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Sicilia: polemica PD – M5S sulla gestione dei rifiuti

Polemica in Sicilia per il mancato ampliamento di un centro di smaltimento rifiuti. Il PD attacca ma l'azienda che gestisce risponde e il M5S conferma le affermazioni dell'azienda.

di Daniela Giuffrida.

ha rinunciato ad una grande opportunità” pubblica a grandi titoli il quotidiano “la ” dello scorso 3 febbraio, riportando una sorta di “je t’accuse” pronunciato dal deputato contro l’amministratore di uno dei pochi e, sicuramente funzionanti, impianti pubblici che si occupano del ciclo integrato dei rifiuti in Sicilia.

Secondo il deputato regionale del PD, l’amministratore di Kalat Impianti (sito nella zona industriale di ) avrebbe rinunciato “ad una grande opportunità per il territorio, ovvero all’ampliamento dell’impianto di compostaggio da 22 mila a 40 mila tonnellate, circostanza che – secondo il deputato Raia – avrebbe determinato sviluppo e occupazione in un momento di crisi profonda come l’attuale e che sarebbe stata salutata con entusiasmo”. Quindi, la stessa Raia, minaccia un’interrogazione sull’argomento ed una richiesta di incontro con l’assessore regionale all’Energia, Vania Contraffatto.

Ma c’è di più, secondo il deputato regionale, il massimo vertice di  Kalat Impianti, lo scorso 27 ottobre avrebbe chiesto all’assessorato di sospendere l’istruttoria per il nuovo impianto di compostaggio con quella che la stessa Raia definisce “una celerità strana”,  visto che sarebbe intercorsa in un periodo di feste e durante la fase del rimpasto nella Giunta di Governo. Ricordiamo che il 5 novembre scorso è arrivato lo stop della Regione all’istruttoria.

Il deputato polemizza ancora contro l’Amministratore di Kalat Impianti, chiedendosi “come mai sia stato stravolto il piano d’ambito che andava incontro alle esigenze di sviluppo di quest’area e se ci sia un vero interesse a determinare la crescita di uno dei pochi impianti pubblici della Sicilia” Quindi conclude dicendo. “Forse il presidente voleva presentare un altro progetto e, se ciò risponde al vero, con chi l’ha condiviso?

Immediata la reazione e la risposta dell’Amministratore Unico di Kalat Impianti che pubblichiamo, di seguito, integralmente.

“Sul quotidiano “” del 3 febbraio 2016, sulla pagina della provincia e più precisamente del “calatino” è stato pubblicato un “ATTO DI ACCUSA del Deputato RAIA”che mette in risalto una non meglio precisata “Rinuncia ad una grande opportunità” da parte di Kalat impianti. E’ opportuno fornire alcune informazioni rispetto alle imprecisioni delle dichiarazioni sicuramente dovute alla fonte/fonti che le ha fornite.

Nel merito è bene chiarire che oggetto dell’atto di accusa dell’On. Raia sarebbe il ritiro di un progetto depositato presso il Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti di un impianto di trattamento della frazione biodegradabile dei rifiuti proveniente dalla raccolta differenziata urbana (comunemente detto umido) mediante tecnologia a biocelle aerobica, quindi senza produzione di biogas e/o energia.

Il motivo del “contendere” sarebbe quindi tale progetto di un impianto desueto e vecchio, sia come data di progettazione, (risale a molti anni addietro), sia come tecnologie previste, rimasto per molti anni fermo nei cassetti e solo nel luglio 2015 presentato presso gli uffici regionali competenti al fine di iniziare il difficile iter autorizzativo.

Resomi conto della vetustà della tecnologia prevista in quel progetto, a seguito di vari incontri presso il Dipartimento regionale Acque e Rifiuti, ho deciso, di concerto con il vertice di Kalat Ambiente srr, di interrompere il processo autorizzativo in considerazione del fatto che a oggi sono operative tecnologie più avanzate che permettono mediante la cosiddetta digestione anaerobica di ricavare dal trattamento dei rifiuti biodegradabili sia biogas, energia e infine anche compost. 

Il biogas prodotto può essere trasformato in energia oppure utilizzato come biometano per autotrazione. C’è da aggiungere anche che questa tipologia di impianti è sicuramente più interessante economicamente sia per Kalat Impianti ma soprattutto per i Comuni Soci in quanto avrà ricadute positive sul territorio con una crescita economica ed occupazionale.

L’istruttoria di quel progetto è stata quindi fermata per evitare agli uffici regionali una inutile perdita di tempo con conseguente risparmio di elevati costi istruttori a carico della stessa Kalat Impianti; in previsione a breve termine di sottoporre all’attenzione dei Sindaci Soci di Kalat Impianti, la realizzazione di un impianto con tecnologia a digestione anaerobica in grado di trattare 40.000 tonnellate/anno di rifiuti biodegradabili con elevata produzione di biogas, gas metano e/o energia elettrica, oltre che compost da digestato, con le ovvie  ricadute economiche sopra richiamate.

Tutto ciò è coerente con una moderna visione della gestione dei rifiuti ancorata al principio della protezione dell’ambiente, della produzione di energie alternative e dell’economia circolare richiesta dall’Unione Europea, in grado di ricavare dal trattamento dei rifiuti due beni al posto di uno solo (biogas e compost) e coerente inoltre con l’impegno della Regione Siciliana ad aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Sulla base di queste considerazioni, tale impianto tecnologicamente avanzato, avrà certamente tutte le possibilità (anche premiali e di punteggio) di partecipare ai bandi di finanziamento della prossima programmazione europea e regionale.

Quindi non si è trattato di “rinuncia ad una grande opportunità” come dichiarato dall’On. Raia ma di CONCORRERE AD UNA DOPPIA, GRANDE, OPPORTUNITA’ di crescita per KALAT IMPIANTI, per i comuni soci e per tutto il territorio interessato.

Sarebbe stato sicuramente più consono al ruolo svolto dalla Deputata regionale On. Concetta Raia chiedere le delucidazioni sopra esposte direttamente all’Amministratore Unico di Kalat Impianti, sempre pronto e disponibile a dare informazioni e chiarimenti alle Istituzioni; ciò Le avrebbe sicuramente evitato di scrivere inesattezze dettate sicuramente dalla pochissima conoscenza dell’argomento in questione.

L’Amministratore Unico di Kalat Impianti srl”

Ma anche il di Caltagirone è intervenuto con una nota che non lascia dubbi sul suo punto di vista a proposito dell’incresciosa polemica iniziata dal deputato Raja.

“Su “La Sicilia” di ieri sono apparse le dichiarazioni dell’On. Concetta Raia del PD in merito allo stralcio, dal piano d’ambito di Kalat, del progetto di ampliamento (a 40.000 TN/anno) dell’impianto di Compostaggio.

La Raia parla di scelta improvvida che pregiudica la possibilita’ di creare nuova occupazione, nuova occupazione (aggiungiamo noi) che scaturisce da processi virtuosi quali, in primis, la raccolta differenziata, la Raia del PD, il partito degli inceneritori, che parla (indirettamente) di raccolta differenziata: bellissimo!!

Ma entriamo nel merito della questione; piu’ volte abbiamo sostenuto che quell’amplimento non era rispondente, a nostro avviso, alle necessità del polo impiantistico e del territorio (oggi i fatti ci danno ragione? ), oggi l’impianto di compostaggio ha una capacita’ di trattamento di circa 22.000 TN/anno che e’ sufficiente a soddisfare le esigenze dei 15 Comuni del Calatino anche nel caso (magari ciò avvenisse) che questi raggiungano il 100% di raccolta differenziata dell’umido (oggi nemmeno al 30% ), inoltre l’impianto di Compostaggio lavora, oggi, a pieno regime solo perche’ li’, l’umido lo conferiscono altri Comuni come Gela, Mazzarino, Niscemi, Butera, Ragusa.

Pero’ a breve (ma la Raia forse non lo sa ) Gela, Butera, Mazzarino e Niscemi conferiranno presso l’Impianto dell’ ATO CL2 (finalmente messo in esercizio) “privando” il nostro impianto di migliaia e migliaia di TN di materia prima!!

Non si intende dunque quale sia l’imminente necessita’ dell’ ampliamento di cui parla parla la Raia e in base a quale piano industriale, coerente e sostenibile, si dovrebbero creare dei nuovi posti di lavoro.

Infine teniamo a precisare che il progetto in questione è assai datato e molto probabilmente risulterebbe, anzi risulta, già oggi superato da nuove tecnologie più efficienti, sostenibili economicamente nonché remunerative, a meno che l’ On. Raia, nel difendere tale progetto, non intenda avallare politiche industriali non supportate da un piano coerente e che rischierebbero, più che produrre e creare nuovi posti di lavoro, di gravare sui noi Cittadini. Ma si sa, ai politicanti fare demagogia piace tanto!”

(D.G. 08.02.16)