanu, si recò a Niscemi a verificare cosa realmente stesse accadendo nella stazione satellitare americana NRTF che ospita anche le parabole per telecomunicazioni del MUOS. A quel tempo, furono ascoltate importanti figure di riferimento, tra cui il procuratore di Caltagirone Giovanni Verzeri, i comitati NOMUOS, ex militari e scienziati. 

Non sono mancate polemiche, in questi giorni, tra il Ministero della e la commissione d’inchiesta sui risultati, presentati alla stampa e agli italiani, del lavoro di oltre due anni di indagini e audizioni. Secondo i pentastellati sono “discutibili” le dichiarazioni dello Stato Maggiore della e della Sig.ra , ministro uscente della Difesa che ha etichettato “inaccettabili” le conclusioni a cui è giunta l’assise parlamentare. 

Le conclusioni.

Si legge in un comunicato stampa del : “Dieci voti a favore e due contrari (quelli dell’On. Vito di ForzaItalia e dell’On. Pili, indipendentisa sardo), non hanno messo la parola “fine” sui risultati a cui è giunta la IV commissione d’inchiesta parlamentare, infatti, secondo quanto riportato nella relazione finale: “non risultano ancora attuati dalle Amministrazioni interessate molti degli impegni previsti nel Protocollo d’intesa, che permetteva l’avvio delle procedure per l’installazione delle antenne, firmato il 1° giugno 2011 tra la Regione Siciliana ed il Ministero della Difesa“.

Potrebbe sembrare di poco conto – ammettono i pentastellati in un loro Comunicato Stampa – ma, come già successo in passato, ciò che resta scritto sui testi parlamentari delle commissioni di inchiesta può senza ombra di dubbio rappresentare una importante pietra miliare a cui far riferimento per comprendere i successivi sviluppi delle vicende che sono state trattate.”

Nei giorni scorsi, al processo in corso a Caltagirone per abuso edilizio, il procuratore Verzeri ha chiesto 4 condanne e la confisca del sito per essere riportato al suo originale stato. Il procuratore Verzeri – lo ricordiamo – venne ascoltato dalla Commissione Uranio nel mese di Aprile 2017 e confermò la tesi per cui a Niscemi è stato commesso un abuso edilizio per la realizzazione del MUOS che la commissione ha avuto modo di verificare.

Le verifiche della Commissione.

La Commissione, in questi mesi, ha anche verificato quali controlli siano stati effettuati dall’installazione delle 46 antenne avvenuta nel 1991 ed ha scoperto che nessun controllo venne mai fatto fino al 2009, quando finalmente la Regione Siciliana cominciò a monitorare l’emissione di onde elettromagnetiche sul sito.

Si legge tra le righe della relazione: “la Commissione ha concluso la propria visita ottenendo da parte statunitense la disponibilità a definire e a determinare un rapporto molto più stretto e istituzionale con l’Arpa regionale per la verifica dei dati sul possibile inquinamento elettromagnetico, con un progetto di monitoraggio in continuo. L’Arpa, e di conseguenza la Regione Siciliana, dovranno trovare i finanziamenti necessari per impiantare una ulteriore modalità di rilevazione di questi dati, con strumenti di elevata affidabilità.”

Il deputato Gianluca Rizzo afferma in un suo comunicato: “Per la commissione d’inchiesta Uranio, io e la collega Grillo ci siamo spesi tantissimo, impegnandoci sino all’ultimo giorno, cercando sempre di lavorare per il bene delle persone che si attendevano molto da questa commissione. Apprezzamenti ci sono giunti anche dagli altri parlamentari e dal presidente Scanu, per il lavoro svolto.”

Il Ministero della Difesa.

Quindi l’on. Rizzo rivolge parole dure nei confronti dello Stato Maggiore della Difesa e dello stesso ministro Pinotti. Membro anche della commissione Difesa, Rizzo afferma ancora: “Dispiace registrare il comportamento che lo Stato Maggiore della Difesa e la Ministra Pinotti hanno tenuto accusando la Commissione di aver raggiunto conclusioni non condivisibili. Un atteggiamento incomprensibile, che crea un grave precedente e su cui il presidente Mattarella dovrebbe porre un freno.”

Sul MUOS – continua Rizzo – registriamo il fatto che la magistratura stia procedendo nella ricerca delle responsabilità che hanno permesso la realizzazione dell’impianto di trasmissione satellitare, mentre, per ciò che riguarda i risultati ottenuti dalla commissione d’inchiesta ci auguriamo che quanto indicato possa essere motivo di impegno a ottenere quanto richiesto sia da parte del governo regionale che dal prossimo Parlamento.”

Conclude Rizzo: “In ogni caso resta per noi la soddisfazione di aver voluto fortemente che il “caso MUOS” venisse inserito nel testo conclusivo della commissione d’inchiesta e che quanto indicato rappresenti l’espressione della maggioranza dei parlamentari che ne hanno fatto parte.”

(D.G. 15.02.18)