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Adelmo Cervi a Bussoleno presenta il suo libro.

Tra le tante storie della Resistenza quella dei 7 fratelli Cervi fucilati nel dicembre del 1943 è rimasta una pietra miliare come simbolo dell'Antifascismo e della lotta di Liberazione

di Davide Amerio

Il “compagno” figlio primogenito di Aldo Cervi fucilato dai nazifascisti nel 1943 ha incontrato a , nella piazza del Mulino, la cittadinanza per presentare il suo libro Io che conosco il tuo cuore.

Ci tiene molto Adelmo a quella qualifica di “compagno”, più volte la usa nella sua chiaccherata con il pubblico perché, racconta, non è una brutta parola, anche se oggi la politica ne ha perso il significato.

La sua famiglia di origini contadine conobbe la guerra, il fascismo e il . Il papà Aldo, terzogenito, era un cattolico ma con un profondo senso della libertà. Fu il primo della famiglia a iniziare la lotta contro la dittatura e in prigione conobbe i “compagni”. Già, sottolinea Adelmo, in quegli anni le galere erano piene di compagni che finivano lì per le loro lotte di libertà e giustizia. Mica come oggi. Era il tempo in cui gente semplice che lavorava la terra e pensava alla famiglia si trovava catapultata dentro una guerra a combattere il nemico interno e quello esterno in nome della libertà, per la dignità e per la sopravvivenza.

Bussoleno Libro cervi“Mio papà mica era comunista – racconta Adelmo –  era un cattolico, un uomo di Chiesa, segretario dei giovani Cattolici del paese. Poi dentro il carcere ha conosciuto e capito il socialismo e così si è “rivoltato” ome diceva la nonna, per dire che aveva cambiato idea”.

La madre di papà Aldo capì subito che le scelte del figlio avrebbero influito su tutta la famiglia anche se nessuno immaginava che tutti e 7 i fratelli sarebbero stati fucilati dai nazifascisti.

Il libro di Adelmo ripercorre la storia dei Cervi, anche di quella parte meno conosciuta, come le due zie che non vengono mai menzionate quando si citano i fratelli. Poi ci sono tutti quelli che contribuirono in quegli anni difficili a “irare avanti la baracca”. Al centro la storia di questo padre divenuto famoso nella e che fu fucilato quand’egli aveva appena quattro mesi di vita. Da lì in poi, racconta, nessuno potè più avvicinarsi alla sua famiglia sino alla Liberazione.

Adelmo Cervi - PerinoSabato è stata per Cervi una giornata speciale nella quale ha incontrato i “compagni …, il popolo che lotta per la propria terra, la libertà e la gustizia sociale; difende il territorio e non accetta di essere preso in giro dal ‘sistema’ capitalistico” che, per Adelmo, sta alla base di tutti i fascismi e i soprusi.

Una giornata ricca di passione, poesia, canti e letture del libro. Il consolidamento di un’amicizia tra un’antica famiglia simbolo della resistenza e un popolo resistente. (D.A. 15.09.14)