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9 Aprile Bussoleno: Teatro Bunino Vita, amori et inganni de Don Juan lo sturbatore de’ matrimoni

A Bussoleno al teatro Bunino il nuovo spettacolo teatrale per la regia di Marco Scoffone con la compagnia de "La Compagnia il Teatro".

Vita, amori et inganni de
Don Juan
lo sturbatore de’ matrimoni

Debutto:
Teatro don Bunino – (To)
9 aprile 2016 – ore 21

repliche:
Domenica 10 aprile ore 16 – Sabato 16 aprile ore 21 – Domenica 17 aprile ore 21
Ingresso: €. 10,00

drammaturgia di M.Scoffone ispirato a “El burlador de Sevilla” di Tirso de Molina e a “Dom Juan ou le festin de pierre” di Moliére con

Massimo Chianello nel ruolo di Don Juan
e Federica Martoglio nel ruolo di Arlecchino
e con
Federico Biglietti, Federico Carcano, Franco Casetta, Noemi Cavaletto, Alfonso
Cavarero, Tamara Cesaroni, Gabriella Crucco, Fernando Genova, Manuela Maccagnan,
Stefano Mameli, Michela Oliva, Alessia Pisu, Maurizio Pisu, Luigi Pognant, Anna
Ramasso, Luca Ramasso, Janira Roana, Valter Valerio, Paolo Veglio

i suonatori:
Alex Bosco, Gabriele Bunino, Gianni Castagno, Luca Ramasso, Enrico Salvetti,
Alessandro Villa
Scene e costumi Anita Tournour Viron
Aiuto scenografo Antonio Capozzi
Acconciature Filippina Malvè
Luci e Suono Umberto Veglio
Foto di scena Ugo Bellardone
Riprese video Elia Casetta
Regia

Don Juan Scoffone

La storia:
Don Juan, gentiluomo di corte, ateo, perverso, libertino, ha abbandonato Elvira, che tenta invano di riconquistarlo; dopo aver sedotto Isabella ed aver ucciso il Governatore, padre di lei, è costretto alla fuga. La nave su cui viaggia incorre in una burrasca e, gettato dalla tempesta sulla costa insieme al servo Arlecchino, è salvato da alcuni contadini. Seduce quindi Carolina e Concettina, due contadine attirate dalle sue promesse di matrimonio. Inseguito dai fratelli di Elvira, si rifugia, sempre in compagnia di Arlecchino, in una foresta. Dopo avere salvato la vita a don Carlos, fratello di Elvira che era stato assalito da briganti, don Juan invita a cena la statua del “commendatore” da lui ucciso in precedenza e la statua accetta. Mette poi alla porta il signor Dimanche, suo creditore, e risponde con insolenza e con scherno al padre don Louis che gli rimprovera la sua vita dissoluta. Dopo essere rimasto insensibile anche alle preghiere
di Elvira che vorrebbe farlo ravvedere, don Juan si mette a tavola e la statua del “commendatore” lo invita a sua volta a cena per il giorno dopo. Don Juan finge di pentirsi di fronte al padre ma confessa ad Arlecchino di volersi servire ora dell’ipocrisia, ed è appunto da ipocrita che risponde al fratello di Elvira. Compare sulla scena lo spettro che concede a don Juan pochi istanti per pentirsi, ma poichè lui se la ride, la statua del “Governatore” lo prende per mano: su don Juan si abbatte un fulmine, la terra gli si apre sotto i piedi ed è inghiottito nell’Inferno, mentre il servo Arlecchino si lamenta per il salario arretrato che nessuno gli pagherà.