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27 Luglio alle reti. Il popolo No Tav di nuovo in marcia contro le violenze poliziesche

Il corteo di oggi prende piede dopo una settimana di alta tensione in Val di Susa: l’attacco al corteo del 19 con relative botte per 63 e molestie per la solidale pisana Marta poi altre botte, ieri davanti al Tribunale di Torino perchè i dimostranti volevano piazzare uno striscione sulla cancellata, cosa che viene sempre tollerata per altre proteste. In mezzo a questi fatti, una fiaccolata poco più che rituale a Susa e una conferenza stampa dei sindaci che, pur enunciando le criticità della situazione e tornando a chiedere di riaprire la discussione tecnica, ha scontentato molti che hanno ritenuto troppo prudente, se non pavida, di fronte agli eventi appena consumati, l’appello “contro ogni violenza” subito ripreso dai media in funzione esclusivamente antipopolare. Si comprendono i problemi di equilibrio politico fra gli amministratori ma di fronte a fatti gravi, sempre più gravi, ma si ritiene fortemente che andrebbero almeno specificati gli episodi di violenza della polizia. La lettura della situazione, mentre apprendiamo della contestazione a Epifani e Esposito a Roma da parte di No tav “esterni” (non c’era un valsusino tra i dimostranti!…- chissà se vale il teorema inverso in questi casi), è che non è concesso più niente ai No Tav: botte e denunce appena ti muovi o apri bocca. Con buona pace dello stato di diritto e delle affermazioni del solito Caselli per cui non si persegue un movimento ma solo singoli reati (siamo ormai a quasi 800 tra denunciati e processati).

 

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