Alta velocità in Sicilia: davvero una priorità?

Il ministro Lupi firma accordi per portare l'Alta Velocità in Sicilia. Ma è ciò di cui la regione ha davvero bisogno per migliorare il trasporto locale?

Tempo Lettura: 2 minuti

di Davide Amerio

A margine del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione è stato firmato l’accordo tra il ministro delle infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi e l’Amministratore Delegato del gruppo delle Ferrovie dello Stato che prevede il collegamento tra gli aeroporti di Malpensa, Fiumicino, Venezia con le reti Alta Velocità.

Dopo il ‘patto con gli Italiani‘ di berlusconiana memoria firmato nel salotto di Bruno Vespa ora gli accordi si firmano ai Meeting di CL. Non essendo noi abituati a pensar male (che si fa peccato!) ci è facile supporre che gli uffici del Ministero fossero inagibili causa ristrutturazione. Non daremo certo spazio a maldicenze e dicerie che vorrebbero l’evento architettato a puri fini propagandistici.

Eppoi il ministro Lupi non è certo tipo da passerelle…

Oltre che al nord ora la linea AV viene promossa per essere realizzata anche in Sicilia: tra i molti interventi previsti dal governo per il mezzogiorno nei decreti del ‘Fare‘ e dello ‘Sblocca Italia‘ (sempre nomi suggestivi) sono previsti finanziamenti per l’opera ferroviaria ‘Messina-Catania-Palermo” per un importo di 5,25 miliardi di euro.

Anche nell’isola però c’è chi si ostina a considerare l’AV non un’emergenza o una necessità irrinunciabile. Giosuè Malaponti, Presidente Comitato Pendolari Siciliani, non mostra alcun entusiamo per questa inziativa del governo e in una nota, pone una serie di osservazioni:

i provvedimenti che dovrebbero cambiare il volto all’infrastruttura ferroviaria siciliana. L’unica priorità infrastrutturale in Sicilia è diventata la Catania-Palermo. Come se il solo raddoppio della Catania-Palermo risolverebbe tutti le “sfortune” infrastrutturali della Sicilia. In questi anni l’accenno alla linea ferroviaria Catania-Palermo era sinonimo di “tempi biblici per i lunghi tempi di percorrenza”. Inchieste sul trasporto ferroviario siciliano realizzate da La Repubblica, Corriere della Sera, Rai Uno ed altre hanno evidenziato l’enorme gap infrastrutturale e dei collegamenti ferroviari tra le principali Città siciliane quali Trapani, Ragusa, Modica, Agrigento con tempi veramente biblici dovuti a molte (strane) coincidenze tra treni ed ai pochissimi treni dedicati. Siamo convinti che l’enorme investimento fatto sulla Catania-Palermo non servirà a migliorare le condizioni di trasporto delle altre Città.

[…] Infatti, nelle varie dichiarazioni non ci sembra di aver letto della Alcamo-Trapani via Milo chiusa da un anno e mezzo; non abbiamo letto della Caltagirone-Gela chiusa da oltre tre anni dal crollo del ponte; non abbiamo letto dei collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Catania e di Trapani; non abbiamo letto della messa in esercizio a regime della Metro-ferrovia Giampilieri-Messina; non abbiamo letto della Metro-ferrovia di Ragusa progettata e mai fatta finanziare; non abbiamo letto della velocizzazione della Catania-Siracusa iscritta in quasi tutti i contratti di programma con date e cifre; non abbiamo notizie dei 1970 milioni di euro previsti per il raddoppio della Fiumefreddo-Giampileri (vedi foto) con delibera Cipe 62/2005.

[…] l’imponente finanziamento dello Sblocca Italia poteva essere distribuito per ammodernare, velocizzare e realizzare un sistema più leggero e veloce in tempi più brevi collegando molte più città che ad oggi sono quasi del tutto isolate per scelte o disattenzioni non condivisibili. Ribadiamo che non ci serve l’alta velocità nelle tratte siciliane per ovvi motivi, uno dei tanti, i tempi lunghissimi di realizzazione. Ai siciliani basterebbe solo ed esclusivamente “la velocità”.

Ci sarà spazio anche in Sicilia per la crescita del movimento No Tav?

D.A. 12.09.14