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Ancora in Tribunale. Processo per le proteste antitrivella a Coldimosso.

Un processo ai No Tav che sta prendendo una brutta piega per l'accusa. Sullo sfondo,la determinazione dei valsusini, le violenze poliziesche e i tentativi di intervento della Digos alle Molinette.  DSC_0759foto di Luca Perino Continua in un clima apparentemente disteso, soprattutto per l'atteggiamento aperto della Presidente Bersano-Begei, il processo ai No Tav per i fatti di Collemosso (17 Febbraio 2010) quando i reparti-killer di Spartaco Mortola (condannato per induzione a falsa testimonianza in relazione ai pestaggi della Diaz) caricarono i manifestanti inseguendoli fin dentro il bosco. Quella notte rimasero a terra Simone, redattore di Radio Blackout, in coma gravissimo per le botte subite e la valsusina Marinella che fu picchiata per un minuto di seguito da otto poliziotti riportando fratture multiple alle ossa facciali. Sul momento, apparvero gravissime le condizioni di Simone che fu portato prima all'ospedale di Susa, poi alle Molinette, per un versamento cerebrale che pareva non riassorbirsi.

Il processo abbraccia sia i fatti avvenuti presso la trivella sia la mobilitazione popolare che durò tutta la notte con blocchi e cortei sia la protesta davanti alla tipografia de La Stampa che aveva pubblicato online un articolo del solito Numa giudicato fortemente provocatorio, falso ed insensibile nei confronti dei feriti sia ancora il piccolo presidio alle Molinette che respingeva la visita inopportuna della Digos che cercava presumibilmente di condizionare i medici affinchè non emettessero un referto di gravità assoluta come quella che si evidenziava col passare dei minuti.

Presenti solo alcuni degli imputati, l’udienza ha visto sfilare una testimone a difesa, e tre imputati con dichiarazioni spontanee. L’unico teste per l’accusa, il Digos Giammetta, ha validamente portato acqua al mulino della difesa quando ha dichiarato di non aver riconosciuto personalmente  manifestanti davanti alla sede della tipografia ma di aver sottoscritto un verbale di riconoscimento degli imputati “per fiducia nei colleghi“… 

La sensazione del cronista, da questa sola udienza, è che dall’evidenza dei fatti risulti ben poco di significativo a carico degli imputati se non giustificabuili reazioni emotive. Sta invece emergendo la ferocia dei poliziotti a Coldimosso e la prepotenza dei due Digos presentatisi alle Molinette.

Si prosegue domani mercoledi 3 con altre testimonianze a difesa.(F.S. 2.7.2013)

 

 

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