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Al Cociv, qualche prefetto fa il suo lavoro, ma non serve

Si arriva in ritardo su tutto, infiltrazioni mafiose, cave, indagati o condannati. Sembra impossibile arginare i fattori speculativi nelle Grandi Opere.

di Valsusa Report

Era di qualche giorno fa la notizia che l’Ati del Terzo valico,  (Sif-Preve-Saos-Osg), recriminava a Cociv circa 1.500.000 Euro di lavori già eseguiti. Così al cantiere di Radimero i mezzi da lavoro erano stati rimossi. Per il Consorzio Cociv, general contractor dei lavori di realizzazione dell’Alta Velocità Tortona-Novi Ligure, nulla è vero. La Sif, ditta mandataria con sede in Casoria, Napoli, specializzata nelle  fondazioni, viene subito messa al bando con la recissione del contratto “abbiamo comunicato all’Ati la risoluzione con effetto immediato del contratto per grave inadempimento con richiesta di danni relativi ai gravi ritardi accumulati nell’esecuzione delle prestazioni oggetto del contratto” si leggeva nel comunicato del Cociv.

Oggi una nuova sorpresa si viene a sapere che il prefetto Spena da Genova, davanti alla Commissione rifiuti, ferma le cave e il Consorzio Cociv, rescinde anche il contratto a Pietro Paolo Marchesini, una pena di 4 anni per reati ambientali durante i lavori per la Bologna, lo mette fuori. Il prefetto di Genova Fiamma Spena in una nota “ancorché non collegato alla criminalità organizzata, era stato tuttavia condannato in secondo grado per uno dei reati ostativi ai fini antimafia”.

Oggi, non sfugge al prefetto, ma il cambio al vertice era del 22 ottobre 2014. Il posto di Pietro Paolo Marcheselli viene occupato da Pelliccia Angelo, da Impregilo, anch’egli con un passato da controllare, pare fosse finito in passato nell’inchiesta denominata “Marea Nera” una vicenda di inquinamento per sversamento di percolato nel mare della Campania (qui alcuni atti parlamentari).

Insomma l’Ati Sif-Preve-Saos-Osg, perde un complice capace nei lavori, il Cociv cambia il vertice ma non sembra promettere bene e le infiltrazioni mafiose spuntano nei cantieri e nelle cave, una vicenda quella del Terzo Valico che va a dar ragione alle proteste contro l’opera, ma non solo, sembra addirittura che queste notizie siano funzionali alla cosiddetta “pace sociale”, tranquilli stiamo controllando, non fosse che i soldi pubblici e gli stipendi di anni versati non torneranno mai più indietro. Dalla popolazione si chiedono perchè questi controlli non avvengono mai in prevenzione.

V.R. 2.3.15

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