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Al via il Festival, centinaia di persone in Valsusa

Incontri, dibattiti, passeggiate e libri poi inizia il concerto e l'enorme macchina si mette in moto

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di Valsusa Report

Val Cenischia, una valle laterale alla Valsusa, zona del primo tentativo, poi fallito, di cantiere nel lontano 2005. La stuolata di cemento che vedeva le baracche degli operai è diventata la borgata 8 dicembre in ricordo di quel periodo quando migliaia di persone si riversarono contro le recinzioni del cantiere e le abbatterono. Oggi quella trasformazione in luogo di attività sociali diventa il luogo sociale e culturale che grazie al Festival prende portata nazionale. Artisti famosi come Rocco Hunt si schierano contro il supertreno ed altri come Frassica non ne parlano bene, Finardi lo dice da tempo “bisogna tornare a riprenderci la terra”. Il Festival “rende noto il problema politico che vive una valle attaccata dalla politica affarista che spiana anche le culture”, lo dicono bene i Lou Dalfin dal palco del concerto, “la montagna non può essere sempre schiacciata, prima o poi si ribella”.

palco

Una tre giorni di proposte e di riflessioni, anche nell’organizzazione. Le macchine sono parcheggiate a Susa e poi le navette portano nella valle immersa nel verde dei prati, il libero campeggio porta centinaia di persone vicino agli stand che cucinano cibi locali a bassa velocità, la cucina popolare fatta di volontari No Tav ha sfornato circa 2000 pasti fino a sera ad offerta libera. Banchetti di libri, dibattiti e forum sulle tematiche che investono la nazione, “la volontà di fare rete con tutti parte dalla valsusa” come ci dicono gli organizzatori, “vuole essere un momento a passo d’uomo un modo per riflettere sul nostro futuro per non farcelo rubare”.

rocco hunt1

Chi segue il Festival nella tre giorni potrà assistere a momenti veramente unici dove le code per il pasto diventano momenti di incontri in cui ci si scambiano idee ed esperienze dove le persone imparano a conoscersi e ad organizzarsi le idee “perchè il sistema di oppressione dei territori pare sia sempre lo stesso, un copia incolla che se non incontra dure opposizioni riesce ad imporsi” si sente dire tra le fila. Quindi un incontro quello del Festival dell’Alta Felicità che guarda al futuro, guarda alle lotte e cerca incontro. Tutti sanno di partecipare al contributo per sostenere il Movimento No Tav e tutti ne sono felici.

V.R. 23.7.16